Jp Morgan: le Gacs permetteranno l’accantonamento di €40 miliardi di Npl

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Jp Morgan: le Gacs permetteranno l'accantonamento di €40 miliardi di Npl

Le banche italiane cederanno €40 miliardi di crediti deteriorati grazie alle Gacs in un anno, secondo Jp Morgan. La situazione sugli Npl in Italia sta migliorando

La banca d’affari americana Jp Morgan ha affermato che grazie alle Gacs, ovvero la garanzia statale sulla cartolarizzazione dei crediti deteriorati, gli istituti bancari italiani riusciranno ad accantonare tra i 30 e i 40 miliardi di euro di Npl. La situazione in Italia sta migliorando e la dismissione prosegue con un buon ritmo. La BCE difende la propria posizione restrittiva in misura di crediti deteriorati.

Jp Morgan: le banche italiane dismetteranno Npl con le Gacs

Alla seconda edizione della Inm Investor’s Conference on Italian & European Npls a Milano, il managing director di Jp Morgan, Alessandro Gatto, ha dichiarato che le banche italiane usufruiranno del sistema delle Gacs (Garanzia Cartolarizzazione Sofferenze) per cedere una gran quantità di crediti deteriorati, stimata fra i 30 e i 40 miliardi di euro.

Innanzitutto cosa sono le Gacs? È il sistema studiato dal governo italiano per porre la propria garanzia sulla cartolarizzazione di obbligazioni di tipo senior con sottostante crediti deteriorati. La categoria senior è quella meno rischiosa, ma anche meno redditizia ed è l’unica garantita dallo Stato. La validità delle Gacs scade nel settembre del 2018, ma lo Stato potrà rinnovarle di 12 mesi in 12 mesi qualora sia interesse dell’Italia farlo.

Allo stesso convegno è intervenuto Alessandro Rivera, responsabile degli affari legali del Mef (ministero di economia e finanza), che sostiene che probabilmente l’interesse italiano su questa misura rimarrà. Tuttavia il Mef deciderà in proposito solo in prossimità della scadenza.

In Italia gli Npl sono sempre meno, la BCE difende la stretta

La quantità di crediti deteriorati in Italia è in calo dal 2015, quando gli Npl rappresentavano il 18% del totale dei crediti. A dirlo è Claudio Sabatini, direttore generale dell’Abi, che aggiunge che la dismissione sta andando molto più veloce del previsto e che porterà la quantità al 14% entro il 2017, per poi scendere al 10% entro il 2020. Inoltre solo il 2,8% dei nuovi crediti è inseribile fra i non performing loans.

L’Abi crede che la direzione intrapresa fin qui sia quella giusta e ha mostrato da subito forti perplessità sull’addendum proposto dalla BCE in tema di crediti deteriorati.

D’altro canto la BCE sostiene che sì il trend è in discesa, ma il numero degli npl è ancora molto alto. Ciò ha portato la BCE a studiare una stretta contro i crediti deteriorati, che prevede l’obbligo di dismissione in 2 anni per i nuovi crediti deteriorati non garantiti e in 7 anni quelli garantiti.

Al momento la direttiva BCE è ferma al Parlamento Europeo. Danièle Nouy, numero uno della supervisione bancaria europea, ha mostrato aperture in merito a modifiche della norma stessa e alla data di entrata in vigore.

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