Venezuela: il Bolivar perde più dell’80%. E ora?

L’ultima asta della piattaforma Dicom ha visto il bolivar precipitare. Non solo: il gap tra il tasso di cambio ufficiale e quello al mercato nero è sempre più incolmabile, mentre l’iperinflazione non accenna a fermarsi.

Il bolivar venezuelano è precipitato di oltre l’80%: per la prima volta da agosto la Banca Centrale ha dato di nuovo il via alle aste valutarie, con il duplice obiettivo di alleviare la grave carenza di dollari e di frenare l’iperinflazione.

Cosa è accaduto nell’ultima asta

All’asta, un dollaro vale circa 25.000 bolivar, un valore molto superiore rispetto ai 3.345 bolivar dell’ultima cosiddetta “vendita Dicom” circa sei mesi fa. Il tasso annunciato lunedì è sempre più forte che sul mercato nero, dove privati cittadini e aziende senza accesso ai mercati ufficiali pagano circa 225.000 bolivar per dollaro, secondo dolartoday.com.

La svalutazione – anche se inferiore al tasso informale - rappresenta l’ultimo disperato sforzo del presidente Nicolas Maduro per rimediare alla terribile crisi economica che affligge questa nazione ricca di petrolio di fronte alla scarsa disponibilità di valute estere.

Il tasso Dicom, pur indebolito, è ora l’unico utilizzato per tutte le transazioni ufficiali: consente al governo di incrementare ulteriormente la quantità di dollari spesi per le importazioni e rende gli acquisti delle imprese estere notevolmente più economici. Il Dicom, poi, è anche il tasso utilizzato dalle carte di credito estere.

Le “difficoltà significative” del Venezuela

Il governo venezuelano ha imposto severi controlli valutari sin dal 2003, limitando l’accesso ai dollari a chi ha tentato di proteggere i propri beni e creando notevoli difficoltà alle imprese che hanno puntato ad operare nel paese.
In assenza di una moneta forte, gli importatori hanno faticato a rifornire gli scaffali dei negozi causando carenze croniche di beni primari, dallo zucchero ai medicinali antitumorali, e di conseguenza un aumento vertiginoso dei prezzi.

Il Fondo Monetario Internazionale prevede che l’inflazione raggiungerà il 13.000% entro la fine di quest’anno, mentre l’economia si contrarrà del 15%. Nonostante l’attuale andamento del dollaro le autorità hanno mantenuto un tasso fortemente agevolato di 10 bolivar per USD per l’acquisto di prodotti essenziali dall’estero, come cibo e medicine. La compagnia petrolifera statale PDVSA ha anche richiesto a molti dei suoi partner di utilizzare il tasso agevolato nel calcolo di alcune tasse, spese e royalty.

Se da una parte il tasso è risultato quasi inaccessibile alle imprese e ai privati, dall’altra le autorità lo hanno usato per oltre il 70% delle importazioni in Venezuela, per un totale di circa $11,9 miliardi, secondo quanto riportato dalla società di consulenza di Caracas Ecoanalitica. La distorsione ha cambiato completamente il volto dell’economia venezuelana e ha creato schemi di arbitraggio che si sono rivelati redditizi solo per gli individui con un accesso al tasso preferenziale.

Sulla piattaforma Dicom, la banca centrale tiene aste settimanali durante le quali vengono incrociati i dati che risultano dalle offerte degli utenti e la domanda esistente, per tentare di raggiungere così una valuta forte.

L’anno scorso il governo venezuelano ha improvvisamente chiuso il sistema a seguito di una serie di sanzioni da parte degli Stati Uniti. Nei risultati pubblicati lo scorso lunedì, il direttore della banca centrale Pedro Moldanado ha dichiarato che le sanzioni finanziarie statunitensi hanno creato “difficoltà significative” nel trasferimento di denaro straniero tra utenti pubblici e privati sulla piattaforma.

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