Ftse Mib, previsioni: UE in crisi, allarme FMI e Yuan giù. Riprende la discesa?

Si fa sempre più delicata la situazione in Europa dopo l’uscita del Regno Unito dall’UE. Pechino svaluta lo Yuan e i beni rifugio riprendono la salita. Cosa attendersi?

Settimana borsistica di deciso recupero per il Ftse Mib e le Borse europee dopo il rovinoso sell-off scaturito la settimana scorsa all’indomani del referendum nel Regno Unito. La Brexit, come visto, è costata molto cara principalmente ai listini azionari dei Paesi membri dell’Eurozona visto che il Ftse 100 di Londra ha già recuperato totalmente le perdite così come Wall Street.

Gli altri indici europei hanno invece recuperato parzialmente le perdite, lasciando così pensare che il mercato reputi la Brexit più dannosa per i membri UE ed Eurozona che non per lo Uk. In questi giorni tiene banco il dibattito tra le autorità europee e quelle di Londra che hanno iniziato il lungo processo di uscita del Regno Unito dall’UE il quale già incontra enormi difficoltà di accordo nelle fasi preliminari.

Durante la settimana poi sono stati pubblicati importanti dati macroeconomici (preliminari e non) e sono arrivate indicazioni interessanti dalla Commissione Europea per l’Italia. Infine, per Deutsche Bank potrebbe iniziare ad esserci qualche problema visto l’allarme lanciato dal FMI e il mancato passaggio degli stress test della Federal Reserve negli USA.

Ftse Mib riprende fiato dopo lo shock Brexit

Il Ftse Mib questa settimana è riuscito a recuperare parte delle ingenti perdite accumulate nei giorni seguenti al voto sulla Brexit nel Regno Unito. Il listino milanese è riuscito a guadagnare un +3,64% in queste ultime sedute borsistiche alleggerendo così le perdite precedenti.

A piazza Affari continua a registrarsi comunque un’altissima volatilità, come anche nel resto degli indici europei, visto il fragile sentiment degli investitori sul futuro dell’Unione Europea e l’ancora scarsa fiducia nel comparto bancario del Vecchio Continente.

Ftse Mib: FMI avverte del pericolo Deutsche Bank

L’allarme lanciato dal Fondo Monetario Internazionale venerdì non è proprio di buon auspicio nè è servito a rincuorare gli animi. L’organizzazione con sede a Washington ha indicato Deutsche Bank come il fattore di rischio principale del settore finanziario a livello globale, seguita da Hsbc e Credit Suisse (anche Commerzbank fa parte di questa particolare lista).

Deutsche non ha inoltre passato gli stress test della Federal Reserve e, insieme a banco Santander, è stata l’unica di 33 banche a fallire il controllo della banca centrale americana.

Non è un caso che in questi giorni il titolo della banca tedesca ha registrato nuovi minimi assoluti, come d’altronde accaduto anche alle azioni di alcune banche nostrane.

Ftse Mib: Londra e Wall Street recuperano interamente le perdite post-Brexit

Particolarità delle ultime sessioni è che il Ftse 100 di Londra, in barba agli allarmi di recessione per il Regno Unito lanciati da agenzie di rating, case d’affari e di ricerche, ha recuperato completamente le perdite post-Brexit e anzi sovraperformandole.

Inoltre, il titolo di Stato inglese a 10 anni ha toccato i minimi di rendimento di quest’anno, suggerendo così che gli investitori non siano poi così preoccupati per le sorti economiche del Regno Unito dopo l’uscita, per il momento solo sulla carta, dall’UE.

Stessa cosa vale per Wall Street che si sta riportando nuovamente verso i massimi annuali e si segnala anche un discreto recupero per le Borse asiatiche con quella cinese forse tra le meno colpite dall’effetto Brexit a livello globale.

Ftse Mib: Pechino continua a indebolire lo Yuan, possibili nuove svalutazioni

I listini azionari di Pechino non sono stati investiti dalle vendite grazie alla svalutazione dello Yuan da parte della PBoC che potrebbero avere un seguito anche nei prossimi giorni.

Visto l’andamento macroeconomico della Cina, sempre più in rallentamento che trova conferma nel dato sul PMI manifatturiero Caixin che è risultato uguale a 48,6 nel mese di giugno (in contrazione e in fase recessiva il settore), non è improbabile che la banca centrale del gigante asiatico intervenga ancora.

Questo pone seri rischi per l’andamento degli altri indici azionari globali, poco inclini a festeggiare le svalutazioni della moneta cinese poiché visto come un atto di debolezza da parte della seconda economia mondiale (e anche come una partecipazione alle varie guerre valutarie in corso).

Ftse Mib: rialzo dei tassi Fed si allontana verso la fine dell’anno?

A proposito di manovre monetarie, sembra ormai molto improbabile che la Federal Reserve possa agire quest’estate. È più probabile invece che l’istituto centrale americano agisca più in là, magari verso la fine dell’anno, dato che ormai è molto difficile che si possa agire in un contesto di mercato così deteriorato.

Il rafforzamento del Dollaro porterebbe a nuove paure sui mercati già molto nervosi per quanto sta accadendo in Europa, è difficile quindi immaginare una stretta monetaria della Fed anche alla luce dei dati macro usciti in settimana ancora non del tutto convincenti.

