Forex: ancora giù il dollaro USA dopo gli ordini di beni durevoli

Continua la fase di debolezza del dollaro USA contro le valute forex principali, anche dopo la pubblicazione degli ordini di beni durevoli: positivi i totali, negativa la versione core.

Il dollaro USA rimane in perdita contro le altre valute importanti nel forex trading venerdì, dopo che i dati hanno mostrato che gli ordini di beni durevoli negli Stati Uniti sono saliti più del previsto il mese scorso, mentre gli ordini di beni durevoli versione core sono scesi inaspettatamente.

I dati mostrati sul Calendario Economico hanno mostrato che gli ordini di beni durevoli degli Stati Uniti sono aumentati del 4,0% in marzo, battendo le attese per un aumento dello 0,6%, dopo un calo dell’1,4% del mese precedente.

Gli ordini di beni durevoli versione core, che escludono il settore del trasporto, sono scesi dello 0,2% il mese scorso, deludendo le aspettative per un aumento dello 0,3%. La figura di febbraio è stata rivista per un calo del 1,3%, da un precedente calo stimato dello 0,6%.

L’indice del dollaro statunitense, che misura la forza del biglietto verde contro un paniere ponderato di sei valute principali, è sceso dello 0,24% a 97,20.

Il cambio euro dollaro EUR/USD è salito dello 0,25% a 1,0850, di poco al di sotto del massimo di due settimane e mezzo a 1,0899, colpito precedentemente nella stessa sessione.

La moneta unica si è rafforzata dopo che l’Istituto di ricerca economica Ifo ha riferito che l’indice del clima tra le aziende in Germania è salito ad un massimo 10 mesi a 108.6 nel mese di aprile, da 107,9 di marzo, battendo le attese per un rialzo a 108,4.

La sterlina ha colpito i massimi di un mese, con la coppia GBP/USD su dello 0,66% a 1,5154

Il dollaro USA è scivolato anche contro lo yen, con USD/JPY giù dello 0.23% a quota 119,31, stabile invece contro il franco svizzero, con USD/CHF a 0,9546.

Oggi il presidente della Banca nazionale svizzera, Thomas Jordan, ha avvertito che il franco potrebbe salire a causa dell’incertezza sulla crisi del debito greco e che la banca centrale resta pronta ad intervenire sui mercati delle valute per indebolire ciò che vede come una valuta troppo forte.

Jordan ha riferito che la BNS sta monitorando gli effetti della crisi sul franco e il potenziale impatto sulla Svizzera «molto da vicino.»

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