Petrolio: riserve USA crescono a sorpresa

Le scorte di greggio in Usa hanno sorpreso gli analisti con una crescita di 38.000 barili nella settimana che si è chiusa il 24 agosto

Petrolio: riserve USA crescono a sorpresa

L’American Petroleum Institute (Api) ha registrato una crescita a sorpresa delle scorte di greggio in Usa. Queste ultime hanno infatti accelerato di 38.000 barili nella settimana terminata il 24 agosto.
Sulla scia della notizia, i future sul Wti hanno chiuso con un -0,50% martedì, a quota 68,53 dollari al barile, mentre il Brent con consegna a ottobre ha segnato un -0,32% su 75,95 dollari.

Prima del rilascio dei dati API sulle scorte, il WTI cedeva lo 0,62% (-0,43 dollari) a quota 68,44 dollari al barile, mentre il Brent segnava un calo dello 0,31% (-0,24 dollari) su 76,26 dollari al barile, sulla scia delle notizie di ieri dell’OPEC, che ha allentato i tagli alla produzione di luglio, rispettando l’accordo di riduzione a solo il 109% dopo il 120% di giugno e il 147% di maggio, e vacillando poi sulla notizia dell’accordo Messico-USA.

La produzione di petrolio greggio degli Stati Uniti, stimata dall’Energy Information Administration, ha raggiunto ancora una volta gli 11 milioni di barili al giorno per la settimana terminata il 17 agosto, dopo il leggero calo a 10,8 milioni di barili prima di agosto.

Le scorte di distillati sono aumentate questa settimana - di 982.000 barili, rispetto a una previsione di 1.592 milioni di barili. Anche le scorte del sito di Cushing, in Oklahoma, sono aumentate di 130.000 barili.

Al momento della scrittura, il WTI segna un +0,38% e il Brent un +0,29%.

Prezzo petrolio: pesano dazi e sanzioni

Lo stallo attuale segue la risalita di inizio mese, causata in gran parte dall’inaspettata battuta d’arresto registrata dalla produzione saudita.

Il prezzo appare ancora in balia del timore di sanzioni iraniane e del rallentamento della crescita globale, entrambi fattori che potrebbero alterare notevolmente offerta e domanda.

Ma a pesare è anche la battaglia a colpi di dazi sui mercati internazionali, con le esportazioni di greggio USA che hanno toccato i minimi di gennaio su quota 1,155 milioni di barili al giorno; si tratta di una cifra che corrisponde alla metà rispetto ai livelli di fine giugno.

Nella giornata odierna l’apertura ha segnato un lieve rialzo, con i contratti sul greggio WTI che recuperano a 68,79 dollari al barile e il Brent che si porta su 76,17 dollari.

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