Visco all’Assiom Forex: sistema bancario solido, occorre rivedere il bail in

Si è concluso l’Assiom Forex di Torino al quale ha partecipato anche Ignazio Visco, Governatore della Banca d’Italia. Molti i punti discussi affrontati nella sua relazione: dalla necessità di rivedere il bail in all’accordo con Bruxelles sui non performing loans. Vediamo insieme i punti salienti del suo discorso.

“Le banche italiane sono solide e ben patrimonializzate anche grazie all’azione della Vigilanza italiana ed Europea”. È quanto ha dichiarato il numero uno di Bankitalia, Ignazio Visco, alla due giorni (29 e 30 gennaio) dell’Assiom Forex di Torino, il Congresso annuale degli operatori dei mercati finanziari.

Un discorso “atteso da molti” che ha toccato diversi punti alla luce delle ultime vicende che hanno investito il sistema bancario italiano minando la sua stessa credibilità: il salvataggio delle Quattro Banche regionali (Banca marche, Etruria, Carichiate e Carife), il recepimento della direttiva europea (BRRD) che ha introdotto lo strumento del Bail in, di cui lo stesso Visco ne richiede la revisione, la valutazione del mercato dei crediti deteriorati all’indomani dell’accordo con Bruxelles sul nodo prezzi che ha introdotto lo schema Gacs (la garanzia di stato a pagamento sui non performing loans), la necessità di una maggiore educazione e consapevolezza finanziaria da una parte e di una maggiore trasparenza e correttezza dall’altra.

Di seguito i punti più importanti della relazione del Governatore di Bankitalia.

Visco: rivedere la direttiva sul Bail in

Il recepimento della Direttiva BRRD (Banking ricovery and resolution Directive) che ha introdotto lo strumento del Bail in (salvataggio interno) e del Burden Sharing (condivisione degli oneri tra azionisti e obbligazionisti) non ha tenuto conto di un periodo transitorio di applicazione della normativa.

Nonostante le allora obiezioni espresse a Bruxelles da parte del Tesoro e della Banca d’Italia, le nuove regole sul salvataggio delle banche in crisi sono state applicate immediatamente e in modalità retroattiva.
Questo ha comportato un grave “disallineamento di informazione” tra i risparmiatori che hanno investito qualche anno prima in strumenti finanziari che una legge europea più tardi avrebbe considerato tra quelli più rischiosi, in quanto una categoria di strumenti che concorrono al salvataggio delle banche.

“Bisogna trovare correttivi che permettano ai risparmiatori di acquisire piena consapevolezza del nuovo regime e di orientare le loro scelte di investimento in base al mutato scenario”. Ha espresso Ignazio Visco in merito alla Direttiva Europea".

Quasi immediata la risposta di Bruxelles che tramite un funzionario della Commissione Ue ha fatto sapere che “non ci sono piani di cambiare la Brrd” perché “la direttiva è stata adottata nel 2014 con il consenso di una stragrande maggioranza al Parlamento europeo e con l’accordo unanime degli Stati membri."

E tuttavia i margini di manovra legali per una revisione della normativa ci sarebbero e come. La stessa direttiva europea contiene una clausola che ne prevede la revisione da avviare entro giugno 2018. L’articolo 129 della Brrd recita così:

“La Commissione dovrà riesaminare l’attuazione della direttiva e presentare una relazione in proposito al Parlamento europeo e al Consiglio”.

Nel dettaglio si guarda a “minimizzare le divergenze a livello nazionale” essendo una normativa che è stata recepita secondo modalità differenti nei paesi europei. Potrebbe quindi essere rivista la valutazione delle passività, ossia la gerarchia dei creditori e quelle dei subordinati.

Visco sui fondi volontari privati

In attesa di una rivisitazione del bail in che tenga conto di “un migliore allineamento della disciplina europea agli standard internazionali”, il sistema bancario italiano, per contenere i costi di una crisi per i risparmiatori, “dovrebbe considerare meccanismi volontari di intervento aggiuntivi rispetto a quelli obbligatori di garanzia dei depositi “. Tale iniziativa infatti non sarebbe interpretata, spiega Visco “secondo la nuova disciplina europea come un aiuto di Stato, che come sappiamo in caso di difficoltà impone lo schema di risoluzione e il bail in per tutti”.

Necessità di banche ben patrimonializzate

L’Italia esce da una recessione più grave della stessa depressione degli anni trenta”e “Le banche sono ben patrimonializzate anche grazie all’azione prudente e pressante della vigilanza«. E quanto ai crediti deteriorati Visco aggiunge “sono ampiamente coperti da svalutazioni e garanzie” . Allontana il fantasma di nuovi aumenti di capitale affermando che “non ci saranno nuove richieste di maggiori accantonamenti o di rafforzamento patrimoniale»

Positivo l’accordo sulla garanzia pubblica

Il Governatore di Bankitalia giudica positivamente l’accordo raggiunto con la Commissione europea sulla Gacs, lo schema di garanzia di stato a pagamento sui non performing loans poiché facilita l’alleggerimento delle sofferenze nei bilanci delle banche italiane . “I mercati hanno reagito in modo altalenante all’annuncio dell’accordo: un’analisi accurata dei suoi contenuti e dei suoi effetti contribuirà ad una valutazione positiva spiega”

Visco commenta il salvataggio delle 4 banche

In merito alla crisi che ha coinvolto le 4 banche salvate da un decreto del governo, il governo Visco ha detto:

La Banca D’Italia ha agito con attenzione e tempestività nel rispetto delle norme esistenti.
La vigilanza della Banca d’Italia ha affrontato negli ultimi 15 anni circa 100 crisi bancarie e la “sequenza di interventi adottati nei confronti delle 4 banche in risoluzione (Carife, Carichieti, Etruria, Banca Marche, ndr.) è stata posta in atto come in tutti gli altri casi.

Visco su Italia: crescita moderata del PIL

La ripresa in Italia procede a ritmi in linea con l’area euro che rimane moderata anche se l’inflazione ancora non si riprende. Tuttavia ci sono segnali positivi in quanto negli ultimi mesi sono aumentati i prestiti bancari al settore privato e alle famiglie. Le esportazioni rimangono più o meno stabili mentre la domanda interna torna a crescere. Per il 2016 e per il 2017 Visco stima un aumento del prodotto interno lordo dell’1,5% annuo.

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