Regime dei nuovi minimi: durata, requisiti e fatturato. Spunta l’ipotesi estensione per dare ossigeno alle Partite Iva

Valentina Brazioli

23 Settembre 2014 - 09:19

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Regime dei nuovi minimi, i limiti esistenti tra durata, requisiti e fatturato sono noti, soprattutto al mondo delle piccole e piccolissime Partite Iva che operano nel nostro Paese. Eppure, il sottosegretario all’Economia Enrico Zanetti ha messo nero su bianco una serie di proposte per estendere questo regime così favorevole ai lavoratori autonomi. Le necessarie coperture economiche? Dalla solita spending review, anche se non si esclude un intervento a carico delle imposte di successione.

Regime dei nuovi minimi: durata, requisiti e fatturato. Spunta l’ipotesi estensione per dare ossigeno alle Partite Iva

Regime dei nuovi minimi, in arrivo cambiamenti in materia di durata, requisiti e fatturato? L’ipotesi, tutt’altro che peregrina, non solo proviene direttamente da un partito della maggioranza di Governo (ovvero Scelta Civica), ma da un autorevole esponente dell’esecutivo: il sottosegretario al Lavoro, Enrico Zanetti. L’idea di fondo, infatti, sembra essere quella di predisporre un intervento sulla falsariga del bonus Irpef da 80 euro concesso ai lavoratori dipendenti: una misura di sostegno fiscale, stavolta tarata sulle esigenze dei lavoratori autonomi.

Il nuovo regime dei minimi: boom tra 2012 e 2013

In effetti, la nuova versione del regime dei minimi, introdotta dal dl n.98 del 2011, ha portato a un vero e proprio boom: 147 mila (nel 2012) e quasi 137 mila (nel 2013) aderenti al regime, ossia circa il 30 per cento delle nuove Partite Iva. Adesso, le linee di intervento proposte da Zanetti sono ovviamente pensate per rendere ancora più appetibile questa opzione.

Durata: non più solo cinque anni

Innanzitutto, la proposta si incentra sull’ipotesi di estendere il regime, che prevede un’imposta sostitutiva al 5 per cento senza applicazione di Iva e Irap – oltre i cinque anni attualmente previsti. Ad oggi l’unica deroga in questo senso è possibile per chi ha meno di 35 anni d’età, autorizzato a permanere nel regime fino al raggiungimento di tale soglia.

Limite di fatturato: da 30 mila fino a 50 mila euro

Inoltre, l’altra ipotesi sul tavolo è quella di estendere il limite di fatturato – oggi fermo a quota 30 mila euro – fino a 50 mila euro. Attualmente, chi supera la soglia dei 30 mila euro fuoriesce automaticamente dal regime.

Infine, la terza proposta più ambiziosa: varare entrambi i tipi di estensione (relativi a durata e fatturato).

Il problema delle coperture economiche

Ovviamente, al di là delle buone intenzioni è necessario comunque fare i conti con l’impatto che questo tipo di misure comporterebbe per le casse dell’Erario. Agire anche solo sul fattore temporale costerebbe, secondo i calcoli effettuati dal Dipartimento delle finanze, dai 65,7 milioni di euro per il 2016 fino agli oltre 200 a partire dal 2020, mentre intervenire solo sul fatturato implicherebbe un prezzo pari a 296 milioni dal 2017. Unire le due opzioni sarebbe ovviamente la scelta più onerosa: addirittura 3 miliardi di euro fino al 2021. Interpellato nel merito, il sottosegretario Zanetti ha riposto doverosa fiducia sul possibile reperimento delle risorse necessarie grazie all’immancabile spending review, accennando, però, anche alla possibilità di agire sulle imposte di successione, modificandole al rialzo.

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