Forex, svendita di AUD e NZD dopo rialzo tassi USA: quali target per AUD/USD e NZD/USD?

Il dollaro australiano e quello neozelandese vivono entrambi un periodo di forte ribasso: vediamo come l’intervento della Fed sta ridimensionando le quotazioni di AUD e NZD.

Il cambio dollaro australiano-dollaro USA registra nuovi minimi dallo scorso giugno e scende in soli sei giorni da quota 0,750 fino a 0,724, in un veloce percorso di riassestamento verso i livelli di inizio anno.

Il rialzo dei tassi di interesse USA effettuato dalla Fed la scorsa settimana sta avendo un effetto deciso nei confronti delle valute australi, visto il differenziale che ora si è venuto a creare dopo i tagli che hanno visto protagoniste quest’anno la RBA e la RBNZ.

Infatti anche il cambio dollaro neozelandese-dollaro USA segue lo stesso destino e crolla da quota 0,72 fino ai minimi di giornata a 0,691, anche in questo caso abbandonati nei primi giorni di giugno.

Dopo aver visto come il cambio euro-dollaro stia nuovamente tentando un affondo in zona 1,03, concentriamo ora l’attenzione sui possibili target dei ribassi di AUD/USD ed NZD/USD.

Forex, AUD e NZD si piegano al dollaro USA: trend ribassisti destinati a durare?

Il dollaro australiano e quello neozelandese sono stati protagonisti durante il corso del 2016 di ripetuti tagli sui tassi di interesse da parte della Reserve Bank of Australia e della Reserve Bank of New Zeland.

La necessità di offrire sostegno al livello dei prezzi e di non far crescere troppo il valore delle proprie valute, che nella prima parte dell’anno hanno seguito profondi trend rialzisti, hanno portato le banche centrali dei due paesi ad agire all’unisono e a intervenire in maniera diretta sui tassi.

Ora che la Fed ha esaudito le aspettative del mercato e rialzato di 25 punti base i tassi USA, i cambi che coinvolgono le valute australi stanno scontando una differenza che rispetto ad inizio anno è importante e la stanno traducendo in un ribasso altrettanto significativo.

Il cambio dollaro australiano-dollaro USA si ritrova ad aver sorpassato quota 0,733, corrispondete al 50.0 di Fibonacci, e si prepara al prossimo target, come osservabile dal seguente grafico giornaliero:

Il taglio della trendline e il successivo abbattimento del 38.2 hanno spinto AUD/USD fino a superare anche metà del ritracciamento del trend tenuto da inizio anno e lo rivolgono verso il 61.8 e il supporto a 0,715.

Proprio quest’ultimo sembra il principale target del cambio, almeno per questa prima fase della discesa, prima di puntare al successivo obiettivo a 0,702 e ai prezzi minimi di quest’anno.

Per entrambe le banche centrali di Australia e Nuova Zelanda il deprezzamento delle proprie valute è una buona notizia e rimane quindi uno scenario che potrebbe essere percorso a lungo.

La situazione del cambio dollaro neozelandese-dollaro USA è quasi speculare, anche se in questo caso il crollo dopo il taglio della trendline si trova ora ancora impegnato con il test del 50.0 di Fibonacci:

NZD/USD risulta quindi un po’ più resistente rispetto alla valuta australiana e quindi più lontano dai minimi dell’anno e dai prossimi target rilevanti, che lo attendono al 61.8 di Fibonacci, in corrispondenza di quota 0,678, e ai supporti a 0,667 e 0,657.

Il raggiungimento e l’eventuale abbattimento di questi livelli rappresenterebbe un passo verso i successivi in una discesa che, al netto di periodi di pausa, sembra essersi configurata per sfogare al ribasso e riassorbire gran parte, se non del tutto, i trend rialzisti partiti a gennaio.

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