Ftse Mib: perché è in rialzo anche con il NO?

Il Ftse Mib sorprende tutti, +4,15% nella seduta di ieri. Il NO non spaventa gli operatori che partono con le ricoperture dopo mesi di vendite. Perché tanto ottimismo?

Il listino italiano è il migliore d’Europa nella seduta di ieri. Il Ftse Mib guadagna oltre il 4% chiudendo a quota 17.757,8 punti. Il mercato che da tempo scontava il referendum costituzionale sembra aver reagito in maniera molto ottimistica all’esito del voto. Il rischio politico ricaduto sui titoli bancari in seguito al NO ed alle dimissioni del premier Renzi sembrano non spaventare affatto i mercati. Gli investitori nei mesi scorsi avevano ridotto drasticamente la loro esposizione sull’indice italiano e adesso sembrano esser pronti alle ricoperture.

Tale ottimismo è frutto però della speranza degli operatori circa la costituzione di un immediato governo tecnico che porterebbe stabilità politica, la quale aiuterebbe non poco il piano di salvataggio di banche in difficoltà come Mps.

Ftse Mib: il mercato cerca stabilità

Sessione positiva quella di ieri per il Ftse Mib che dopo vari mesi trova la rottura della resistenza a 17.450. A guidare il mercato sono state soprattutto le ricoperture avvenute in seguito a mesi di pessimismo da parte degli investitori. Il mercato aveva già abbondantemente scontato un esito negativo del referendum e quello che più serviva ora era un cambiamento. Osservando i listini, il cambiamento ricercato dal mercato non era di certo quello che sarebbe arrivato con la vittoria del SI, ma quello politico.

Il timore degli operatori al momento è però quello di una instabilità politica che potrebbe essere risolta con la formazione di un provvisorio governo tecnico. Il favorito al momento per la guida del nuovo Governo sarebbe Pier Carlo Padoan.

La stabilità politica aiuterebbe notevolmente anche il piano di salvataggio di Mps. La banca senese chiude la seduta in segno positivo dopo le voci circolate riguardo un possibile decreto per la ricapitalizzazione precauzionale da parte dello stato. A confermare la prontezza delle autorità in caso si renda necessario un intervento immediato è anche il vice presidente della commissione europea Valdis Dombrovskis, secondo sui le autorità europee sarebbero costantemente in contatto con Roma al fine di mantenere la stabilità delle banche italiane.

Ftse Mib: resistenza rotta, ed ora?

Il Ftse Mib stupisce gli operatori con un allungo sul finale di giornata che porta alla rottura della resistenza posta a quota 17.450 punti. L’indice italiano si trovava all’interno di una fase di trading range dal luglio scorso, i prezzi oscillavano ormai da mesi tra i 16.000 ed i 17.450 punti.

La forza dimostrata ieri è di notevole importanza soprattutto perché arrivata in seguito all’esito negativo del referendum. L’instabilità politica creatasi avrebbe potuto trascinare l’indice ad un nuovo ribasso con la rottura del supporto in area 16.000 punti.

A sostenere l’indice, in particolare nella giornata di lunedì, sono state le medie mobili a 20, 50 e 100 periodi sulle quali l’indice ha effettuato un perfetto rimbalzo. Con la rottura della resistenza è arrivata anche la rottura della trendline di lungo a quota 17.500 punti. Gli acquisti sembrano aver voluto accordare la fiducia che mancava all’indice da diverso tempo.

Al momento però, a giudicare dall’RSI, il Ftse Mib con l’esplosione al rialzo è entrato in una fase di ipercomprato che potrebbe portare alle prime prese di profitto. Di fondamentale importanza in ottica di crescita sarà ora mantenere il traguardo raggiunto al di sopra della resistenza.

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