Forex: Yellen cauta sul lavoro, il dollaro scende. Market view

Alberto Lattuada

18 Aprile 2014 - 12:09

condividi

La Fed ha fiducia nell’economia statunitense concedendo maggiore attenzione al mercato del lavoro e all’inflazione. Intanto però il dollaro scende

Il primo discorso di politica monetaria del presidente della Federal Reserve, Janet Yellen, ha echeggiato attraverso i mercati e ha indebolito il dollaro statunitense. La Yellen ha rinnovato l’impegno della Fed nel mantenere un atteggiamento accomodante fino al momento in cui la banca centrale rimarrà fiduciosa nei riguardi dell’economia statunitense, definita in piena salute, concedendo particolare attenzione al mercato del lavoro e all’inflazione.

Anche se l’attuale tasso di disoccupazione si trova al 6,7%, il mercato del lavoro resta debole, soprattutto se si tiene conto delle persone che sono state costrette ad accettare posizioni di lavoro part-time in mancanza di lavoro a tempo pieno. Il presidente ha riconosciuto che, come la sua controparte europea, la Federal Reserve continuerà a valutare la minaccia della bassa inflazione se essa rimarrà sotto il tasso obiettivo del 2% e farà in modo che qualsiasi inasprimento della politica non consentirà all’inflazione di andare «overshoot» dato che poi «sarà molto costoso una eventuale inversione».

Il versante orientale
Le altre notizie provenienti dalla sessione asiatica vedono in primis un calo dei consumi causato dal recente rilancio dell’imposta sulle vendite aumentata dal 5% all’8%, accoppiata ad un rallentamento dei dati sulla costruzione della abitazioni, che ha indotto il governo giapponese a ridurre la sua valutazione dell’economia per la prima volta dal 2012. Questo cambiamento arriva una settimana dopo che la Banca del Giappone ha mantenuto la sua visione rosea sull’economia locale, in ripresa ad un ritmo moderato e con l’impegno a mantenere il QE fino al momento in cui venga raggiunto l’obiettivo di inflazione del 2%.

Pechino ha introdotto una nuova serie di misure di stimolo in risposta al rallentamento della crescita economica e il Consiglio di Stato ha stabilito misure per sostenere il settore agricolo, che comprende una riduzione del rapporto di riserva per le banche commerciali e l’estensione dei benefici fiscali per favorire l’occupazione nelle piccole imprese.

Un dollaro debole
Un dollaro più debole ha prestato così forza all’euro. Il Producer Price Index della Germania è diminuito più di quanto previsto fino al 0,9%, rispetto alle aspettative dello 0,7%, ciò confermerebbe che le pressioni sui prezzi restano modeste, non solo nella più grande economia europea, ma anche nella zona euro nel suo complesso. 

In Canada  
Il dollaro canadese ha ricevuto una spinta dai dati sull’inflazione di marzo che hanno battuto il consenso allo 0,6%, mese su mese, e del 1,5% su base annua, a seguito della conferenza stampa del presidente della Bank of Canada Poloz, nella quale ha ammesso che la Banca centrale non chiuderà la porta ad ulteriori tagli dei tassi di interesse. 
A sud del confine i forti guadagni da parte di Goldman Sachs e Morgan Stanley, insieme ai jobless claims, hanno permesso ai futures azionari statunitensi di puntare verso l’alto. I jobless claims statunitensi sono andati meglio del previsto toccando quota 304.000, consolidando così l’opinione che il mercato del lavoro a stelle e strisce è in via di guarigione. Un altro dato di grande importanza per il dollaro sono stati i dati relativi al Philadelphia Fed Manufacturing Survey di marzo, passato dai 10 punti ai 16.6 di ieri. Un ottimo miglioramento.

Iscriviti a Money.it

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.