Ftse Mib, previsioni: settimana di delusioni. Focus su Yellen e banche, a rischio i 17.300 pt

Livio Spadaro

4 Giugno 2016 - 09:00

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Settimana in netto calo per il Ftse Mib viste le svariate delusioni scaturite da eventi e dati macro. Possibili nuove discese, anche sotto i 17.000 punti.

Il Ftse Mib ha chiuso la settimana corrente in calo del -3,8%, riflettendo così tutta la delusione degli investitori. In effetti, i 5 giorni di Borsa non hanno riservato sorprese positive ma anzi, piuttosto cattive. I dati macroeconomici sia italiani che esteri, soprattutto statunitensi, hanno portato nuovi timori tra gli operatori di Borsa riguardo l’andamento dell’economia globale.

Non hanno sorpreso le riunioni dell’Opec e della BCE dato che la prima si è conclusa con un nulla di fatto per l’accordo sul tetto della produzione mentre la seconda non ha portato novità sorprendenti se non un lieve miglioramento delle stime sulla crescita europea.

Tengono ancora in apprensione i dati cinesi che continuano a dare segnali poco incoraggianti visto il PMI manifatturiero Caixin ancora in fase peggiorativa e in contrazione. La prossima settimana saranno da monitorare i dati del gigante asiatico poiché unitamente ai pessimi dati statunitensi potrebbero innervosire ulteriormente i mercati. Sul fronte interno invece, gli aumenti di capitale di Veneto Banca e Banco Popolare sono sotto i riflettori data la sensibilità degli investitori alle ricapitalizzazioni delle banche italiane.

Ftse Mib: settimana si conclude con un -3,8%, troppe delusioni

Si conclude con un -3,8% la settimana borsistica dell’indice Ftse Mib. Il listino milanese non ha retto le numerose delusioni settimanali provenienti sia dal fronte domestico che internazionale.

Gli eventi più attesi della settimana erano la riunione della BCE e quella dell’Opec. La riunione dell’istituto di Francoforte non ha riservato sorprese in generale, ma anzi ha evidenziato l’attuale (e probabilmente futuro) immobilismo della BCE.

Ftse Mib: nulla di fatto da BCE e Opec

L’Eurotower per il momento si è limitata ad alzare le stime su inflazione e crescitaeconomica dell’Eurozona rispetto alla riunione di marzo. Draghi in conferenza stampa ha continuato a difendere le attuali politiche monetarie della BCE, ribadendo la volontà di agire nel caso ve ne fosse bisogno.

I toni usati dal presidente dell’istituto di Francoforte sono stati un po’ meno accomodanti rispetto alle precedenti riunioni, con gli analisti che ritengono improbabile un’azione della BCE prima della riunione di settembre (che comunque potrebbe riservare giusto un’estensione della durata del QE).

I rischi a ribasso continuano ad esserci, ha dichiarato il presidente della BCE, e continuano a minare l’andamento di moderata crescita della zona Euro.

Al nulla di fatto della riunione BCE si è aggiunto quello dell’Opec. Il cartello del petrolio non ha raggiunto un accordo per fissare un tetto della produzione di petrolio, le cui quotazioni ne hanno risentito.

I vari membri dell’organizzazione hanno concordato nel non fissare per il momento un tetto all’output di oro nero, ritenendo che per il momento il mercato si sta riequilibrando da solo.

La ripresa della produzione in Canada e Libia però, porta rischi a ribasso sulle quotazioni di greggio anche se le scorte statunitensi hanno iniziato in parte a svuotarsi pur rimanendo comunque su livelli molto elevati rispetto la scorsa settimana.

Ftse Mib: per analisti rialzo tassi USA improbabile, focus su Yellen

Parlando di Stati Uniti, i pessimi dati sull’occupazione di venerdì hanno definitivamente fatto svanire l’ipotesi di un rialzo dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve per il mese di giugno.

Gli analisti di Barclays credono che i dati USA di venerdì abbiano aumentato le possibilità di una recessione negli States nel breve-medio termine. Per gli esperti della banca inglese un rialzo dei tassi potrebbe avvenire in caso solo nel mese di dicembre.

