Petrolio WTI: tra uragano Michael e taglio stime crescita quadro tecnico si complica

Le quotazioni dell’oro nero appaiono influenzate da due forze contrapposte: da un lato il rallentamento economico globale, elemento negativo, dall’altro l’uragano che ha sta causando rallentamenti nella produzione, elemento positivo. Cosa dice l’analisi tecnica?

Petrolio WTI: tra uragano Michael e taglio stime crescita quadro tecnico si complica

Seduta fiacca per il petrolio WTI, che risulta poco mosso dopo le perdite delle scorse sedute causate dalle dichiarazioni del Presidente americano Donald Trump in merito alla possibilità di deroghe alle sanzioni all’Iran.

Ad aumentare l’incertezza sull’oro nero sono però altri due fattori: il primo è quello relativo al taglio delle stime di crescita su scala globale da parte del Fondo Monetario Internazionale per gli anni 2018-2019. Il secondo elemento è l’arrivo dell’uragano Michael che ha fatto perdere circa il 40% della produzione giornaliera nei pozzi offshore collocati nel Golfo del Messico a causa delle evacuazioni e delle interruzioni dei lavori che ha dovuto subire la popolazione in vista dell’arrivo della calamità naturale.

Il taglio delle stime di crescita preme sul lato della domanda, dato che fattori quali la guerra commerciale e le tariffe sulle importazioni penalizzano il commercio: ciò potrebbe causare un indebolimento nelle quotazioni del WTI.

Dall’altro lato l’offerta, e quindi un rialzo delle quotazioni, potrebbe essere aiutata dall’inevitabile diminuzione della produzione causata dal forzato stop nella produzione di petrolio dovuta all’avvicinamento della tempesta.

Sarà da monitorare attentamente la reazione delle quotazioni al dato sulle scorte di petrolio, atteso per le 17:00 di domani.


Petrolio WTI, grafico giornaliero. Fonte: Bloomberg

Graficamente si nota come i corsi, dopo aver aperto la sessione di contrattazioni odierna in lap down, stiano faticando a superare i massimi a 75,28 dollari raggiunti nella seduta di ieri. Oltre ai diversi fattori citati prima, a mettere in difficoltà l’avanzata delle quotazioni è la resistenza di area 72,73 dollari al barile, che ha subito una falsa rottura lo scorso 3 ottobre.

Inserendo nel grafico una media mobile a 50 periodi si nota come i prezzi si siano distanziati in maniera importante da essa, e potrebbero quindi tornare ad effettuarne il test, coincidente con l’area dei 68 dollari.

Tale area corrisponderebbe peraltro all’intorno in cui ci sarebbe la verifica della tenuta della trendline di lunghissimo periodo, ottenuta collegando i massimi dell’11 febbraio 2016 a quelli del 21 giugno 2017. Tale ipotesi creerebbe l’opportunità per i corsi di prendere una pausa, utile a riprendere il poderoso trend rialzista che li accompagna.

Fai trading ora con eToro Demo gratuita

Strategie operative su petrolio WTI


Elaborazione Ufficio Studi di Money.it

Da quanto emerso dall’analisi, si potrebbe attendere una rottura dei supporti di brevissimo periodo posti a 73,88 dollari per adottare strategie di matrice ribassista. Tale tipo di operatività avrebbe stop loss da porsi a 77,41 dollari, l’obiettivo principale a 70,35 dollari e l’obiettivo finale a 69,93 dollari.

Iscriviti alla newsletter per ricevere le news su analisi tecnica

Condividi questo post:

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.