Il piano “segreto” dell’UE per far fallire l’Italia

Il piano dell’Unione Europea per distruggere l’Italia passa per un emendamento dell’art. 507 del CRR per variare i parametri di detenzione dei titoli di Stato nei portafogli delle banche.

Il piano “segreto” dell'UE per far fallire l'Italia

Il piano dell’UE per far fallire l’Italia passa per la crisi delle sue banche e la distruzione di ciò che ne rimane.

Per l’Unione Europea è facile come togliere le caramelle ad un bambino: dare il colpo di grazia all’Italia ormai in ginocchio puntando sul collasso finale delle banche italiane grazie ad una modifica del regolamento sui requisiti patrimoniali degli istituti finanziari.

La mano distruttrice è quella della Commissione Europea, le vittime sono, ancora una volta, le banche italiane in agonia.
Lo strumento per il nuovo attacco per far fallire l’Italia è una futura riforma - non ancora concretizzata - della regolamentazione bancaria europea.

Disclaimer: per non urtare la sensibilità di nessuno, chiariamo che quanto segue è uno scenario ipotetico sulle conseguenze che delle possibili modifiche al CRR potrebbero causare nel panorama bancario italiano, accompagnate da alcune opinioni in merito espresse dall’autrice dell’articolo

Il piano dell’UE per distruggere l’Italia

Secondo un emendamento proposto all’art. 507 del CRR (regolamento sui requisiti patrimoniali), le impostazioni sull’esposizione delle banche verso i titoli di Stato del proprio Paese potranno essere cambiate liberamente dall’EBA (Autorità Bancaria Europea). Se la variazione passerà, saranno considerati a rischio zero solo i i titoli di Stato con rating A o superiore.

Questa nuova carta sul tavolo cambia, e di molto, la condizione delle banche italiane e della loro esposizione ai Btp - che attualmente ammontano a 400 miliardi di euro.
Al momento, infatti, i titoli di Stato nei portafogli delle banche hanno rischio zero e quindi non è richiesto il versamento di capitale a garanzia per la loro detenzione.
Ma con il nuovo vincolo imposto dall’EBA, i bilanci delle banche italiane potrebbero crollare sotto il peso dei costi di detenzione dei Btp.

Non potendosi permettere di pagare per avere i Btp in portafoglio, le banche dovrebbero vendere di corsa - e con le relative e ingenti perdite - i titoli di Stato italiani, il che potrebbe causare una corsa verso i bond europei più sicuri e allargare ancora di più lo spread Btp Bund.

La soluzione a questo scenario di sell-off dei Btp è un versamento cospicuo per sostenere l’aumento di capitale degli istituti bancari coinvolti.
Lo Stato Italiano non potrebbe permetterselo e la richiesta di aiuto al Meccanismo Europeo di Stabilità (ESM) sarebbe inevitabile. Anche l’Italia cadrebbe nelle mani della Troika, come la Grecia.

Il commissariamento dell’Italia sarebbe la diretta conseguenza del crollo delle banche italiane.

Italia verso il collasso: le conseguenze dell’assenza di sovranità monetaria

Il piano dell’UE per affossare l’Italia ha origini lontane e sfrutta la sottrazione della sovranità monetaria degli Stati membri, l’indipendenza della BCE e al contempo la definizione dei tassi di interesse sul debito pubblico di ciascun Paese attraverso i mercati finanziari.

Il debito pubblico dei Paesi più esposti all’Unione Europea, la BCE e la mancanza di una sovranità sulla moneta creano un’unione di forze capace di pesare sulle singole economie. Intanto, l’UE agisce variando il regolamento sulle banche facendo collassare il sistema bancario e tra lacrime e sangue Bruxelles riesce a prendersi tutto attraverso un commissariamento salvando l’Italia con i soldi che l’Italia stessa ha versato all’ESM e facendo diventare la Troika e l’austerità il pane quotidiano degli italiani ignari (e ignoranti, spesso).

Il “bello” è che della situazione a Bruxelles nessun rappresentante dell’Italia ha fatto nulla, o forse nessuno se ne è ancora accorto.

Articolo liberamente tratto dall’analisi di Guido Crosetto e Marco Zanni su Libero Quotidiano.

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