Voluntary disclosure e Autoriciclaggio: il Senato approva la norma sul rientro dei capitali esteri

Simone Casavecchia

5 Dicembre 2014 - 09:12

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Diventa legge il provvedimento che consentirà il rientro di capitali esteri nascosti per evadere il fisco; oltre alla voluntary disclosure nasce anche il reato di autoriciclaggio.

Voluntary disclosure e Autoriciclaggio: il Senato approva la norma sul rientro dei capitali esteri

Approvato ieri dal Senato, in via definitiva, il disegno di legge che consentirà il rientro dei capitali nascosti sia all’estero che in italia. Il testo, passato senza modifiche rispetto alla bozza uscita dalla Camera, introduce anche il nuovo reato di autoriclaggio.

Le misure principali del provvedimento
Il provvedimento consente a tutti i contribuenti che hanno occultato, in Italia o all’estero i propri capitali, al fine di evadere il fisco, di optare, fino al 15 Settembre 2015, per la voluntary disclosure, ovvero di scegliere una forma di collaborazione con il fisco che imporrà la dichiarazione dei propri capitali e il pagamento delle imposte e dei relativi interessi, sebbene le sanzioni verranno ridotte. La possibilità di dichiarare al fisco i patrimoni precedentemente omessi, riguarda gli illeciti commessi fino alla data del 30 Settembre 2014.
Potranno essere regolarizzati conti correnti, fondi comuni di investimento, polizza assicurative, trust, partecipazioni a società, beni immobili, deposito di metalli preziosi e anche beni mobili, come, ad esempio, beni di lusso.
Il provvedimento prevede che il dichiarante dovrà esplicitare al propria identità e sarà tenuto al pagamento, per intero, delle imposte relative, quindi l’Irpef (43%) e le tasse locali (2%), anche gli interessi dovranno essere corrisposti per intero, mentre le sanzioni vengono ridotte al 3% del capitale. Rimangono valide le norme in materia di prescrizione fiscale che sollevano dal pagamento delle imposte relative, passati i 5 anni per capitali depositati in Paesi white list e 10 anni per capitali depositati in paradisi fiscali. Non ricevono, invece, sconti o benefici i contribuenti che hanno ricevuti atti di inizio indagini dalle autorità fiscali.

Punibilità dei contribuenti e nuovi reati
Per quanto riguarda i reati tributari è esclusa qualsiasi forma di punibilità, in particolare verso la dichiarazione omessa, infedele e fraudolenta, l’omesso versamento di ritenute certificate e di Iva; sono esclusi dalla punibilità anche reati penali minori come il mancato versamento dei contributi. I contribuenti che sceglieranno di aderire al procedimento di emersione volontaria risponderanno comunque di reati quali le frodi fiscali gravi.
Viene, poi introdotto il nuovo reato di antiriclaggio, finalizzato ad arginare il fenomeno della fuga e dell’occultamento di capitali. Saranno, quindi, perseguibili, con pene calibrate sulla gravità del reato presupposto, tutti i contribuenti che utilizzano il denaro non dichiarato al fisco e, quindi, non tassato, per attività economiche e finanziarie. Diverranno anche punibili coloro che nascondono la provenienza del denaro ricavato da attività illecite e delittuose. Nello specifico il nuovo reato di autoriciclaggio prevede pene da 1 a 4 anni nei casi meno gravi e da 2 a 8 anni nei casi più gravi per tutti i contribuenti che in futuro decideranno di occultare i capitali ottenuti dall’evasione fiscale.
La partecipazione alla voluntary disclosure fa sì che il contribuente non debba rispondere del nuovo reato di autoriciclaggio.

La Svizzera
La norma concretizza anche i risultati ottenuti con la Svizzera durante i negoziati, avviati con l’Italia, riguardo alla regolarizzazione dei capitali depositati all’estero. Tali somme di denaro, una volta dichiarate, potranno, infatti essere tassate, pur continuando a rimanere depositate in banche e istituti di credito della Confederazione Elvetica.
La voluntary disclosure è infatti applicabile anche a Paesi black list, come la Svizzera, purché entro 60 giorni dall’entrata in vigore della norma ci sia un effettivo scambio di informazioni con l’Italia. Si tratta di uno scambio di informazioni su specifica richiesta in attesa che entri in vigore quello automatico, che decreterà l’uscita della Svizzera dai paradisi fiscali.
Se Italia e Svizzera dovessero riuscire a chiudere l’accordo sullo scambio di informazioni fiscali entro 60 giorni, verranno anche dimezzati i tempi di prescrizione, dal momento che le tasse sui capitali si pagheranno dal 2010 e non dal 2005 (come prevede la normativa vigente per i paesi black list). Sugli anni precedenti al 2010, l’Italia incasserà comunque sanzioni e interessi che, a seconda dei casi, varieranno dal 3% al 7%. Per i patrimoni fino a 2 milioni di euro la nuova norma prevede un calcolo forfettario degli interessi sul capitali.

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