Rome MED: il futuro dell’innovazione e della difesa internazionale

Domenico Letizia

10 Dicembre 2020 - 13:12

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Durante la conferenza Rome MED- Mediterranean Dialogues, esperti del settore hanno affrontato diverse tematiche relative all’innovazione e alla difesa internazionale. Ecco cosa aspettarsi per il futuro.

Rome MED: il futuro dell'innovazione e della difesa internazionale

Importanti esponenti della politica nazionale e internazionale sono intervenuti durante i lavori della sesta edizione della Conferenza Rome MED- Mediterranean Dialogues, promossa a partire dal 2015 dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dall’Istituto per gli studi di politica internazionale (Ispi), che quest’anno si è svolta interamente in formato digitale con oltre 40 eventi virtuali sviluppatesi dal 25 novembre al 4 dicembre 2020.

Estremamente importante per gli interessi nazionali e per le nuove prospettive legate alla difesa nazionale è stato il panel intitolato Aiming ahead: New Security Trends and the Future of the Defence Industry.

Durante i lavori di tale panel è intervenuto Il Ministro della Difesa Lorenzo Guerini che ha recentemente visitato Israele incontrando il Primo Ministro dello Stato Benjamin Netanyahu e il suo omologo alla Difesa Benny Gantz.

Rome MED: il futuro dell’innovazione e della difesa internazionale

Durante l’incontro, i due ministri hanno sottolineato l’eccellente livello di cooperazione tecnico militare ed industriale, auspicandone l’ulteriore rafforzamento. I lavori di Rome MED hanno permesso di comprendere le analisi che il governo sta sviluppando per la crescita delle relazioni internazionali e per lo sviluppo di una difesa comune e altamente innovativa.

Il Ministro della Difesa Lorenzo Guerini ha ribadito: “Le crisi in Libia e Siria, le contese marittime nel Mediterraneo orientale, l’accesso alle rotte commerciali e lo sfruttamento delle risorse energetiche sono solo alcuni dei focolai di instabilità con cui ci confrontiamo. Sono la conseguenza di un decennio di crisi, conflitti e radicali trasformazioni dei rapporti tra gli attori internazionali, Organizzazioni e Stati, che l’emergenza pandemica ha accelerato e accentuato nelle conseguenze. In questo scenario assistiamo al progressivo crescendo di rinnovata competizione militare tra gli Stati, che si esprime con caratteristiche tecnologiche estremamente evolute, in dimensioni innovative, quali il dominio spaziale o cibernetico. Così come in contesti più tradizionali, e penso qui all’assertività di alcuni attori proiettata sui mari internazionali. Un contesto complesso e multiforme, in cui registriamo l’accesso sulla scena globale di nuovi attori, capaci di influenzare gli equilibri internazionali anche mediante la fondamentale dimensione industriale della politica estera e di Difesa”.

Il Ministro Guerini ha rimarcato il sostegno e l’impegno sinergico delle Istituzioni e dei vari reparti della Difesa, sul fronte internazionale, per supportare con innovazione tecnologica e crescita di startup nazionali le imprese legate alla Difesa “che deve poter continuare a mantenere e accrescere la propria rilevanza tecnologica e commerciale”. Interrogarsi su tali tematiche e richiamare il Paese ad un dibattito su quanto accade in termini internazionali vuol dire affrontare le tematiche dell’ “Industria 4.0” e della “Logistica 4.0”, che cambieranno significativamente la gestione e l’organizzazione produttiva e tecnologica del nostro Paese, sviluppando il comparto della Difesa nazionale ed europea.

L’importanza del network europeo

Da non sottovalutare è anche l’aspetto del network europeo e internazionale che in tale ambito può generare opportunità di sviluppare sinergie e competenze condivise per una crescita comune delle proprie capacità di azione e di innovazione tecnologica. Un modello operativo che deve seguire anche gli attuali modelli e criteri della sostenibilità ambientale, nel rispetto dei punti dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e stabilendo i pilastri operativi e logistici degli strumenti, dei veicoli, dei macchinari e dei materiali destinati ad utilizzo integrato del comparto “Difesa”.

I paesi membri dell’Unione Europea sono concordi nel perseguire obiettivi di portata comune, un’ambizione strategica per avviare una capacità innovativa e pratica nel campo della sicurezza, della cyber security e nella difesa. Definire un insieme di misure finalizzate allo sviluppo industriale di progetti, armamenti e tecnologie che rispecchi le nuove sfide globali anche attraverso modelli di gestione satellitare e aerospaziale.

L’Unione Europea può perseguire l’integrazione della ricerca e delle capacità tecnologica in ambito di difesa non solo adeguando i sistemi nazionali dal punto di vista giuridico ma anche con decisi e precisi incentivi economici e fiscali, senza dimenticare i pacchetti di finanziamento che la Commissione Europea dedicata sempre alle attività di research & development. Avviare e sviluppare una quarta rivoluzione industriale, che metta al centro l’intelligenza artificiale e l’utilizzo di macchine innovative interconnesse e collegate alla rete internet, generando nuova ricerca e opportunità di crescita per le piccole e medie imprese di eccellenza della nostra Penisola e dell’intera patria europea.

Industria della Difesa: cosa aspettarsi

Digitalizzazione delle imprese legate al comparto della difesa, Internet of things, formazione continua di analisti per la gestione e l’ottimizzazione dei big data e l’additive manufacturing sono gli strumenti del prossimo futuro che l’industria della difesa e dell’aerospazio possono implementare e utilizzare per trasformare in modo radicale l’attuale modello di business del settore, in tutta Europa.

L’utilizzo e l’ottimizzazione di strumenti innovativi quali diagnostica e analisi da sviluppare tramite l’utilizzo della realtà aumentata consente di processare e monitorare specifici big data da riutilizzare in informazioni importante che aiutino a comprendere e integrare quanto offerto della realtà non virtuale. Sostanzialmente, secondo il Ministro, la pandemia ha riscritto il ruolo e l’idea stessa di Difesa accentuando quelli che sono gli elementi di tecnologia, innovazione e ricerca che il comparto può sviluppare e implementare in sinergia con attori nazionali e internazionali.

Guerini ha ribadito che “l’industria della Difesa e della Sicurezza è incubatore di ricerca, sviluppo e innovazione tecnologica, in grado di coniugare essenziali aspetti di sicurezza internazionale con una dimensione industriale che rappresenta un catalizzatore e moltiplicatore di investimenti. Attraverso la competitività, l’innovazione, l’investimento in ricerca e sviluppo, la capacità di garantire quel contenuto di eccellenza tecnologica di cui lo Strumento Militare deve poter disporre, in modo che l’Italia non debba dipendere da tecnologie e prodotti esteri. E possa presentarsi come partner strategico nell’ambito delle cooperazioni bi/multilaterali. E con un ruolo da protagonista nei principali programmi internazionali”.

Il Ministro ha rimarcato l’importanza dell’industria nazionale della Difesa che deve perseguire le partnership internazionali e di cooperazione che le consentano di posizionarsi coerentemente con le esigenze e le ambizioni dell’Italia e del Mediterraneo, sviluppando avanguardia, eccellenza e competitività, elementi necessari per continuare a perseguire la partecipazione italiana nei programmi più avanzati in ambito internazionale.

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