Forex, yen e la fine del trend rialzista: USD/JPY ed EUR/JPY fanno sul serio

Lo yen archivia con settembre il suo anno rialzista e compie importanti passi verso un deprezzamento sostenuto: dollaro-yen ed euro-yen non più cambi-rifugio?

Lo yen sta vivendo una settimana di svolta. Dopo mesi di continuo apprezzamento sembra, per la prima volta, davvero intenzionato a cambiare rotta e senza l’intervento della Bank of Japan.

Il crollo dei beni rifugio sta coinvolgendo anche la valuta nipponica, con i cambi USD/JPY ed EUR/JPY che di conseguenza virano al rialzo, compiendo passi che non si realizzavano dallo scorso anno.

Il cambio dollaro-yen è passato dalla pericolosa quota 100 verso il 104, il tutto nel giro di una settimana. Anche euro-yen non conosce che rialzo dagli ultimi giorni di settembre e da quota 112 è giunto ormai sopra il 116.

Più che i rialzi in sé sono gli strumenti di analisi tecnica che danno risalto all’importanza di questi giorni, cruciali anche per quanto riguarda la sterlina, a nuovi minimi storici.

In attesa dei Non Farm Payrolls americani di domani vediamo quindi cosa sta accadendo allo yen e verso quali target si stanno dirigendo i cambi dollaro-yen ed euro-yen.

Forex, la rivincita dei cambi USD/JPY ed EUR/JPY: fine del ribasso per il 2016?

Lo yen è vittima del sell off di mercato sui beni rifugio e, come l’oro e l’argento, mette in piedi negli ultimi giorni un’importante svolta nel suo medio/lungo periodo.

Non è così servito un intervento della Bank of Japan, apparsa in ogni caso incapace di prendere in mano la situazione, per alleggerire la valuta nipponica e restituire un po’ di ossigeno all’economia del sol levante.

Ora i cross che coinvolgono lo yen si ritrovano a compiere importanti passi di rottura nei confronti di quello che era l’andamento seguito durante tutto il corso del 2016, preannunciando una chiusura di anno che potrà seguire altri binari.

Il cambio dollaro-yen viene su da nove giorni consecutivi e, come osservabile dal seguente grafico giornaliero, ha rotto al rialzo la media mobile a 100 periodi, tratteggiata in bianco:

L’ultima volta che era avvenuta una rottura di questa intensità era il 2015. Durante tutto il corso di quest’anno, infatti, USD/JPY ne è sempre rimasto al di sotto, segnale di un continuo e persistente trend ribassista.

I minimi crescenti messi in piedi dopo la Brexit davano l’idea di un percorso di recupero, agevolato anche dal muro inscalfibile presente a quota 100, ma nulla lasciava presagire una rottura di questa rilevanza.

Ora il prossimo target sembra essere a quota 104,3, con successivo massimo da eguagliare a 105,4, ma la vera svolta è un possibile cambio di tendenza nel medio periodo.

Eventuali ribassi andrebbero infatti visti come momenti di pausa del trend rialzista, per la prima volta nel 2016. Il supporto a 102,7 e la media mobile a 100 periodi rappresentano i livelli al di sotto dei quali non scendere per non pregiudicare quanto fatto finora, evento che risulta ad oggi in ogni caso improbabile.

Allo stesso modo anche il cambio euro-yen rompe la media mobile a 100 periodi come mai negli ultimi 12 mesi e si dirige verso il livello a 116,9, in rosso nel seguente grafico giornaliero:

Il superamento della resistenza rappresenterebbe un ritorno ai livelli pre-Brexit per EUR/JPY e soprattuto la creazione di un importante livello di supporto alle sue spalle.

Eventuali movimenti di ritracciamento vedono in questo caso a 114,8 il livello al di sotto del quale non tornare, mentre le prospettive di rialzo, al di là della resistenza citata in precedenza, avrebbero davvero enormi margini a loro disposizione.

Solo l’arrivo di Non Farm Payrolls molto al di sotto delle aspettative di mercato potrebbe alimentare nuovi timori e frenare sensibilmente il trend dei cambi che coinvolgono lo yen, destinati altrimenti a proseguire quello che sembra l’inizio di un nuovo movimento ciclico.

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