Forex, dollaro USA debole: quanto ancora può scendere il biglietto verde?

Hai inizio una nuova fase di debolezza per il dollaro USA dopo le vendite al dettaglio più deboli del previsto. Ma quanto ancora potrà scendere in basso il biglietto verde?

Per la prima volta in 6 giorni di scambi, abbiamo assistito ad una forte debolezza del dollaro USA nel primo pomeriggio di martedì.

Gli investitori avevano bisogno di un motivo per prendere i profitti sulle posizioni long sul dollaro e la pubblicazione dei dati sulle vendite al dettaglio negli Stati Uniti più deboli del previsto ha fornito la scusa perfetta.

La spesa dei consumatori è aumentata per la prima volta in 4 mesi, ma l’aumento dello 0,9% è risultato inferiore alla previsione del mercato dell’1,1%. Escludendo il settore automobilistico e l’acquisto di benzina, la spesa è aumentata solo dello 0,5%.

La spesa potrebbe essere finalmente aumentata ma, dopo tre cali mensili, gli economisti e gli investitori avevano sperato in un risultato molto più forte. La questione ora è se questo influenzerà i piani della Federal Reserve nel rialzare i tassi di interesse.

Il pullback sul dollaro e lo scivolo sui rendimenti dei titoli del Tesoro ci dicono che i partecipanti al mercato stanno prendendo sul serio le vendite al dettaglio di martedì.

Il dollaro è stato colpito anche dal dato sulla fiducia delle piccole imprese, che è sceso bruscamente a marzo mentre i prezzi alla produzione versione core sono leggermente aumentati più del previsto.

Tuttavia, la ripresa della spesa dovrebbe solo rafforzare l’intenzione della Fed di aumentare i tassi di interesse quest’anno. Sono in molti a sostenere che un rialzo dei tassi possa avvenire nel mese di settembre piuttosto che a giugno, e le deboli vendite al dettaglio rafforzano questa opinione.

Con questa prospettiva, il cambio euro dollaro EUR/USD potrebbe testare quota 1.08 e USD/JPY potrebbe scendere a 118.25. Ma ci si aspetta che la correzione del dollaro sia limitata a questi livelli.

Il report sulle vendite al dettaglio non cambierà l’orientamento positivo del mercato nel lungo termine sul dollaro e neanche il rischio di detenere altre valute, come l’euro, la sterlina inglese e il dollaro australiano. Inoltre non elimina il rischio di una Grexit, l’agitazione che potrebbe generarsi dalle elezioni del Regno Unito e la forte possibilità di un taglio dei tassi da parte della Reserve Bank of Australia.

La Federal Reserve potrebbe comunque essere incoraggiata dalla ripresa delle vendite al dettaglio.

Iscriviti alla newsletter Analisi dei Mercati

Condividi questo post:

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.