Ecco come Trump vuole stravolgere i servizi segreti americani

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Ecco come Trump vuole stravolgere i servizi segreti americani

Donald Trump, neo presidente eletto degli USA, vuole ridimensionare l’intelligence americana. Ecco come e perché.

Il neo presidente eletto degli USA Donald Trump - che entrerà ufficialmente in carica il 20 gennaio 2017 - è intenzionato a ridimensionare il potere dell’intelligence americana, l’insieme di agenzie americane che si occupa della raccolta di informazioni e, dunque, dello spionaggio.

Già durante la campagna elettorale, Trump aveva espresso la sua volontà di riformare l’intelligence americana.

Nelle ultime ore, però, il Wall Street Journal ha dato conferma del fatto che, secondo fonti vicine al team di transizione, il neo presidente eletto Trump avrebbe intenzione di ridimensionare i poteri del direttore Dni (National Intelligence).

Il Dni è nato nel 2004, in risposta agli attentati dell’11 settembre e con l’obiettivo di coordinare le attività delle agenzie di spionaggio americano, compresa la Cia.

Ma perché Trump vuole ridimensionare i servizi segreti americani?
La domanda è lecita e sorge spontanea visto che viviamo in un periodo in cui il potere americano sembra essere attaccato su più fronti e il terrorismo dell’ISIS fa parlare di sé praticamente ogni giorno.

USA: perché Trump vuole ridimensionare i servizi di segreti americani?

L’intenzione di Trump di riformare l’intelligence, la rete di servizi segreti americani, è nota fin dalla sua campagna elettorale, ma nelle ultime settimane i suoi attacchi nei confronti dell’intelligence americana sono diventati più frequenti.

Secondo alcune indiscrezioni pubblicate sul Wall Street Journal, però, quelle di Trump sarebbero intenzioni concrete, tanto che sta già lavorando alla riforma dell’intelligence.

La riforma comporterebbe, dunque, un ridimensionamento dei poteri del direttore del Dni e, probabilmente anche una sua sostituzione, anche se il nome del sostituto non è ancora noto.

Lo è, invece, quello dell’uomo che Donald Trump vorrebbe mettere a capo della Cia e sarà Mike Pompeo.

Secondo Donald Trump l’intelligence americana andrebbe riformata perché ormai fortemente politicizzata.
Ad inasprire i toni, anche le ultime dichiarazioni dell’intelligence, secondo cui ci sarebbero prove attendibili che sia stata la Russia ad hackerare la Democratic National Committee (Dnc) durante le elezioni presidenziali.

L’ipotesi, che ora sembra essere confermata, è che ad hackerare le informazioni relative ad Hilary Clinton siano stati i russi e che poi l’abbiano consegnate a Wikileaks.

Dal canto canto suo, Trump si è detto scettico sulla cosa e, anzi, ha criticato aspramente in un tweet proprio il Dni, riportando le dichiarazioni di Julian Assange.

Assange, fondatore di Wikileaks, in un’intervista per Fox News ha negato, infatti, il coinvolgimento della Russia nella fuga di notizie e ha criticato i media americani.

Nel suo tweet Trump si è schierato dalla parte di Assange scrivendo: “Julian Assange ha detto che un quattordicenne avrebbe potuto hackerare Podesta (Podesta era il responsabile della campagna elettorale di Hilary Clinton, la candidata democratica alle presidenziali n.d.r.) - perché la Direzione Nazionale dell’Intelligence è stata così poco accorta?”

Questo il tweet di Trump, che poi conclude “Ha anche detto che i russi non gli hanno fornito informazioni”.

Un affondo pesante, dunque, che insieme alle accuse dell’intelligence alla Russia, sembra aver segnato il punto di non ritorno sulla questione. Tanto più che il rapporto di Trump con la Russia è difficilmente interpretabile, viste anche le dichiarazioni sul potenziamento dell’arsenale nucleare da entrambe le parti.

Secondo la Cnn, ad essere d’accordo con Trump sul ridimensionamento dei servizi segreti americani, anche l’ex generale Michael Flynn, ora consigliere designato da Trump per la sicurezza nazionale ed ex capo della Cia, costretto a dimettersi dal ruolo nel 2014 a causa di contrasti con il presidente Barack Obama.

USA: come Trump vuole riformare i servizi segreti americani

Come abbiamo detto, l’idea di Trump è quella di ridimensionare i poteri dell’intelligence americana, la rete di agenzie che si occupa dello spionaggio e della raccolta di informazioni per fini militari.

Oltretutto Trump ha intezione di sostituire sia il direttore del Dni, sia quello della Cia (il nuovo direttore sarà Mike Pompeo).

L’idea del neo presidente eletto Donald Trump è quella di ridurre le risorse dell’intelligence, che ora sarebbero eccessive. Proprio per questo motivo vorrebbe ridurre al minimo il numero di persone che lavorano a Langley, in Virginia, luogo in cui è situato il quartier generale della Cia.

Infine, Trump vorrebbe puntare di più sullo spionaggio umano, potenziando la rete della Cia sul territorio e ricorrendo sempre meno a quello tecnologico dell’Nsa (National Security Agency). Secondo i conservatori, infatti, su di essa il presidente Barack Obama avrebbe fatto troppo affidamento.

Non è la prima questione su cui Trump e Obama si scontrano (di pochi giorni la notizia sulla questione Guantanamo) e le divergenze di vedute, oltre alla campagna elettorale, sembrano suggerire che il neo presidente eletto seguirà un percorso opposto all’ex presidente Obama.

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