L’investimento passivo è “un caos”, un pericolo per il premio Nobel Robert Shiller

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L'investimento passivo è “un caos”, un pericolo per il premio Nobel Robert Shiller

L’investimento passivo segue un sistema caotico che potrebbe rivelarsi molto pericoloso: l’avvertimento del premio Nobel all’economia Robert Shiller.

Una delle menti più rilevanti nell’ambito dell’economia e della finanza mette in dubbio il valore e il ruolo dell’investimento passivo all’interno di un mercato rialzista.

Il premio Nobel all’economia Robert Shiller individua come fonte di preoccupazione la popolarità crescente dei fondi indicizzati e degli ETF tra gli investitori privati.

«La forza di questo paese (degli Stati Uniti, ndr) era fondata sulle persone che analizzavano le singole aziende. Avevano delle opinioni su di esse. Tutto questo parlare di indici diluisce un po’ il nostro intelletto, diventa più un gioco»,

ha detto Shiller in una video-intervista alla CNBC.

«È un sistema caotico».

Shiller, professore di economia all’Università di Yale, paragona l’investimento passivo al vedere un semaforo verde ad un incrocio e attraversarlo senza guardare nelle altre direzioni.

Secondo i dati pubblicati da Morningstar all’inizio del 2017, gli investitori hanno versato più di mezzo trilione di dollari in fondi passivi nel 2016. Il dato potrebbe segnare un nuovo record quest’anno dato il flusso di investitori desiderosi di partecipare al recente rally da record.

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"Il problema è che un indice passivo è un qualcosa che cavalca liberamente il lavoro di altre persone.
Così la gente dice: «non cercherò di battere il mercato, il mercato è onnisciente».
Ma come può il mercato essere onnisciente se nessuno - o non così tante persone - sta cercando di batterlo?"

Un argomento che lascia Shiller perplesso. Quando gli viene chiesto in che modo evolverà l’investimento passivo nei prossimi 10 anni, si dice incerto.

«È una sorta di pseudoscienza pensare che questi indici siano perfetti, tutto ciò che serve è una tipologia di modello di programmazione invece delle analisi delle società»,

conclude Shiller.

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