L’indice viola a ribasso la banda di compressione laterale nella quale era rimasto chiuso nell’ultimo mese. Analizziamo il contesto e lo scenario operativo di breve termine.
| Valori | |
|---|---|
| Ultimo prezzo | 15.216,27 |
| Variazione | +0,58% |
| Max (52 settimane) | 15.790,51 |
| Min (52 settimane) | 11.556,48 |
| Indicatori | |
|---|---|
| MM200 | 14.271,48 |
| RSI 14 | 39,61 |
| MACD | -54,69 |
| Performance | |
|---|---|
| 1 settimana | -4,16% |
| 1 mese | -3,01% |
| 3 mesi | +0,57% |
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Il mercato indietreggia nella seduta di inizio settimana, rompendo short la fase laterale nella quale era ingabbiato dalla metà di giugno 2021. La seduta di ieri non cerca di resistere alla discesa, ma si assesta poco sopra i minimi della seduta precedente, a quota 15.216,27, mostrando una certa indecisione.
Il quadro tecnico di riferimento
Dal 2018 il mercato si è caratterizzato per un andamento ciclico, segnato da momenti di importante crescita e veloci cambi di tendenza, ma sempre all’interno di uno scenario tecnico rialzista di lungo periodo.
Il 2018 è stato un anno di discesa, dove il mercato ha lasciato sul terreno il 23% circa, mentre il 2019 si è distinto per una salita costante, che gli ha permesso di guadagnare intorno al +25% circa.
L’inizio del 2020 è proseguito in linea con l’anno precedente e con un accelerazione partita il 4 febbraio e conclusa con la registrazione del top storico provvisorio in area 13.789 punti nella seduta del 19 febbraio 2020. L’arrivo della crisi sanitaria di Covid19 ha poi fermato la tendenza e ha lasciato spazio ad una correzione di oltre il 40%, sui minimi di chiusura a quota 8.255,65 nella seduta di lunedì 16 marzo 2020.
In quell’area è poi partito il rally di medio periodo che ha distinto il prezzo fino al 21 luglio 2020 e che ha condotto la quotazione a meno di cinque punti percentuali dal record provvisorio del 19 febbraio 2020.
Il ritracciamento che è seguito ha ingabbiato il mercato in una banda di oscillazione laterale, tra un minimo a quota 12.500 ed un massimo in area 13.350. Dopo un ulteriore calo, avviato con la rottura del supporto, che ha fatto perdere il 13,86%, il listino infine ha messo le basi sul minimo in zona 11.500 punti in data 30 ottobre 2020 per la ripartenza della tendenza di breve termine, che è proseguita fino alla metà di giugno 2021. Da quella data il mercato è rimasto intrappolato in una fase laterale a range ristretto durata circa un mese e interrotta solo con la violazione a ribasso del 19 luglio 2021.
Lo scenario operativo di breve periodo
L’indice imposta un trend ribassista con la seduta di lunedì, e la giornata di ieri non mostra alcun segnale di ripresa. La barra di indecisione ribadisce il momento non favorevole del mercato con una possibile violazione anche del supporto statico in zona 15.150 punti. In quel caso il prezzo potrebbe portarsi al test di quota 14.800 punti, ma solo dopo il breakout.
Un cambio di view in ottica long sarebbe possibile invece solo sopra i 15.800 punti, zona che poi proietterebbe la quotazione verso il test di area 16.200 punti.
Attualmente il prezzo si trova sotto la EMA(21), e oltre la SMA(200), media mobile semplice di lungo termine. Il livello del Supertrend è negativo ed inclinato, mentre l’oscillatore RSI(14) si avvicina alla soglia minima di ipervenduto. La volatilità infine, definita dall’ATR(14), è in ripresa.
Una posizione long sarebbe ipotizzabile sopra la resistenza a quota 15.800 punti con un entry in area 15.900. Uno Stop Loss si potrebbe inserire a 15.590. Un Primo Target si potrebbe collocare in area 16.200 ed un Secondo Target a 16.500.
Un ingresso short sarebbe plausibile alla rottura a ribasso del supporto a 14.810 punti con un entry in zona 14.720. Lo Stop Loss si potrebbe collocare a quota 15.190. Un Primo Target si potrebbe inserire in zona 14.410 ed un Secondo Target a 14.110.
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