Il 2016 si è aperto con un vero e proprio boom dei prezzi dell’oro, saliti ieri fino a 1.263$ l’oncia ai massimi da quasi un anno. Il metallo prezioso è tornato ad essere un asset rifugio dopo alcuni anni di sofferenza
Dopo alcuni anni di sofferenza, che avevano provocato un drastico ridimensionamento della quotazione, l’oro è tornato a brillare sui mercati finanziari globali complici le forti turbolenze in atto che stanno generando una vera e propria debacle delle borse. Gli investitori, in cerca di asset rifugio, hanno riscoperto anche l’oro, che da inizio anno ha già messo a segno un rialzo del 17%. Il rally, iniziato da area 1.060$ l’oncia, ha visto la quotazione sfondare anche la soglia dei 1.260$ salvo poi esserci un lieve ritracciamento in area 1.240$ l’oncia. Siamo sui massimi da quasi un anno. Accanto all’oro si è mosso in forte rialzo anche l’argento, che è salito quasi fino a 16$ ai top da fine ottobre scorso.
L’oro sta tornando così ad essere il classico bene rifugio nelle fasi di turbolenza, nonostante l’attuale contesto macroeconomico sia particolarmente orientato verso uno scenario deflazionistico. Il metallo giallo, ritenuto un ottimo asset per difendersi dal carovita, è tornato in auge grazie alle prospettive di politica monetaria sempre più accomodanti negli Stati Uniti, dopo che lo scorso metà dicembre è avvenuto il primo rialzo dei tassi di interesse dopo ben dieci anni. La FED dovrebbe rallentare il ritmo della stretta sul costo del denaro, evitando probabilmente il rialzo dei tassi almeno da qui a giugno.
La forza dell’oro, però, potrebbe anche dipendere dalla sempre minor fiducia verso l’operato delle banche centrali, che dai tempi della crisi finanziaria del 2008 hanno inondato il mercato con 25.000 miliardi di dollari di liquidità a basso costo che in futuro potrebbe trasformarsi in una forte inflazione. Al momento l’indice dei prezzi al consumo è schiacciato verso lo zero un po’ ovunque, ma non va escluso che nei prossimi mesi possa esserci un balzo quanto meno negli Usa, dove è in corso una maggiore ripresa economica. Una salita dell’inflazione non farebbe altro che aumentare il potenziale del rally dell’oro, che potrebbe tornare a quotare almeno intorno a 1.300$ - 1.400$ l’oncia.
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