Trimestrale Tesla: nuove perdite ma il titolo corre

I conti del trimestre di Tesla sono caratterizzati ancora dalle perdite ma la società migliora la sua posizione finanziaria sorprendendo le stime. Musk chiede scusa agli analisti e le azioni fanno +9%

Trimestrale Tesla: nuove perdite ma il titolo corre

Anche se sono ancora le perdite a caratterizzare i conti della trimestrale di Tesla, siamo stavolta di fronte a un contesto completamente diverso rispetto alle situazioni a cui l’azienda del vivace Elon Musk ci aveva abituato.

Nulla cambia sul fronte perdite, con 717,5 milioni di dollari che segnano un rosso quasi raddoppiato per il produttore di auto elettriche.
Ma a sorprendere gli analisti sono state le casse societarie, che più di una stima segnava di poco sopra il miliardo di dollari e che invece hanno fatto registrare quota 2,2 miliardi di dollari.

Crescono poi le entrate nel secondo trimestre del 2018, che segnano un +44% a 4 miliardi di dollari, mentre gli investimenti previsti sono di 2,5 miliardi di dollari a dispetto dei 3,4 miliardi dello scorso anno.

A far muovere al rialzo le azioni Tesla ha contribuito in grossa parte lo stesso CEO Elon Musk, che dopo i conti ha rassicurato sull’imminente arrivo dei profitti mostrando un atteggiamento ben lontano dalle sue discusse uscite del passato, che sono riuscite in più di un caso a fare un vero e proprio sgambetto al titolo.

Stavolta invece il comportamento di Musk, oltre a opporsi al suo atteggiamento tendenzialmente diffidente nei confronti degli analisti, ha mirato a mettere una pezza ai conflitti passati. In particolare quello di scena nell’earning call del primo trimestre del 2018, con le scuse che hanno introdotto il suo discorso a seguito della pubblicazione dei conti:

“Prima di tutto, mi piacerebbe scusarmi per il fatto di essere stato scortese la volta scorsa. Le cattive maniere non sono ovviamente mai giustificabili, e io ho di sicuro violato i miei stessi principi riguardo questo aspetto”.

Titolo che, a seguito dei dati e delle stesse parole del CEO, ha viaggiato a rialzo del 9% e che al momento della scrittura segna un +1% circa, a dispetto del -1,89% dell’ultima settimana, del -3,22 dell’ultimo mese e del -12,48 degli ultimi 6 mesi.

Il rosso continua a segnare i conti dell’azienda, in perdita per il settimo trimestre consecutivo, ma lo scenario sembra decisamente in inversione di tendenza, e pare essersene accorto anche il mercato.

Restano comunque grossi problemi di liquidità per Tesla, che necessità sicuramente di un gran lavoro di ricerca fondi da parte dello stesso Musk e che dovrebbe cominciare a dimostrare che le operazioni di allargamento in Cina recentemente illustrate rappresentano solo un’opportunità, e non una minaccia a causa dei costi, stimati in molto più dei 5 miliardi di dollari che furono necessari per l’attuale impianto.

La parte che segue è stata redatta prima della pubblicazione dei conti trimestrali di Tesla.

La trimestrale di Tesla potrebbe segnare un altro capitolo nero per l’azienda di Elon Musk.
È questo il parere diffuso tra la maggior parte degli analisti, pronti a sottolineare un aspetto problematico che sembra svettare su tutti: da dove arriveranno i soldi?

Secondo Gordon Johnson, ad di Vertical Group, Tesla concluderà il trimestre con meno di 1 miliardo di dollari in cassa. Questo vuol dire che se i fornitori non dovessero aiutare la società e se Musk non fosse in grado di raccogliere i fondi necessari, il prossimo futuro potrebbe rivelarsi nero per il produttore di auto elettriche.

Tesla: come si risolvono i problemi di liquidità?

Recentemente il Wall Street Journal ha parlato di una richiesta di soldi ai fornitori da parte di Tesla, circostanza in parte smentita dalla società. Eppure sono tanti gli esperti a ribadire che, in ogni caso, un problema di liquidità resta.

Secondo Doug Mehl di A.T. Kearney sono due le opzioni per la casa automobilistica arrivati a questo punto: aumentare la liquidità o rallentare la crescita. Mentre David Tamberrino di Goldman Sachs ritiene che l’azienda necessiti di oltre 10 miliardi di dollari entro il 2020, considerando i piani futuri e soprattutto il già annunciato nuovo stabilimento cinese:

“Sebbene le nostre stime si mantengano inferiori rispetto al target dell’azienda per la produzione di Model 3, proviamo a immaginare uno scenario in cui l’azienda produce 10 mila Model 3 a settimana nel 2020 e fa passi avanti con la Model Y e gli impianti in Cina. In questo caso, l’aumento di capitale necessario corrisponderebbe alla metà di quanto previsto prima (10 miliardi di dollari)”.

In altre parole, anche seguendo le previsioni più rosee, Tesla necessiterebbe di altri 5 miliardi di dollari entro il 2020. Esattamente la cifra spesa per lo stabilimento attuale e probabilmente molto meno di quanto occorrerà per costruire quello in Cina.

Questo significa che le ambizioni cinesi di Musk potrebbero portare via all’azienda cifre importanti.
In attesa dei dati, quindi, le domande su Tesla sembrano ancora molte.

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