Ftse Mib: rischio discesa verso 17.300 pt: niente di nuovo da OPEC e BCE

Livio Spadaro

03/06/2016

03/06/2016 - 09:00

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Il nulla di fatto della riunione BCE ed OPEC, unitamente alla pressione sul comparto bancario, potrebbero spingere il Ftse Mib verso area 17.300 punti.

Seduta ad alta volatilità per le Borse europee e per il listino principale italiano Ftse Mib. Il presidente della BCE, Mario Draghi, non è riuscito a scaldare gli animi dei mercati finanziari del Vecchio Continente visto l’immobilismo mostrato dalla banca centrale europea.

L’istituto di Francoforte ha lasciato invariate le attuali misure di politica monetaria, come da attese, ed ha ribadito la volontà di agire nel caso ve ne fosse bisogno. Le stime sull’inflazione della BCE sono state riviste in leggero aumento mentre i tassi potrebbero essere tagliati ulteriormente nei prossimi mesi.

Nulla di fatto dalla riunione dell’OPEC di Vienna. Il cartello del petrolio non è riuscito a trovare un accordo sul tetto della produzione di petrolio dato che molti Paesi membri ritengono che l’immobilismo di questi mesi abbia portato in equilibrio le quotazioni di petrolio. I dati macro statunitensi invece hanno deluso le attese, con gli ADP in miglioramento, ma meno delle attese, e le richieste di disoccupazione continua in aumento.

Ftse Mib: nulla di fatto da riunione BCE e OPEC

Giornata volatile per le Borse europee ed il Ftse Mib vista la coincidenza della riunione della BCE sulla politica monetaria e quella dell’OPEC per parlare del tetto alla produzione di petrolio. I

l tutto condito dalla pubblicazione di alcuni dati macroeconomici statunitensi di un certo rilievo. Partendo dal primo evento della giornata, ossia la riunione della BCE, le novità sono sostanzialmente poche.

L’istituto di Francoforte ha reso noto che in questo mese prenderà il via il programma di acquisti di corporate bond investment grade e verrà emessa la prima tranche di Tltro.

Il presidente della BCE, Mario Draghi, in sede di conferenza stampa è tornato a difendere le scelte di politica monetaria degli ultimi mesi, sostenendo che le stesse abbiano aiutato il Vecchio Continente ad arginare il calo dell’inflazione e i rischi di shock a ribasso.

Rischi che permangono, secondo Draghi, soprattutto a causa della debolezza delle economie emergenti. I prezzi del petrolio stanno continuando ad essere monitorati dall’Eurotower vista l’incidenza sull’andamento dell’inflazione. Le stime della BCE sull’inflazione sono state riviste in lieve rialzo anche se lo stesso istituto si attende che la stessa inizi a risalire nel secondo semestre.

Ftse Mib: analisti restano positivi dopo riunione BCE

Gli analisti di Intesa Sanpaolo hanno visto un Draghi lievemente meno accomodante rispetto alle altre occasioni. Gli esperti fanno notare che l’istituto centrale si sta concentrando sulla messa in opera delle misure già annunciate nei mesi scorsi e che attenderà cautamente i nuovi dati macro per valutare l’impatto della politica monetaria.

Gli strategist di Bnp Paribas ritengono che Draghi non abbia portato grandi novità. Tuttavia, gli esperti della banca francese evidenziano gli aspetti positivi della conferenza del presidente BCE e cioè il leggero ottimismo sulla crescita della zona Euro, il focus sull’implementazione delle decisioni già prese negli scorsi mesi e la volontà permanente di agire in caso di bisogno.

Ftse Mib: OPEC non raggiunge accordo su tetto alla produzione

Il sostanziale nulla di fatto della riunione BCE si aggiunge a quello dell’OPEC di oggi di Vienna. Il cartello del petrolio non è riuscito a trovare un accordo sulla fissazione di un tetto alla produzione di petrolio.

I vari membri dell’OPEC ritengono che l’immobilismo degli scorsi mesi abbia aiutato a riportare in equilibrio le quotazioni di oro nero. Il mercato ha infatti agito come da previsioni, riuscendo da solo a riequilibrare i prezzi senza un intervento concreto da parte dell’OPEC, la quale controlla circa un terzo della produzione mondiale di greggio.

L’organizzazione sta notando che l’offerta di petrolio non-OPEC sta diminuendo per via del prolungato periodo di bassi prezzi di oro nero che sta danneggiando quei Paesi che utilizzano metodologie di estrazioni ad alto costo.

Ftse Mib: dati macro USA ancora contrastati

I prezzi del petrolio avevano inizialmente reagito male alle novità arrivate da Vienna, scambiando in territorio negativo per buona parte della seduta Borsistica. Le scorte di petrolio statunitensi, risultate in diminuzione oltre le attese, hanno aiutato il movimento a rialzo dei prezzi del greggio.

I dati macro americani continuano invece ad essere poco incoraggianti visto che le richieste di disoccupazione continua sono risultate in aumento rispetto a precedente ed aspettative. Gli ADP sono invece migliorati anche se meno delle attese, il focus ora passera sulle stime dei non-farm payroll in uscita nel pomeriggio di oggi.

Ftse Mib: analisi tecnica di breve periodo

Il Ftse Mib non ha reagito positivamente alle newsflow di oggi. I titoli bancari sono tornati sotto pressione a causa dell’immobilismo della BCE e dalle poche novità della riunione. Il caso Veneto Banca continua a pesare sul comparto visto anche l’imminente inizio dell’aumento di capitale di Banco Popolare che avverrà ad un prezzo di €2,14 per azione.

Lo spike di ieri che si vede nel grafico proprio all’altezza della media mobile di breve periodo non è un segnale positivo. La media per ora sembra reggere come area di resistenza e l’andamento di ieri del listino milanese lascia pensare ad una prosecuzione del ribasso.

Gli indicatori tecnici segnalano una fase debole dell’indice di Milano, visto che il RSI si muove poco al di sotto dell’area di neutralità mentre l’ADX indica una persistenza della fase negativa anche se con meno intensità.

Per la seduta odierna potremmo attenderci una prosecuzione della fase laterale intorno alla media mobile di breve in area 17.833 punti anche se la tendenza rimane a ribasso.

In teoria l’obiettivo di fondo è l’area di 17.300 punti per le prossime sedute. Da valutare l’impatto dei NFP anche se la pressione sui titoli bancari sembra slegare l’andamento dell’indice milanese rispetto alle altre Borse.

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