Piazza Affari in rosso. Ftse Mib -2,2% nonostante i dati macro su Eurozona e Italia

Archiviano in profondo rosso i mercati finanziari europei la seduta di oggi. Cresce la trepidazione per una potenziale espansione del piano di QE dalla BCE. La Cina frena l’ottimismo su dati macro Eurozona.

Il listino di Milano termina la seduta di martedì con l’indice FTSE MIB che segna in chiusura -2,24%. Chiusura in netto calo anche per Francoforte con il DAX a -2,38% e il CAC parigino a -2,40% seguite dal Ftse 100 di Londra che segna - 2,8%. (ore 18:00)

Piazza Affari chiude in rosso, Ftse Mib -2,24%

Piazza Affari archivia la seduta di martedì in territorio negativo nonostante i dati sulla crescita del PIL superino le aspettative. L’Istat ha rivisto al rialzo le stime del PIL per il primo semestre del 2015 ma la notizia non ha influenzato gli investitori che mantengono alta l’avversione al rischio vista la situazione cinese.
La seduta di martedì è dominata da pesanti sell off sui titoli del mercato bancario e del lusso. Tra i bancari registrano forti perdite Intesa San Paolo e Unicredit. Stessa sorte tocca nella giornata odierna anche ai titoli delle quotate del lusso del listino Milanese. Ferragamo, Yoox e Luxottica arretrano notevolmente chiudendo la seduta in rosso. Giornata decisamente negativa anche per i titoli del settore oil. I petroliferi come Saipem, Eni e Tenaris archiviano performance in netto calo di riflesso all’ultimo report dell’EIA sulle stime al ribasso della produzione mondiale di petrolio.

Lo spread BTP-Bund segna in chiusura 119 contro i 116 di apertura. L’ultimo rendimento registrato per BTP è l’1,99 contro lo 0,80 dei decennali tedeschi.

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Borse europee: dati macro e sentiment diffuso

Le borse europee viaggiano in territorio negativo per l’intero corso della seduta di martedì. Ad influire sull’andamento dei principali listini del continente da Milano a Londra è l’attesa per la riunione della BCE in calendario per Giovedì. Le piazze finanziarie si interrogano sulla possibilità di un’estensione del piano di quantitative easing da parte di Mario Draghi. Sul fronte macro i dati dell’Eurozona positivi sulla disoccupazione in calo quasi dell’11% sono frenati dalle notizie provenienti dalla Cina dopo la pubblicazione dei dati sulla produzione manifatturiera che arretra.

Petrolio, riprende la discesa delle quotazioni

L’EIA ha rivisto al ribasso le stime dei primi cinque mesi dell’anno della produzione USA di petrolio e il Wti ha reagito cedendo sul terreno oltre il 6% scendendo a 46,15 dollari a barile. Si tratta di certo di una brusca frenata per le quotazioni del petrolio, dopo i rialzi registrati nelle ultime sedute a seguito dell’annuncio di un possibile intervento da parte dell’OPEC sulla stabilizzazione.

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