Chi è Henry John Woodcock? Biografia e indagini del pm del caso Consip

Chi è Henry John Woodcock? Biografia e indagini del magistrato autore di molte inchieste come quella recente sul caso Consip dove è stato anche indagato dalla procura di Roma.

Chi è Henry John Woodcock? Biografia e indagini del noto magistrato autore di molte famose inchieste come quella recente sul caso Consip, dove è stato anche indagato per violazione del segreto d’ufficio dalla procura di Roma.

Da quando è diventato magistrato Henry John Woodcock ha sempre fatto parlare di se dividendo l’opinione pubblica. Le sue indagini infatti, creando molto scalpore, hanno spesso coinvolto personaggi di primo piano del mondo della politica e dello spettacolo.

Dal caso Vip Gate al Savoiagate, passando per Vallettopoli, la P4 e il recente scandalo Consip, Woodcock è stato spesso nell’occhio del ciclone per le sue indagine che hanno riguardato molti personaggi famosi e in vista.

Ultimo spinoso caso è quello relativo alla Consip, dove Henry John Woodcock è stato messo sotto indagine per violazione del segreto d’ufficio dai colleghi della procura di Roma, titolari di un ramo dell’inchiesta.

Vediamo allora chi è Henry John Woodcock, la storia e le indagini di quello che è al momento il magistrato più famoso, oltre che discusso, in Italia viste le sue tante e delicate indagini svolte in carriera.

Chi è Henry John Woodcock? Dagli inizi fino al caso Consip

Henry John Woodcock nasce a Taunton, nel Sud-Ovest dell’Inghilterra, il 23 marzo del 1967. Il padre è un discendente di una nobile famiglia inglese oltre che ex insegnante di lingue all’Accademia Navale di Livorno, la madre invece è italiana.

Dopo la separazione tra i genitori, all’età di 1 anno si trasferisce assieme alla madre a Napoli dove, dopo aver conseguito il diploma al liceo classico Umberto I, porta a termine gli studi in Giurisprudenza.

Nel 1996 quindi diventa magistrato iniziando il suo tirocinio a Napoli dove si forma al fianco di pm del calibro di Arcibaldo Miller e Paola Mastroberardino. La prima nomina di ruolo avviene nel 1999, quando si trasferisce a Potenza.

Proprio qui in Basilicata Henry John Woodcock inizia a far subito parlare di se. La prima inchiesta di grande risonanza nazionale è nel 2002, quando indaga sulle presunte tangenti Inail.

Oltre all’arresto di 20 persone tra cui anche l’allora direttore generale dell’Inail Alberigo Ricciotti, l’inchiesta poi si svilupperà ulteriormente coinvolgendo anche il gruppo Eni-Agip, facendo scattare le manette per altre 17 persone.

Sempre dall’indagine poi nacque anche il famoso Vip Gate dove furono coinvolti molti personaggi famosi della politica e dello spettacolo accusati di associazione per delinquere per turbativa di appalti, estorsione, corruzione, millantato credito e favoreggiamento.

Nelle indagini furoni coinvolti a vario titolo i politici Maurizio Gasparri, Franco Marini, Francesco Storace e Nicola Latorre, non risparmiando anche personalità dello spettacolo come Tony Renis, Anna La Rosa e Cesara Buonamici.

Per competenza territoriale, le indagini passarono dalla Procura di Potenza a quella di Roma dove, una volta che i magistrati capitolino ritennero le accuse inconsistenti, gran parte dell’inchiesta venne archiviata.

Nel 2006 ecco tornare agli onori della cronaca Henry John Woodcock con il caso Somaliagate. Al centro delle indagini c’erano una serie di truffatori, tra cui Massimo Pizza, che estorcevano denaro vantando rapporti con i servizi segreti e organizzazioni internazionali.

Proprio indagando sulla figura di Pizza, Woodcock dette il via al cosiddetto Savoiagate dove venne arrestato niente di meno che Vittorio Emanuele di Savoia, poi scagionato. Per l’accusa attorno al casinò di Campione d’Italia era stata messa in piedi un’associazione a delinquere dedita, oltre al gioco d’azzardo illegale, anche alla corruzione, alla concussione e allo sfruttamento della prostituzione.

Sempre da questo filone d’indagine prese il via Vallettopoli, inizialmente incentrata sulla figura di Salvatore Sottile, allora portavoce del ministro degli Esteri Gianfranco Fini, oltre che sulla showgirl Elisabetta Gregoraci.