Gli strategist di Bnp Paribas invece ritengono che l’economia sta mostrando chiari segni di rallentamento, sostenendo la loro view per un non-rialzo dei tassi per il 2016. Gli esperti credono che la Federal Reserve terrà in conto in particolare del brutto dato sui non-farm payrolls.

Più cauti gli analisti di Intesa Sanpaolo che invece sottolineano come lo sciopero di 40.000 dipendenti di Verizon abbia intaccato l’andamento dell’Ism de iservizi. Le probabilità di un rialzo a giugno comunque diminuiscono, sottolineano gli esperti.

Lunedì il presidente della Federal Reserve, Janet Yellen, terrà un discorso che verrà attentamente monitorato dagli operatori. Ci si aspetta infatti che la Yellen commenti i pessimi dati di venerdì, magari dando anche una maggiore indicazione riguardo le prossime strette monetarie dell’istituto centrale.

Ftse Mib: preoccupano sondaggio Icm Brexit e dati macro Cina

Sullo sfondo, rimane sempre il pericolo Brexit visto che in settimana il sondaggio condotto da Icm per il Guardian è risultato a favore per i pro-Brexit.

Lo studio, condotto online, vede un 47% di votanti a favore dell’uscita del Regno Unito dall’UE mentre un 44% è a favore del “remain”. Ancora molto ampio il numero di indecisi che è risultato pari al 13% dei partecipanti al sondaggio.

Oltre alla Brexit, preoccupa l’andamento economico della Cina visti i dati poco confortanti sul settore manifatturiero. L’indice Caixin della manifattura è risultato in contrazione in territorio recessivo (al di sotto di 50) e riaccende i timori per un “atterraggio duro” dell’economia asiatica.

La prossima settimana verranno pubblicati dati molto importanti dall’istituto di statistica cinese (per tutti gli appuntamenti della prossima settimana rimandiamo all’articolo di approfondimento).

Ftse Mib: comparto bancario ancora sotto pressione

Infine, giungiamo alla situazione in Italia. Il dato sul PMI dei servizi è risultato molto negativo visto che ha mostrato una contrazione del settore, impattando così il comparto bancario.

Comparto già appesantito dalla preoccupazione che ruota intorno all’aumento di capitale di Veneto Banca a cui dovrebbe fare seguito l’IPO su Borsa Italiana.

Mercoledì 8 giugno, se arriverà il 6 l’ok dall’UE, partirà l’offerta per la quotazione in Borsa che però non sembra aver attirato l’interesse degli investitori. Il fondo Atlante rimane per ora la pista più percorribile dato che la fase di pre-marketing ha dato ulteriore conferma dello scarso appetito del mercato per questo tipo di operazioni.

Lunedì invece prenderà il via l’aumento di capitale di Banco Popolare che sarà da monitorare attentamente. Lo sconto sul Terp voluto dal management dell’istituto veronese del 29,3% fa pensare a una grande fiducia dei soci per la sottoscrizione dell’aumento. Sarà da valutare se il mercato avrà realmente interesse a partecipare all’ingente ricapitalizzazione richiesta dalla BCE per la futura fusione con BPM.

Ftse Mib: analisi tecnica su base settimanale

Con un quadro della situazione più chiaro, possiamo procedere all’analisi grafica del Ftse Mib. Utilizzando il grafico settimanale, si nota una configurazione grafica ribassista. L’incrocio delle medie mobili è negativa, suggerendo nuovi ribassi per le prossime sedute.

Le bande di Bollinger anche hanno una tendenza all’ingiù, anche se sembrano indicare una fase lievemente laterale seppur tendente al basso. L’indicatore RSI è molto debole visto il movimento al di sotto della zona di neutralità e la tendenza verso l’area di ipervenduto.

Il mancato superamento della media mobile di breve, la resistenza psicologica da superare, non è riuscito. Questo proietta il listino milanese verso il target di 17.300 punti (colore giallo). Nel caso questo livello non dovesse tenere alle pressioni di vendita, il prossimo livello di supporto più forte è quello di 16.750 punti.

Nel caso invece di un rimbalzo sui 17.300 punti, potremmo attenderci una risalita verso la media mobile di breve in area 18.000 punti. Alle condizioni attuali tuttavia, una nuova fase ribassista sembra più probabile.

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