Argentina: in arrivo voto del FMI su aiuti da 50 miliardi al Paese

Sarà programmato probabilmente per la metà di settembre il voto del FMI sul piano di aiuti da 50 miliardi di dollari per l’Argentina, da rivedere alla luce della crisi valutaria del Paese

Argentina: in arrivo voto del FMI su aiuti da 50 miliardi al Paese

Il Fondo Monetario Internazionale sarà chiamato a rivedere le caratteristiche del piano di aiuti destinato all’Argentina - dal valore complessivo di 50 miliardi di dollari.

Ci sono grosse probabilità che il voto andrà in scena nella seconda metà di settembre, e proprio poche ore fa il direttore generale del Fondo, Christine Lagarde, ha espresso ottimismo in relazione al futuro del Paese.

Il piano, già concordato a giugno ma ancora non definito nei dettagli, è balzato prepotentemente in cima all’agenda quando il peso argentino ha segnato una serie di scivoloni, culminati poi nel minimo storico del 30 agosto nei confronti del dollaro.

Il Presidente argentino, Mauricio Macri, ha chiesto al Fondo di accelerare il percorso verso i finanziamenti, per portare benefici alla situazione non idilliaca del Paese.

Ma il tracollo della valuta è proseguito, fino a una perdita che supera il 110% contro il dollaro da inizio anno. In risposta a una crisi valutaria apparentemente inarrestabile, qualche giorno fa la banca centrale argentina ha portato i tassi di interesse al 60%, garantendo di lasciarli invariati almeno fino a dicembre.

Argentina, piano d’aiuti in arrivo: c’è l’ottimismo del FMI

Solo poche ore fa a New York è andato in scena un incontro tra i vertici dell’organizzazione internazionale e il ministro delle finanze del Paese sudamericano, Nicolas Dujovne.

Positività si è captata da entrambe le parti, con la direttrice del FMI Christine Lagarde che si è detta fiduciosa in relazione alla crisi argentina e ha annunciato le discussioni in corso per dare al Paese gli strumenti necessari al più presto:

“Siamo andati avanti e continueremo a lavorare insieme per migliorare il programma. Il nostro obiettivo è concludere tutto al più presto per presentarlo al Board”.

Dall’altra parte il ministro Dujovne ha manifestato la speranza di un voto in arrivo dal Fondo già nella seconda metà di settembre, visto il lavoro che sta svolgendo insieme all’organizzazione per perfezionare i dettagli dell’accordo.

La crisi argentina e la cifra record a sostegno del Paese

L’8 maggio scorso il presidente Macri si è rivolto al FMI per chiedere sostegno economico, al fine di risollevare le sorti del Paese.

A giugno il via libera, con l’annuncio di 50 miliardi di dollari in tre anni in arrivo da Washington per “risollevare la fiducia dei mercati”, consentendo nel mentre alle autorità d’avere il tempo di “risolvere una gamma di vulnerabilità di lunga data”.
Si tratta di una cifra storica per il FMI, la più alta mai concessa fino ad oggi.

Intanto sul fronte mercati finanziari la fiducia degli investitori scarseggia, con le pompose rassicurazioni televisive di Macri che hanno finito forse addirittura per peggiorare la situazione.

A preoccupare analisti, osservatori e trader è il rischio di inadempienza al quale Buenos Aires potrebbe andare incontro, con l’indebitamento del Paese - per grossa parte in valuta estera - che porta a vedere sempre più difficile una pronta stabilizzazione del deficit.

Al momento, in un contesto di iperinflazione - la più alta fra i Paesi del G20 - il timore più forte sembra rappresentato da un improvviso ripiombare alla terribile crisi del 2001.

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