Usd/Cad: continua la forza del dollaro canadese

Ufficio Studi Money.it

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Il biglietto verde è debole e non trova le energie per fermare la corsa di apprezzamento del dollaro canadese. Il trend negativo impostato a marzo del 2020 non sembra volersi arrestare. Prossimo obiettivo 1,2520?

Valori
Ultimo prezzo 1,2629
Variazione -0,07%
Max (52 settimane) 1,451
Min (52 settimane) 1,2629
Indicatori
MM200 1,3326
RSI 14 38,518
MACD -0,0050
Performance
1 settimana -0,05%
1 mese -1,75%
3 mesi -3,75%

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La sessione di ieri ha confermato il movimento short dello USD/CAD che ormai perduta dal 19 marzo del 2020 con una performance negativa del -12,95% circa. Il prezzo sembrava avere creato una base di consolidamento tra un minimo a quota 1,1650 ed un massimo in area 1,28, forse plateau per una ripartenza, ma la giornata di ieri ha messo in dubbio tale ipotesi. Ad oggi quindi diventa fondamentale la tenuta di zona 1,2650, sotto il quale il primo obiettivo short sarebbe posizionabile a 1,2520.

Il quadro tecnico di riferimento

Lo scenario tecnico di lungo termine appare contrastato con un’alternanza di fase rialziste e di momenti di chiara debolezza di entrambe le valute a partire da gennaio 2016.

I dodici mesi del 2019 si sono contraddistinti per una bassa volatilità e per una fase laterale a range ristretto, nella seconda parte dell’anno, che ha oscillato tra un minimo a 1,30 ed un massimo in zona 1,33.

Il 2020 è partito in allungo all’interno della banda di oscillazione fino alla violazione della parte alta, avvenuta al termine del mese di febbraio, quando il dollaro americano ha preso coraggio per un breakout rialzista.

La pandemia da Covid19 ha movimentato quindi il quadro tecnico con il biglietto verde che ha avviato una trend di apprezzamento registrando una performance del +11,44% circa sui massimi registrati a marzo.

La major, dopo avere raggiunto la zona di 1,4669 e creato un doppio massimo, il 19 marzo ha poi ritracciato mettendo le fondamenta per l’inversione definitiva della tendenza. La fase short si è alternata tra allunghi e consolidamenti fino al rientro della quotazione all’interno della banda di oscillazione, che aveva ingabbiato il cambio tra la metà di giugno 2109 e la fine di dicembre 2019.

Infine il 1 dicembre 2020 il prezzo rompe a ribasso il minimo della fase di compressione e accelera lasciando sul campo il 2,82% circa calcolato sulla chiusura virtuale della sessione di ieri.

Lo scenario operativo di breve periodo

La fase di consolidamento creata nelle ultime due settimane sembra destinata ad essere violata a ribasso con il prezzo che potrebbe seguire la direzione del trend di base. La rottura potrebbe portare al primo target ribassista in area 1,2520.

Un cambio di scenario in ottica long sarebbe possibile solo con il rimbalzo del prezzo e la violazione della resistenza a quota 1,28. Nel caso si avverasse tale scenario il primo obiettivo long sarebbe collocabile a 1,2920.

Attualmente il prezzo si trova stabilmente sotto la EMA(21), media mobile esponenziale a 21 periodi e la SMA(200), media mobile semplice di lungo termine. L’indicatore Supertrend è negativo ed ha formato un pavimento in zona 1,2934, mentre la volatilità, rappresentata dall’ATR(14), appare in leggera ripresa rispetto alla media dall’inizio del mese di gennaio 2021. L’indice RSI(14) invece si trova in zona neutrale e si avvicina alla soglia minima dell’ipervenduto.

Una posizione long sarebbe plausibile solo sopra il massimo della barra dell’11 gennaio 2021 a quota 1,2836 e della trendline di medio termine con un entry a 1,2860. Lo Stop Loss si potrebbe posizionare a 1,2620. Un Primo Target si potrebbe collocare a quota 1,30 ed un Secondo Target in area 1,3150.

Un ingresso short sarebbe accettabile sotto il minimo della barra di ieri a quota 1,2605 con un entry in zona 1,2575. Lo Stop Loss si potrebbe inserire a 1,2824. Un Primo Target si potrebbe collocare in area 1,24 ed un Secondo Target a quota 1,2250.

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