Italia, Francia e Germania al summit di Ventotene ci credono: l’Europa ripartirà

Luca Secondino

23 Agosto 2016 - 13:59

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Renzi, Merkel e Hollande sono d’accordo sulle basi per continuare il progetto Europa ad ogni costo. L’intesa al summit di Ventotene dove era nato il Manifesto nel 1941.

L’Europa va rifondata e l’incontro tra i tre leader Renzi, Merkel e Hollande ha dimostrato che c’è intesa sulle principali tematiche: lotta al terrorismo, difesa comune, immigrazione e, soltanto infine, flessibilità. L’incontro di ieri si è svolto sulla portaerei Garibaldi, ancorata di fronte l’isola di Ventotene, lì dove l’Europa Unita era stata concepita nel 1941 con il Manifesto di Altiero Spinelli.

Un summit tripartito dal forte valore simbolico ma necessario affinché l’Europa non rimanga troppo indebolita dopo questa estate di profonda crisi. Il vertice di ieri è stato il secondo passo del percorso iniziato a Berlino lo scorso 27 giugno, in cui Italia, Germania e Francia dimostrarono unità quattro giorni dopo il voto della Brexit.
Dopo l’uscita del Regno Unito, si pensava che l’Unione Europea fosse finita, ma l’incontro di Ventotene ha dimostrato il contrario.

C’è soddisfazione da parte del premier italiano Matteo Renzi, soprattutto per quanto riguarda il successo di aver portato sull’isola gli altri due leader europei, primo passo verso una presenza costante dell’Italia nella leadership europea.

Da Ventotene le basi per far ripartire l’Europa

C’è stata intesa al summit di ieri circa i temi più caldi sull’Unione Europea: per la difesa comune, Hollande ha ricordato la necessità di più mezzi e la maggiore coordinazione da parte dei Paesi membri e la cooperazione tra servizi segreti per combattere il terrorismo. In particolare è stato promosso il progetto di una guardia costiera comune all’UE, che i tre Paesi leader si impegnano a costituire.

Sull’immigrazione la Merkel ha ribadito l’importanza di un’eurozona sicura e della cooperazione con la Turchia di Erdogan, canale prioritario per combattere il fenomeno degli scafisti, ricordando che è un problema tutto europeo e non solo degli stati del sud Europa.

Sul tema della flessibilità, Matteo Renzi ha chiesto misure forti e investimenti importanti in vista della riduzione del deficit. Angela Merkel ha appoggiato le riforme del premier italiano ma non ha dimostrato entusiasmo per la proposta di Hollande circa il raddoppio del piano Juncker.

Il tema della flessibilità sarà sull’agenda del prossimo incontro tra il premier italiano e la cancelliera tedesca fissato a Maranello per il 31 agosto, prima del nuovo incontro programmato a Roma per marzo 2017 in occasione del sessantesimo anniversario dei Trattati europei.

L’Italia al summit con Francia e Germania

Il vertice di Ventotene è stato e organizzato e fortemente voluto dal primo ministro Matteo Renzi sia per rafforzare la posizione dell’Italia, che per la seconda volta dopo l’uscita della Gran Bretagna è sul gradino delle prime tre potenze europee, che anche per lanciare un messaggio di speranza ai cittadini, ormai ampiamente scettici sui reali benefici dell’UE.
Per Angela Merkel l’incontro sarà soltanto un altro capitolo delle lunghe mediazioni necessarie affinché l’Unione Europea non si sbricioli sotto il peso della crisi, mentre per Hollande sarà uno degli ultimi atti nel ruolo di leader francese, ormai screditato dalla sicura sconfitta alle prossime presidenziali.

Al summit di Ventotene le prospettive di un’Europa a due velocità

Francia, Italia e Germania sono arrivate all’incontro di ieri su tre differenti posizioni, ciascuna non invidiabile. Come previsto, le difficoltà conclamate dell’UE non sono sparite in questo summit: non sono state varate nuove misure sul tema dell’immigrazione, in attesa dell’incontro tra la Merkel e i leader dell’Est Europa già ancorati su posizioni di chiusura.

Il summit di Ventotene ha solamente messo altre basi per la ripartenza d’Europa secondo obiettivi comuni e già annunciati a Berlino, come la sicurezza comune, le politiche per i giovani, ma soprattutto l’idea di un’Europa a due velocità per l’integrazione di nuovi stati membri.

Come era stato con Schengen e con la moneta unica, all’interno dell’Unione Europea si dovrà ripristinare un gruppo di testa capace di creare nuove forme di cooperazione tra gli Stati e che lasci aperte le porte ad adesioni successive. Il primo appuntamento per un’Europa rinnovata sarà il summit delle ventisette nazioni in programma a Bratislava il 16 settembre.

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