Forex, dollaro: economia USA debole. Credere ai dati o alla Federal Reserve?

Flavia Provenzani

14/05/2015

14/05/2015 - 09:18

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Continua la serie di dati negativi per l’economia degli Stati Uniti, con le vendite al dettaglio che mancano di molto le aspettative. A rischio il rialzo dei tassi?

Essere tori sul dollaro USA nel contesto attuale di mercato non è facile, con il biglietto verde che ha chiuso a livelli minimi mensili contro diverse valute nel forex trading nella giornata di mercoledì.

Ci sono state molte sorprese negative sui recenti dati degli Stati Uniti e i pochi risultati positivi hanno mostrato comunque una debolezza di fondo nell’economia degli Stati Uniti.

Nonostante i Non-Farm payrolls abbiano rimbalzato nel mese di aprile, la crescita delle retribuzioni è stata lenta, che si è tradotta poi in una spesa dei consumatori più debole.

Queste delusioni portano i forex trader a chiedersi se credere di più ai dati o alla Federal Reserve.

La maggior parte dei membri della banca centrale degli Stati Uniti sta ancora dando forza alla possibilità di un rialzo dei tassi di interesse nel 2015; anche chi più notoriamente spinge per una politica più espansiva ripete che la debolezza dei dati statunitensi sia solo transitoria.

La Federal Reserve si aspetta che l’economia guadagni trazione nella seconda metà dell’anno, ma credere e fidarsi del loro atteggiamento positivo sta diventando sempre più difficile, di giorno in giorno.

Secondo l’ultimo report pubblicato mercoledì sul Calendario Economico, la crescita delle vendite al dettaglio ha ristagnato il mese scorso, dopo essere salita dell’1,1% a marzo.

Ancora, se escludiamo gli acquisti di auto, le spese sono aumentate solo dello 0,2% - un dato significativamente inferiore rispetto alla previsione per un aumento dello0,6%.

La spesa dei consumatori nel primo trimestre ha avuto un inizio molto debole ed ha contribuito alla discesa del dollaro, al calo dei rendimenti dei Treasury e all’abbassamento delle aspettative di crescita del PIL del secondo trimestre.

I prezzi all’importazione sono diminuiti per il terzo mese consecutivo dello 0,3%, segno di pressioni inflazionistiche inesistenti.

E’ stato fin dai primi tempi difficile credere che la Fed avrebbe potuto alzare i tassi di interesse nel mese di giugno, contro un più probabile cambiamento di politica monetaria a settembre, ma fino a quando non si vedrà un miglioramento consistente dei dati degli Stati Uniti, il dollaro potrebbe avere difficoltà a trovare acquirenti.

I prezzi alla produzione e le richieste di sussidi di disoccupazione sono in pubblicazione oggi; dopo due letture sottotono consecutive, ci si attende un rialzo.

Segui la pubblicazione sul Calendario Economico di Forexinfo.it alle 14:30 (ora italiana) dei dati degli Stati Uniti:

  • PPI, prezzi di produzione
  • PPI, prezzi di produzione - versione core
  • Richieste di sussidi di disoccupazione

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