Reddito di cittadinanza: blocco delle domande per i cittadini extra-UE

Il decreto tarda ad arrivare e l’Inps continua a mantenere il blocco sulle richieste di reddito di cittadinanza da parte dei cittadini extracomunitari. Facciamo il punto.

Reddito di cittadinanza: blocco delle domande per i cittadini extra-UE

Per gli stranieri residenti in Italia da almeno dieci anni l’accesso al reddito di cittadinanza dovrebbe essere un diritto, almeno secondo quanto dice la legge.
Ma l’Inps blocca le richieste e, come diretta conseguenza di uno stato di inadempienza da parte ministeri del Lavoro e degli Esteri, miglia di cittadini extracomunitari continuano a rimanere esclusi dal provvedimento.

La questione viene spiegata dalla stessa Inps che attraverso la circolare n.100 del 5 luglio fa sapere che finché il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministro degli esteri non avrà chiarito tramite decreto quali sono i requisiti che esonerano gli extracomunitari a percepire il reddito di cittadinanza, le domande presentate ad aprile 2019 restano sospese.

Reddito di cittadinanza, la circolare Inps

La circolare n.100 va a integrare il precedente atto di marzo e tra le modifiche più importanti spicca il nuovo regime specifico per i cittadini extra UE.
Nello specifico ai cittadini extracomunitari è richiesto di presentare una certificazione dell’autorità estera competente, tradotta in lingua italiana e legalizzata dall’autorità consolare italiana, ai fini di accoglimento della domanda.

La circolare chiarisce inoltre che l’obbligo di presentare una dichiarazione dell’autorità estera competente non si applica nei confronti di cittadini extra UE aventi status di rifugiato politico, nel caso in cui convenzioni internazionali dispongano diversamente o nei confronti di cittadini stranieri appartenenti a stati nei quali risulta impossibile acquisire la certificazione.

L’Inps, infine, rimette al Ministero del Lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministro degli esteri la necessità di emanare un decreto che individui i Paesi in cui i cittadini sono esonerati dall’obbligo. Fino a che tale documento non viene prodotto, l’Inps mantiene lo stato di blocco sulle domande presentate a partire da aprile.

Lo stallo sul decreto: stop alla Farnesina

Del decreto invocato dall’Inps, e di competenza del ministero del Lavoro e della Farnesina, si sono ormai perse le tracce.
E si sono perse da tempo poiché sarebbe dovuto arrivare ad aprile.

Dall’altro canto lo stop imposto alle richieste di sussidio da parte dei cittadini extra UE è figlio delle modifiche apportate alla normativa su reddito e pensione di cittadinanza, introdotte all’alba della conversione in legge del decreto e che dovrebbe contribuire ad aumentare i risparmi derivati, nel corso di quest’anno, dalla misura anti-esclusione promossa dai Cinque Stelle.

Reddito di cittadinanza extra UE: chi ce l’ha fatta?

Discorso a parte per tutti i cittadini extra UE che hanno fatto richiesta di reddito di cittadinanza a marzo e quindi prima del blocco. Per gli extracomunitari che hanno fatto domanda e ottenuto la card ad aprile, c’è tempo fino a ottobre per allegare alla domanda trasmessa la documentazione inerente il patrimonio detenuto all’estero, bollinato delle autorità del proprio Paese di origine, e non perdere il diritto al sussidio.

Nel frattempo continueranno comunque a percepire il reddito mensile senza correre il rischio di dover restituire parte della somma nel caso in cui perdessero lo status di idonei ad ottobre.
Di questi, i rifugiati politici rimangono esentati dall’obbligo di certificazione del proprio patrimonio all’estero.

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