La major appare dubbiosa sulla direzione da prendere. Il trend è confuso e il prezzo non sembra trovare le energie per prendere una decisione definitiva. Analizziamo l’impostazione tecnica di breve periodo.
| Valori | |
|---|---|
| Ultimo prezzo | 1,2047 |
| Variazione | -0,12% |
| Max (52 settimane) | 1,2325 |
| Min (52 settimane) | 1,069 |
| Indicatori | |
|---|---|
| MM200 | 1,1024 |
| RSI 14 | 43,42 |
| MACD | -0,005 |
| Performance | |
|---|---|
| 1 settimana | -0,71% |
| 1 mese | +1,06% |
| 3 mesi | -0,8% |
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Nella sessione di ieri L’EUR/USD prova a mantenere il livello di supporto a quota 1,2050. Il movimento non sembra trovare le forze per un allungo direzionale o un accelerazione ribassista. Per il momento il prezzo si assesta quindi in una fase di incertezza laterale con repentini cambi di tendenza. L’alternanza di giornata positive a sessioni in rosso non permettono un’analisi definitiva, ma solo ipotesi e view generali. Importante il mantenimento del livello attuale per non vedere scivolare la quotazione in direzione del primo obiettivo short in zona 1,19.
Il quadro tecnico di riferimento
Il quadro tecnico di lungo periodo è positivo per il biglietto verde che nel 2008 scambiava intorno a 1,60. Da quella data ad oggi il dollaro si è infatti ripreso fino all’area di 1,2085 rivalutandosi di oltre il 24% circa.
Il 2018 e il 2019 sono stati anni di calo per la moneta del Vecchio Continente, che non ha mai trovato le energie per una ripresa. La base di consolidamento, che si è venuta a formare tra l’inizio di aprile 2020 e la fine di maggio 2020, ha invece avviato un cambio di direzione della tendenza. Durante il periodo di crisi sanitaria da Covid19 l’euro ha beneficiato della debolezza del dollaro ed ha avviato una rimonta di parte dei punti persi.
Con la barra del 28 maggio 2020 si è quindi definita la violazione della fase di compressione ed è partito il rally che ha guidato l’euro fino rottura della trendline di lungo periodo e al test della resistenza statica in area 1,19, toccata durante i mesi estivi.
Tra l’inizio di agosto e la fine di settembre 2020 la major è poi rimasta ingabbiata nella banda di oscillazione laterale, tra un minimo a quota 1,750 e un massimo in area 1,19. Da quella fase è uscita solo dopo il breakout provvisorio del minimo della banda laterale con una candela di allungo ribassista registrata il 22 settembre.
Da quel momento il trend si è fatto incerto ed ha perso direzionalità alternando fasi di breve salita a repentini ritracciamenti. Il cambio è arrivato infine a testare due volte il supporto in zona 1,1625, livello di passaggio anche della trendline dinamica di lungo periodo, per poi ripartire in una corsa che ha distinto la tendenza fino al 6 gennaio 2021.
Da quella data è infine partita una nuova inversione, che ha condotto il prezzo alla base di consolidamento in area 1,1960. La fase di incertezza seguita al rimbalzo non ha ancora trovato oggi una precisa direzionalità.
Lo scenario operativo di breve periodo
Lo scenario di breve termine è contrastato e la major non sembra trovare il trend definitivo. Per il momento l’EUR/USD si trova in un contesto laterale avviato all’inizio di febbraio 2021, quando il prezzo ha mostrato i primo segnali di indecisione. Il cambio alterna fasi di rialzo a momenti di ribasso nell’arco di poche giornate. La tendenza quindi appare confusa e si attende qualche spunto di allungo direzionale per capire l’andamento futuro.
Una view long sarebbe possibile solo sopra il massimo del 6 gennaio 2021 a quota 1,2349, mentre uno scenario short sarebbe plausibile sotto il supporto in zona 1,19.
Attualmente il prezzo si trova sotto la EMA(21), media mobile esponenziale di breve periodo e sopra la media mobile semplice a 200 periodi, la SMA(200). L’indicatore Supertrend è negativo ed ha formato un pavimento a quota 1,2216, mentre la volatilità, rappresentata dall’ATR(14), si trova in leggera risalita a partire dal 23 febbraio 2021. L’RSI(14) infine resta in zona neutrale.
Una posizione a rialzo sarebbe plausibile solo sopra la resistenza a quota 1,2350 con un entry in zona 1,2370. Uno Stop Loss si potrebbe posizionare in area 1,2260. Il Primo Target si potrebbe collocare a 1,25 mentre il Secondo Target a quota 1,26.
Una posizione short sarebbe plausibile alla rottura del supporto in area 1,19 con un entry a quota 1,1880. Uno Stop Loss si potrebbe collocare in zona 1,1990. Il Primo Target si potrebbe inserire a 1,1754 mentre il Secondo Target in area 1,1685.
*Il 74% dei conti degli investitori retail perde denaro negoziando CFD con questo fornitore. È necessario valutare se si può sostenere il rischio elevato di perdere il capitale investito.
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