PIL Cina ai minimi di 25 anni? No, è anche peggio

PIL Cina ai minimi di 25 anni? No, è anche peggio

Il PIL della Cina non si avvicina neanche lontanamente ai dati ufficiali pubblicati questa notte sul Calendario Economico; è questa la polemica lanciata ad apertura dei mercati europei da Marc Faber, intervistato dalla CNBC.

Prima che il dato sulla crescita della Cina nel 2015 fosse reso pubblico, Faber aveva annunciato la sua previsione: nel 2015 la Cina sarebbe cresciuta “solo” del 4%, ben al di sotto del 7% a cui puntava Pechino o al dato effettivo al 6.9%.

«È un’economia molto complessa che dispone di alcuni settori in espansione e alcuni settori in contrazione»,

ha commentato Faber, aggiungendo:

«La mia sensazione è che nella migliore delle ipotesi l’economia sia in crescita di circa il 4% l’anno, ma potrebbe essere più bassa.»

Gli ultimi dati ufficiali hanno mostrato che il Prodotto Interno Lordo (PIL) abbia registrato una crescita del 6.9% nel 2015, ai minimi di 25 anni. Il PIL relativo al quarto trimestre è stato invece pari a 6.8%.

Entrambi i risultati sono stati più o meno in linea con le aspettative, ma i dati pubblicati in Cina, come sempre, fanno nascere forti dubbi sulla loro veridicità.

"Ci sono molti indicatori e alcuni di questi sono davvero affidabili; se guardiamo ad esempio quelli su importazioni ed esportazioni, da Taiwan e Corea del Sud alla Cina si ha la sensazione che l’economia è in realtà molto debole”.

La scorsa settimana la Cina ha riferito che le esportazioni sono scese dell’1.4% a dicembre rispeto all’anno precedente, mentre l’import è scivolato del 7.6%, meno delle aspettative degli analisti. Tuttavia, è il sesto calo consecutivo annuale per l’export cinese.

Inoltre, Faber ha sottolineato le preoccupazioni circa il debito in Cina come un altro fattore che indica che il PIL cinese nella realtà possa essere molto peggio.

«C’è una bolla colossale sul debito in Cina e, a mio parere, questa dovrà essere sgonfiata attraverso perdite ingenti nel settore bancario o perdite nel mercato obbligazionario per gli investitori».

Il debito estero totale della cina era di 1.53 mila miliardi di dollari alla fine di settembre, secondo i dati ufficiali.

«In aggiunta, vi è anche una bolla del mercato azionario, che ora sta vedendo fatta sgonfiare»,

ha detto Faber.

Lo Shanghai Composite è crollato in territorio ribassista, perdendo oltre il 20 per cento dai massimi di dicembre, e il 40 per cento dai massimi di 52 settimane toccati a giugno dello scorso anno. L’indice ha chiuso in rialzo del 3 per cento martedì.

Fonte: CNBC

Iscriviti alla newsletter

Condividi questo post:

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.