Forex, GBP/USD: sterlina crolla dopo sondaggi, Brexit in vantaggio

Matteo Bienna

6 Giugno 2016 - 09:38

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Il cambio sterlina-dollaro apre la settimana con un importante gap ribassista dopo gli ultimi sondaggi a favore della Brexit: giù dell’oltre -1% in poche ore. Ritorno a 1,42?

Il cambio sterlina-dollaro è sceso sotto quota 1,44 dopo aver chiuso la scorsa settimana sopra l’1,45, perdendo più del -1% solo nelle prime ore di contrattazione notturne.

L’apertura di ieri sera è stata caratterizzata da un pesante gap ribassista. La sterlina ha infatti subito un forte deprezzamento dopo il recupero di venerdì, avvenuto grazie ai Non Farm Payrolls americani.

Il motivo è da ricercarsi nell’imminente referendum del 23 giugno e nel pericolo di una Brexit che gli ultimi sondaggi danno come sempre più probabile.

Durante questo weekend, infatti, Guardian ha reso noto come il partito a favore della Brexit sia in vantaggio di oltre 3 punti percentuali su quello degli europeisti, in costante calo nelle ultime settimane.

L’uscita dall’Unione Europea da parte del Regno Unito non è quindi solo possibile ma sembra addirittura probabile, e il mercato sconta pesantemente queste informazioni portando giù il valore della sterlina.

Vediamo quindi la situazione del cambio sterlina-dollaro e le sue prospettive per il breve termine anche alla luce di questi ultimi eventi.

Forex, sterlina-dollaro verso un ritorno a 1,42: in arrivo la Brexit?

Il cambio sterlina-dollaro aveva chiuso la scorsa settimana in deciso rialzo, con la valuta americana che ha perso terreno dopo gli ultimi deludenti dati sui NFP di maggio.

L’inerzia, tuttavia, è presto finita. Fin dall’apertura delle ore 23:00 di ieri sera il cambio si è rivolto verso una decisa prosecuzione del trend ribassista iniziato il 26 maggio, aprendo con un gap al ribasso al di sotto di quota 1,45.

Abbiamo già visto come l’andamento della sterlina sia direttamente connesso alle aspettative di una eventuale Brexit, scontando in negativo notizie a suo favore e, allo stesso tempo, guadagnando valore all’arrivo di news che parlano di una permanenza all’interno dell’UE.

L’alta volatilità che sembra destinata ad accompagnare sterlina-dollaro fino al prossimo 23 giugno si è quindi di nuovo manifestata dopo l’ultimo weekend.

Il Guardian ha infatti reso noti gli ultimi dati sui sondaggi per il referendum, che vedono il partito a favore della Brexit al 43%, contro il 40% degli oppositori.

Gli europeisti sono in calo e sembra che i fautori di un’uscita dall’UE non siano solo in vantaggio ma anche in netto e costante aumento nel tempo.

La reazione sul Forex è stata un crollo di sterlina-dollaro dall’1,452 di fine venerdì all’1,435 di questa mattina, prima di ritracciare parte del ribasso all’apertura dei mercati europei, come osservabile dal seguente grafico giornaliero:

Sterlina-dollaro aveva chiuso la scorsa settimana all’altezza della media mobile a 20 periodi e si ritrova ora a lottare con la restistenza rappresentata da quella a 60.

L’abbattimento di quota 1,45 è un importante segnale ribassista che vorrebbe il cambio prossimo al test del successivo supporto di medio periodo, a 1,433, corrispondente anche alla media mobile a 100 periodi.

Il trend ribassista partito a fine maggio dai massimi sopra 1,47 sembra aver vissuto con venerdì solo un momentaneo ritracciamento e non un’inversione, com’era lecito attendersi viste le ultime evoluzioni in casa USA.

Un eventuale abbattimento del supporto a 1,433 potrebbe infatti condurre serlina-dollaro verso un ritorno a quota 1,42 e ai livelli di 2 mesi fa, annullando gli sprint rialzisti tenuti ad aprile e a maggio.

L’oscillatore MACD sembra sostenere questo scenario, essendo ormai prossimo al raggiungimento del range di numeri negativi, proprio come non accadeva da circa due mesi.

L’RSI, allo stesso modo, ha ancora molta strada da percorrere prima di arrivare alla zona di ipervenduto e la sua progressione mostra un costante calo che prosegue da più di due settimane.

La Brexit sembra essere probabile e la concretizzazione di questa possibilità potrebbe condurre la sterlina ad un ribasso sempre più pronunciato da qui al 23 giugno.

Le parole attese per questo pomeriggio della Yellen sembrano riguardare solo parzialmente il cambio sterlina-dollaro, il cui vero market driver sembra provenire dal Regno Unito e da ogni prossimo aggiornamento sulla situazione pro e contro Brexit.

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