Il biglietto verde non trova le energie per contrastare un dollaro canadese forte e vigoroso. Il cambio si arresta in una breve fase di consolidamento. Analizziamo l’impostazione tecnica e i possibili scenari.
| Valori | |
|---|---|
| Ultimo prezzo | 1,2269 |
| Variazione | -0,26% |
| Max (52 settimane) | 1,4501 |
| Min (52 settimane) | 1,2269 |
| Indicatori | |
|---|---|
| MM200 | 1,2892 |
| RSI 14 | 32,06 |
| MACD | -0,0077 |
| Performance | |
|---|---|
| 1 settimana | +0,24% |
| 1 mese | -2,02% |
| 3 mesi | -3,80% |
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La major rifiata sul supporto a quota 1,2250 e sembra arrestare provvisoriamente la discesa. Il trend negativo, avviato il 19 marzo 2020 non appare intenzionato a terminare e risulta plausibile un ulteriore allungo ribassista in direzione del primo obiettivo a quota 1,2050. Un cambio di tendenza sarebbe possibile sopra la resistenza a statica e la trendline dinamica a 1,2630.
Il quadro tecnico di riferimento
Lo scenario tecnico di lungo periodo appare contrastato con un’alternanza di momenti rialzisti e di fasi di chiara debolezza di entrambe le valute a partire da gennaio 2016.
I dodici mesi del 2019 sono stati caratterizzati per una scarsa volatilità e per una lateralità a range ristretto, che ha oscillato tra un minimo a 1,30 ed un massimo in zona 1,33, dalla metà del mese di luglio fino a dicembre.
Il 2020 è iniziato in allungo, all’interno della banda di compressione, fino alla violazione della parte alta della della fascia, avvenuta al termine di febbraio, quando il biglietto verde ha trovato le energie per un breakout rialzista. La pandemia da Covid19 ha movimentato quindi il quadro tecnico con il dollaro americano che ha avviato una movimento di crescita registrando una performance del +11,44% circa sui massimi di marzo.
La major, dopo avere raggiunto la zona di 1,4669 e creato un doppio massimo, il 19 marzo ha poi ritracciato mettendo le fondamenta per l’inversione definitiva della tendenza. La fase short si è alternata tra allunghi e consolidamenti fino al rientro della quotazione all’interno della banda di oscillazione, che aveva ingabbiato il cambio tra la metà di giugno 2109 e la fine di dicembre 2019.
Il 1 dicembre 2020 il prezzo rompe il minimo della fase di compressione e accelera a ribasso lasciando sul campo punti preziosi. Dalla quella data non ci sono più stati movimenti degni di nota e il cambio ha proseguito la sua corsa ribassista fino ad oggi.
Lo scenario operativo di breve periodo
La major continua la discesa e si assesta sul supporto in zona 1,2250 dove crea una base di consolidamento. Questo arresto potrebbe fornire uno spunto per un pullback, ma il cambio dovrebbe mostrare qualche cenno di reazione decisa per potere immagine un cambio di direzione così importante. L’impostazione tecnica resta quindi negativa, con il primo obiettivo short, in caso di rottura del livello attuale, a quota 1,2050.
Un cambio di scenario in ottica long sarebbe possibile solo con la violazione della resistenza a quota 1,2630. Nel caso si avverasse tale scenario il primo obiettivo rialzista sarebbe collocabile a 1,28.
Attualmente il prezzo si trova sotto la EMA(21), media mobile esponenziale a 21 periodi e la SMA(200), media mobile semplice di lungo termine. L’indicatore Supertrend è negativo ed inclinato, mentre la volatilità, rappresentata dall’ATR(14), prosegue la flessione avviata il 21 aprile 2021. L’indice RSI(14) invece si trova molto vicino alla soglia minima di ipervenduto.
Una posizione long sarebbe plausibile solo sopra quota 1,2630 e della trendline di medio termine con un entry a 1,2670. Lo Stop Loss si potrebbe posizionare a 1,2490. Un Primo Target si potrebbe collocare a quota 1,28 ed un Secondo Target in area 1,2924.
Un ingresso short sarebbe accettabile sotto il supporto a quota 1,2250 con un entry in zona 1,2235. Lo Stop Loss potrebbe essere inserito a 1,2410. Un Primo Target si potrebbe collocare in area 1,2050 ed un Secondo Target a quota 1,1915.
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