Usd/Cad prosegue la discesa

Ufficio Studi Money.it

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La moneta statunitense non trova le energie per una reazione incisiva contro la rivalutazione del dollaro canadese. La foglia d’acero continua la fase di forza e prova il test di quota 1,25. Analizziamo il contesto operativo e l’impostazione tecnica.

Valori
Ultimo prezzo 1,2472
Variazione -0,02%
Max (52 settimane) 1,2471
Min (52 settimane) 1,451
Indicatori
MM200 1,3090
RSI 14 24,16
MACD -0,0028
Performance
1 settimana -1,29%
1 mese -1,32%
3 mesi -2,3%

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Il biglietto verde non riesce a frenare la discesa avviata con l’inversione del 20 marzo 2020. Da quella data il cambio ha intrapreso un movimento ribassista di medio periodo che perdura fino ad oggi, registrando una perdita di oltre il 14.50%. Importante il mantenimento del supporto statico attuale, sotto il quale il cambio potrebbe scivolare verso il primo obiettivi short 1,24.

Il quadro tecnico di riferimento

Lo scenario tecnico di lungo termine appare contrastato con un’alternanza di fase rialziste e di momenti di chiara debolezza di entrambe le valute a partire da gennaio 2016.

I dodici mesi del 2019 sono stati distinti per una bassa volatilità e per una fase di lateralità a range ristretto, che ha oscillato tra un minimo a 1,30 ed un massimo in zona 1,33, dalla metà del mese di luglio fino a dicembre.

Il 2020 è iniziato in accelerazione all’interno della banda di compressione fino alla violazione della parte alta della fascia, avvenuta al termine di febbraio, quando il biglietto verde ha trovato le forze per un breakout rialzista. La crisi sanitaria da Covid19 ha movimentato quindi il quadro tecnico con il biglietto verde, che ha avviato una trend di crescita registrando una performance del +11,44% circa sui massimi di marzo.

La major, dopo avere raggiunto la zona di 1,4669 e creato un doppio massimo, il 19 marzo ha poi ritracciato mettendo le fondamenta per l’inversione definitiva della tendenza. La fase short si è alternata tra allunghi e consolidamenti, fino al rientro della quotazione all’interno della banda di oscillazione, che aveva ingabbiato il cambio tra la metà di giugno 2109 e la fine di dicembre 2019.

Il 1 dicembre il prezzo rompe a ribasso il minimo della fase di compressione e accelera a ribasso lasciando sul campo punti preziosi. Dalla quella data non ci sono più stati movimenti degni di nota e il cambio ha proseguito la sua corsa ribassista.

Lo scenario operativo di breve periodo

La major continua la discesa e non sembra trovare neanche una base di consolidamento dal quale provare una ripartenza. L’area di prezzo attuale potrebbe fornire il giusto spunto per tentare una reazione. Se il cambio non dovesse riuscire invece a mantenere il livello, il target short più vicino si potrebbe collocare in zona 1,24.

Un cambio di scenario in ottica long sarebbe possibile solo con il breakout della trendline dinamica di medio termine e la violazione della resistenza a quota 1,28. Nel caso si avverasse tale scenario, il primo obiettivo rialzista sarebbe collocabile a 1,2920.

Attualmente il prezzo si trova da tempo sotto la EMA(21), media mobile esponenziale a 21 periodi e la SMA(200), media mobile semplice di lungo termine. L’indicatore Supertrend è negativo ed ha formato un pavimento in zona 1,2795, mentre la volatilità, rappresentata dall’ATR(14), appare in linea rispetto alla media dall’inizio del mese di febbraio 2021. L’indice RSI(14) invece si trova in zona neutrale, ma indirizzato verso la soglia minima di ipervenduto.

Una posizione long sarebbe plausibile solo sopra quota 1,28 e della trendline di medio termine con un entry a 1,2840. Lo Stop Loss si potrebbe posizionare a 1,2612. Un Primo Target si potrebbe collocare a quota 1,30 ed un Secondo Target in area 1,3150.

Un ingresso short sarebbe accettabile sotto il supporto a quota 1,24 con un entry in zona 1,2380. Lo Stop Loss potrebbe essere inserito a 1,2540. Un Primo Target si potrebbe collocare in area 1,2250 ed un Secondo Target a quota 1,2050.

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