Medici e infermieri ucraini potranno lavorare in Italia, anche al posto dei sanitari no vax sospesi

Claudia Mustillo

22 Marzo 2022 - 12:55

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Nel decreto Energia, pubblicato in Gazzetta ufficiale, è prevista anche una deroga che consente al personale sanitario in fuga dalla guerra in Ucraina di lavorare in Italia almeno per un anno.

Medici e infermieri ucraini potranno lavorare in Italia, anche al posto dei sanitari no vax sospesi

Da oggi fino al 4 marzo 2023 i medici e i professionisti sanitari ucraini potranno esercitare la loro professione in Italia. Lo prevede il decreto “Misure urgenti” per l’Ucraina pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 21 marzo.

«È consentito l’esercizio temporaneo delle qualifiche professionali sanitarie e della qualifica di operatore socio-sanitario ai professionisti cittadini ucraini residenti in Ucraina prima del 24 febbraio 2022 che intendono esercitare nel territorio nazionale, in strutture sanitarie pubbliche o private, una professione sanitaria o socio sanitaria in base a qualifica conseguita all’estero regolata da direttive Ue», si legge nel decreto.

Si tratta di una misura che permetterà ai medici, scappati dalla guerra, di esercitare - almeno temporaneamente - la professione in Italia. D’altra parte gli ospedali italiani che vorranno potranno far fronte alla mancanza di organico, in parte causata anche dal personale no vax sospeso dal lavoro, impiegando i professionisti ucraini.

La deroga per il riconoscimento dei professionisti ucraini

L’articolo 34 del decreto prevede una (’deroga alla disciplina del riconoscimento delle qualifiche professionali sanitarie per medici ucraini’): «A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto e fino al 4 marzo 2023, in deroga al regolamento del decreto del 1999, n. 394, e alle disposizioni del decreto del 2007, è consentito l’esercizio temporaneo delle qualifiche professionali sanitarie e della qualifica di operatore socio-sanitario ai professionisti cittadini ucraini residenti in Ucraina prima del 24 febbraio 2022 che intendono esercitare nel territorio nazionale, presso strutture sanitarie o sociosanitarie pubbliche o private, una professione sanitaria o la professione di operatore socio-sanitario in base a una qualifica professionale conseguita all’estero regolata da specifiche direttive dell’Unione europea».

Il reclutamento temporaneo

Tutte le strutture sanitarie interessate potranno procedere al reclutamento temporaneo del personale sanitario «muniti del passaporto europeo delle qualifiche per i rifugiati, con contratti a tempo determinato o con incarichi libero professionali, anche di collaborazione coordinata e continuativa, in deroga all’articolo 7 del decreto legislativo 30 marzo».

La crisi dei sistemi sanitari

La pandemia ha messo a dura prova i sistemi sanitari globali, tra cui quello italiano e quello ucraino che sono stati fortemente sotto stress nelle diverse ondate di contagi da Covid-19.

La guerra adesso apre una nuova sfida per il sistema sanitario ucraino, già in difficoltà nell’affrontare la pandemia e i numerosi contagi. Tanto che è stato già lanciato l’allarme per il rischio di nuove epidemie.

Dove potranno essere impiegati i medici ucraini

Il personale sanitario ucraino interessato a lavorare, temporaneamente, negli ospedali italiani potrà essere reclutato per colmare la carenza di organico. Molte strutture stanno affrontando problematiche legate alla mancanza di personale, per questo i nuovi camici in arrivo potranno sostituire chi è assente perché contagiato dal Covid-19 e chi è sospeso perché non si è sottoposto alla vaccinazione obbligatoria prevista per il personale sanitario.

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