Pensione di accompagnamento 2015: importi, domanda, cumulabilità, beneficiari

Simone Casavecchia

13/02/2015

13/02/2015 - 12:18

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Riveduti al rialzo nel, 2015 gli importi per la pensione di accompagnamento, l’indennità previdenziale di cui beneficiano gli invalidi totali a titolo di rimborso spese.

La pensione o indennità di accompagnamento, il contributo corrisposto dall’INPS a sostegno delle persone totalmente invalide (previsto dalla Legge 18/1980) subisce nel 2015 alcune modifiche, dal momento che il suo importo viene riveduto al rialzo e viene fissato a 508,55 euro.

Si tratta di un contributo forfettario che la previdenza assegna alle persone totalmente invalide al fine di sostenerle economicamente nelle spese che queste ultime dovranno presumibilmente sostenere a causa della loro particolare condizione che potrebbe, con ogni probabilità, richiedere la presenza di un accompagnatore che aiuti l’invalido nelle attività quotidiane, dagli spostamenti, alla nutrizione, fino al sonno.

Tipologia del beneficio
L’indennità di accompagnamento, a totale carico dello Stato, viene assegnata ai soli invalidi totali, per la loro minorazione. Tale contributo non varia, quindi, né in funzione del reddito del beneficiario, né in funzione del reddito del suo nucleo familiare e può essere assegnata sia ai cittadini italiani ed europei residenti in Italia sia ai cittadini extracomunitari, che abbiano ottenuto un permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo. L’indennità non va in alcun modo considerata come una forma di reddito e non è assoggettata ad alcun tipo di imposta.

Beneficiari
L’indennità di accompagnamento spetta a:

  • invalidi totali;
  • ciechi assoluti;
  • persone sottoposte a chemioterapia o a altre terapie in day hospital che non possono recarsi da sole all’ospedale ( in base alla sentenza 1705/1999 Corte di Cassazione);
  • bambini minorenni, incapaci di camminare senza l’aiuto di una persona e bisognosi di assistenza continua (sentenza 1377/2003 della Corte di Cassazione);
  • malati di Alzheimer e soggetti affetti dalla sindrome di Down;
  • soggetti epilettici con attacchi quotidiani o con crisi «crisi di assenza» (crisi saltuarie);
  • soggetti capaci di compiere materialmente gli atti elementari della vita quotidiana (mangiare, vestirsi, pulirsi) che necessitano comunque di un accompagnatore perché soggetti a disturbi gravi della sfera intellettiva e cognitiva che non gli permettono di rendersi conto della portata dei modi e dei tempi degli atti che compiono (sentena 1268/2005 della Corte di Cassazione).

Modalità di presentazione della domanda
Per ottenere l’indennità di accompagnamento occorre presentare, per via telematica, alla sede territoriale dell’INPS, la domanda per l’accertamento dell’invalidità alla Commissione Medica. A tale domanda deve essere allegata anche la certificazione medica contenente una dignosi chiara e precisa della patologia e attestante che la persona per la quale viene richiesta l’invalidità è da considerarsi

«persona impossibilitata a deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore» o «persona che necessita di assistenza continua non essendo in grado di compiere da solo gli atti quotidiani della vita»

Nel certificato di invalidità che consente di ottenere l’indennità di accompagnamento deve essere inserito il codice 05 o 06.

Casi di cumulabilità
L’indennità di accompagnamente non è reversibile e non è cumulabile con la pensione di invalidità per causa di guerra, di lavoro o di servizio. Nel caso in cui spettino anche queste indennità è comunque possibile scegliere di quale usufruire (in base alla maggiore convenienza).
L’indennità di accompagnamento può essere assegnata anche nel caso in cui il beneficiario svolga attività lavorativa e sia ricoverato in strutture per lungo degenti a pagamento.

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