L’indice italiano viola a ribasso il supporto statico a quota 22.200 punti, ma poi cerca di riprendere quota registrando una barra positiva nella giornata di ieri. Il trend di breve resta comunque negativo.
| Valori | |
|---|---|
| Ultimo prezzo | 21991,5 |
| Variazione | 1,18% |
| Max (52 settimane) | 25477,55 |
| Min (52 settimane) | 14894,44 |
| Indicatori | |
|---|---|
| MM200 | 19.841,22 |
| RSI 14 | 45,35 |
| MACD | -121,37 |
| Performance | |
|---|---|
| 1 settimana | -3,14% |
| 1 mese | -2,48% |
| 3 mesi | +14% |
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Il listino si trova proiettato verso il primo obiettivo ribassista in area 21.000 punti. Il tentativo di recupero della sessione di ieri non è bastato per riportare la quotazione sopra il livello. Ad oggi quindi il trend sembra impostato negativamente. Solo Uun recupero di quota 21.000 punti e successivamente la violazione dell’area a 22.950 potrebbe invertire la tendenza.
Il quadro tecnico di riferimento
Negli ultimi anni l’andamento del FTSEMib40 è stato ciclico, alternando fasi rialziste a momenti di discesa e da marzo 2009, dopo il trend ribassista che ha distinto i due anni precedenti, il listino non sembra più avere una direzione definita di lungo termine.
Il 2019 si è caratterizzato per una crescita costante con alcuni profondi ritracciamenti, ma i dodici mesi sono stati sostanzialmente positivi con il mercato che ha guadagnato il +31,50% circa.
L’inizio del 2020 è partito in salita seguendo la scia dell’anno precedente e registrando un utile fino al 19 febbraio di circa il +7,75% e raggiungendo quota 25.483 punti, area vista solo a settembre del 2008.
Da quella zona di prezzo è poi cambiato il trend, a causa dell’inizio della crisi sanitaria di Covid19, che ha condotto il mercato ad una flessione di oltre il 41% sulla chiusura del 16 marzo 2020. Dal minimo toccato in quella data è poi ripartito in una corsa che è durata fino al 21 luglio 2020 arrivando a 21.133 punti, livello di resistenza e passaggio della media mobile a 200 periodi, che non è però riuscito a sfondare.
Il ritracciamento che ne è derivato ha ingabbiato il listino nella banda di oscillazione laterale nel quale è rimasto intrappolato fino alla violazione ribassista del 27 ottobre 2020 che lo ha portato a toccare area 17.700 punti. Su quel livello si è costruita infine una base di prezzo che ha gli permesso di ripartire in trend positivo fino alla correzione avvenuta l’8 gennaio 2021.
Lo scenario operativo di breve periodo
Il quadro tecnico di breve periodo per il momento appare incerto nonostante la rottura del supporto statico a quota 22.200 avvenuta il 25 gennaio 2021. Il movimento potrebbe condurre il prezzo verso il primo obiettivo short in zona 21.000 punti e il trend sembra indirizzato verso il target.
Un cambio di scenario in ottica long sarebbe possibile solo con la ripresa del livello e il breakout di quota 22.950 punti. In questa caso il prezzo potrebbe invertire la tendenza e avvicinarsi al primo target in zona 24.000 punti.
Attualmente la quotazione si trova sotto la EMA(21), ma sopra la SMA(200), media mobile a 200 periodi che definisce il trend di lungo termine. Il Supertrend si trova in fase negativa, mentre l’oscillatore RSI(14) è in fase neutrale. La volatilità, definita dall’ATR(14), appare invece in leggera ripresa nell’ultima settimana.
Una posizione long avrebbe un significato solo sopra la resistenza statica a quota 22.950 con un entry in zona 23.080. Uno Stop Loss si potrebbe inserire a quota 22.080. Un Primo Target si potrebbe collocare in area 24.000 ed un Secondo Target a 24.600.
Un ingresso short sarebbe plausibile alla rottura a ribasso del supporto statico a quota 21.060, con un entry in zona 20.860. Uno Stop Loss si potrebbe inserire a quota 21.620. Un Primo Target si potrebbe collocare in area 20.200 ed un Secondo Target a 19.680.
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