L’inchiesta poi si allargò fino a coinvolgere anche il manager dei vip Lele Mora e il fotografo Fabrizio Corona, accusato di estorsione, favoreggiamento della prostituzione e spaccio di droga. A vario titolo anche molti altri vip saranno chiamati a testimoniare in qualità di vittime o complici.

Passato nel 2009 alla procura di Napoli, Henry John Woodcock continuò nelle sue indagini relative a casi scottanti. Nel 2011 partì l’inchiesta sulla P4, con al centro le attività del faccendiere Luigi Bisignani.

L’anno successivo Woodcock collaborò nelle indagini sullo scandalo dei fondi della Lega Nord, che secondo l’accusa sarebbero stati deviati dall’allora tesoriere del partito Francesco Belsito in favore di Umberto Bossi e della sua famiglia.

Il 2013 fu invece l’anno dell’inchiesta riguardante Silvio Berlusconi e la presunta compravendita del senatore Sergio De Gregorio, che dichiarò di avere ricevuto dei soldi dal leader di Forza Italia per passare dalla maggioranza all’opposizione, facendo così di fatto cadere il secondo governo Prodi.

Dopo l’inchiesta nel 2014 sulla Guardia di Finanza, nel 2017 ecco esplodere la vicenda Consip che vede coinvolti, anche qui a vario titolo, il ministro dello Sport Luca Lotti, il comandante generale dei Carabinieri Tullio Del Sette e Tiziano Renzi, padre dell’ex premier e attuale segretario del PD Matteo.

L’inchiesta di Napoli nasce da una presunta corruzione avvenuta nell’assegnazione di alcuni appalti da parte della Consip. Durante le indagini è nato anche un secondo filone relativo a delle presunte rivelazioni di segreto d’ufficio, passato poi alla Procura di Roma per competenza territoriale.

Henry John Woodcock indagato per il caso Consip

La vicenda Consip ha fatto molto parlare di se anche a livello politico. Anche se estraneo ai fatti, il coinvolgimento del fidato Lotti e del papà Tiziano, ha messo molto in difficoltà l’ex premier Matteo Renzi.

Al centro di tutto ci sarebbero delle cimici posizionate dagli investigatori nell’ufficio di Luigi Marroni, l’amministratore delegato di Consip. A seguito di una soffiata, queste sarebbero state trovate e rimosse.

Interrogato sul merito dagli inquirenti, Luigi Marroni avrebbe fatto i nomi di Lotti e di Del Sette tra gli altri come gli spifferatori della presenza delle cimici. Tiziano Renzi invece è indagato per traffico di influenze per l’assegnazione di alcuni appalti da parte della Consip.

Woodcock e la procura di Napoli al momento stanno continuando a indagare soltanto sul filone principale della vicenda, ovvero la corruzione nell’assegnazione da parte della Consip dei bandi di alcuni grossi appalti.

Dopo le tante polemiche su alcune presunte fughe di notizie, il 27 giugno arriva la notizia dell’indagine della Procura di Roma proprio su Henry John Woodcock per il reato di violazione del segreto d’ufficio.

Per l’accusa a dicembre Woodcock avrebbe passato alcuni atti dell’inchiesta al giornale Il Fatto Quotidiano. Oltre al magistrato, anche la compagna e giornalista Rai Federica Sciarelli risulta essere indagata per concorso in rivelazione di segreto, in quanto sarebbe stata il tramite per divulgare le notizie top secret.

A settembre poi ecco l’apertura di un nuovo filone di indagini ai danni di Woodcook, questa volta indagato insieme al maggiore Giampaolo Scafarto per falso sempre per quanto riguarda la vicenda Consip.

A difesa di Woodcook e della sua collega Celeste Carrano sono però arrivate le smentite relative ai fatti da parte di Lucia Musti e Giuseppe Borrelli, rispettivamente Procuratori di Modena e Napoli.

Alla fine comunque la Procura di Roma ha chiesto l’archiviazione sia per Henry Woodcock che per la compagna Federica Sciarelli: le ipotesi di reato dell’inchiesta infatti non avrebbero poi trovato riscontri investigativi.

Vanno avanti quindi le indagini sia per quanto riguarda i personaggi coinvolti nel caso Consip, dove è arrivato il primo patteggiamento dell’ex manager Marco Gasparri, sia verso chi sta conducendo questa inchiesta, per una situazione senza dubbio più che singolare.

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