Ftse Mib: scenario politico in Europa sempre più instabile

Tornando a parlare del Vecchio Continente, la situazione in Europa si sta facendo sempre più difficile. In Austria verranno ripetute le elezioni politiche che avevano visto un netto ribaltone dell’attuale governo rispetto al partito euroscettico e di ultra destra di Norber Hofer.

In Spagna invece, nonostante la vittoria del partito di Mariano Rajoy, la situazione non è particolarmente serena. Il voto frammentato emerso dalle elezioni iberiche non permette al partito di Rajoy di avere la maggioranza assoluta e bisognerà quindi formare una forza di governo di coalizione il che rende il governo spagnolo non particolarmente stabile vista anche la presenza di forze radicali in Parlamento come Podemos.

In Olanda, secondo un sondaggio elaborato di recente, il 54% degli aventi diritto al voto sarebbe favorevole ad indire un referendum in stile Regno Unito. Nel caso questo accadesse, sempre secondo il sondaggio, il 48% dei votanti sarebbe a favore di un’uscita dall’Unione Europea e dall’Eurozona contro un 43% di “Remain”.

In Italia anche si sta parlando di Europa con da una parte il leader della Lega, Matteo Salvini, che promette un’uscita dall’Euro in caso di salita al governo ed il Movimento 5 Stelle apparentemente favorevole a discutere dell’uscita dell’Italia dalla moneta unica.

Ftse Mib: concessione UE da €150 mld per le banche da valutare

Matteo Renzi invece si è incontrato con la cancelliera tedesca Angela Merkel e il premier francese François Hollande per discutere sul da farsi per il dopo Brexit. Da questi colloqui sembra essere emersa una concessione da parte della Commissione Europea per l’Italia all’aiuto di Stato per le banche italiane in difficoltà per una cifra complessiva di €150 miliardi (cosa che non è stata particolarmente gradita dall’Eurogruppo).

Da valutare i dettagli di tale concessione, dato l’uso della parola “banche solvibili” da parte del portavoce UE che ha annunciato tale misura. Di primo acchitto sembrerebbe che la concessione europea interessi maggiormente gli istituti di credito più in salute mentre quelli più in difficoltà potrebbero andare incontro ad aumenti di capitale volti a risistemare in parte i problemi di bilancio.

Lo scetticismo del mercato sull’argomento è palpabile dato che al momento dell’uscita della notizia e all’indomani di essa i titoli bancari sono inizialmente saliti in maniera robusta salvo poi proseguire nuovamente il percorso a ribasso (anche se non tutti).

Unicredit continua ad essere sotto pressione dopo la nomina ad amministratore delegato di Jean Pierre Mustier. In questo caso sembra che il mercato stia iniziando già a prezzare il sempre più probabile aumento di capitale per una cifra ipotetica compresa tra i €5 e i €7 miliardi.

L’avversione al rischio continua ad esserci dato l’andamento di alcuni beni rifugio come l’Oro e l’Argento e il nuovo calo del cambio Usd/Yen. Ripresa della discesa anche per l’Euro nei confronti del Dollaro americano e rendimenti minimi per i Treasury statunitensi oltre che per il Gilt inglese menzionato in precedenza.

Ftse Mib: analisi tecnica su base daily

Alla luce di quanto esposto, cosa possiamo aspettarci dal Ftse Mib per la prossima settimana? La settimana in arrivo riserverà ancora dati economici importanti, le cui date possono essere trovate nell’articolo di approfondimento, e porterà novità riguardo alle intenzioni europee sul da farsi dopo la Brexit.

Dall’analisi grafica del Ftse Mib su base giornaliera emerge un quadro pesantemente ribassista nel breve, medio e lungo periodo visto l’incrocio in tal senso delle medie mobili.

Il listino milanese è riuscito a trovare un punto di rimbalzo nell’area di 15.000 punti, così come ipotizzato nell’articolo di previsione della scorsa settimana, e ha concluso la sessione settimanale sulla resistenza di colore giallo a quota 16.300 punti.

Se la prossima settimana inizierà con il piede giusto, potremmo assistere ad un allungo del Ftse Mib verso la seconda area di resistenza coincidente con la media mobile a 21 periodi in area 16.800 punti. Di lì, è molto probabile che l’indice di Milano riprenda il percorso iniziale dato che sembra molto improbabile un recupero del robusto sell-off scaturito dalla Brexit.

Il RSI segnala una fase di scarico di ipervenduto riportandosi a valori vicini alla zona di neutralità anche se l’indicatore si sta incurvando nuovamente lasciando pensare ad una ripresa della debolezza. La chiusura del 27 giugno al di sotto della banda inferiore di Bollinger è un segnale negativo che lascia spazio a nuove sedute ribassiste per il Ftse Mib.

Visto il quadro complessivo, non è da escludere un rimbalzo fino all’area di 16.800 punti da cui si ritiene la ripresa della discesa che porterà a ritestare l’area di 16.300 punti.

Nel caso in cui quest’ultima area non venisse superata, i 16.800 punti non sarebbero più alla portata e ci potremmo attendere un nuovo ribasso sui 15.800 punti prima e i 15.000 punti poi (non per forza la prossima settimana).

Al netto di tutto, comunque, la tendenza generale è negativa quindi anche in caso di rialzi è consigliabile sempre di non entrare con grosse quantità sia long che short, vista l’alta volatilità, e nel caso è suggerito l’uso di una minima copertura nell’operatività futura.

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