Zona euro: crescita in arresto, allarme dagli indici PMI

Matteo Bienna

22 Aprile 2016 - 16:14

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Eurozona: gli ultimi dati flash sul PMI rilevano una crescita in calo. Markit offre una versione dei fatti ben diversa rispetto a quella presentata ieri da Draghi.

L’economia dell’Europa è incagliata all’interno del suo percorso di lenta crescita, in una fase dove sta procedendo a ritroso.

L’ultimo report offerto da Markit, la londinese società di servizi di informazione finanziaria, è arrivato a queste conclusioni, dopo aver analizzato i dati rilasciati sul PMI, dato che indica la salute del settore manifatturiero, dei servizi e la crescita generale della produzione.

Gli indici PMI composito, manifatturiero e dei servizi nell’Eurozona hanno reso chiara tutta la difficoltà che l’Eurozona sta vivendo, al contrario delle parole offerte da Mario Draghi durante la conferenza di ieri.

Vediamo nel dettaglio l’analisi sui nuovi dati e cosa suggeriscono riguardo l’attuale situazione dell’Europa.

Eurozona: PMI rileva una crescita destinata a contrarsi - Markit

Secondo i dati forniti da Markit, l’Eurozona ha visto un calo dell’indice PMI composito, sceso a 53. Il valore risulta inferiore a quello del mese di marzo (53,1) e soprattutto inferiore alle attese, ferme ad un 53,2.

L’indice dei responsabili degli acquisti di servizi (PMI) viene indicato in una scala che va da 0 a 100. Il valore medio di 50 segnala lo spartiacque: al di sopra il dato indica una crescita, al di sotto segnala una contrazione delle attività.

I dati comunicati durante la giornata di oggi sono chiamati flash e indicano delle stime preliminari, che potrebbero venire quindi riviste, sia al rialzo che al ribasso, con il rilascio delle cifre definitive a fine mese.

Le dichiarazioni di Markit in allegato al report parlano chiaro:

“L’Eurozona continua a mostrare una crescita appena modesta, secondo le prime stime di aprile. L’indice PMI segnala che l’andatura della crescita economica all’inizio del secondo trimestre e più debole rispetto al valore medio registrato nel primo trimestre, oltre che minore anche della media dello scorso anno. ”

Markit sta essenzialmente dicendo che l’Europa, in quanto a crescita, sta procedendo a ritroso.

Nello specifico Chris Williamson, principale economista di Markit, sottolinea:

“L’economia dell’Eurozona rimane bloccata all’interno di un lento percorso di crescita in aprile, con il PMI che continua a segnalare una crescita del PIL del solo 0,3% per questo secondo trimestre, in linea con quelli che sono i dati presenti da oltre un anno. ”

Oltre al PMI composito, oggi sono state comunicate le stime del PMI dei servizi, in crescita a 53,2 dopo il 53,1 dello scorso mese ma sotto le aspettative di 53,3, e il PMI manifatturiero, sotto sia alle aspettative (51,8) che al valore di marzo (51,6) attestandosi sul 51,5.
Williamson chiude il suo intervento facendo riferimento agli interventi di Draghi e il suo staff dello scorso mese:

“Il fallimento di una ripresa della produzione dopo le manovre aggressive adottate dalla BCE a marzo rappresenta un forte segnale di disappunto, oltre che limitare le speranze per un’accelerazione della crescita nei prossimi mesi. ”

Le parole di ieri del presidente della BCE hanno invece sottolineato come le politiche monetarie della BCE stiano producendo gli effetti sperati sulla crescita e sull’inflazione, ponendo a questo punto dei dubbi sulla quantità di ottimismo nascosta nelle parole di Draghi.

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