Forex, EUR/USD: giù dello 0,98% a 1,1064, il minimo di agosto 2003

Crolla l’euro in attesa della riunione della BCE di giovedì nonostante i dati positivi dell’eurozona. EUR/USD perde quasi l’1% fino ad arrivare a 1,1064, intanto l’indice sul dollaro raggiunge il massimo di 11 anni.

Rally sul dollaro a massimi di 11 anni contro le altre valute importanti nel mercato del forex: crolla l’euro in attesa della riunione della Banca centrale europea di giovedì, dove ci si aspetta l’annuncio di ulteriori dettagli sul piano di quantitative easing.

Il cambio euro dollaro EUR/USD è crollato giù dello 0,98% a 1,1064, il livello più debole da agosto 2003.

L’euro rimane sotto pressione di vendita in vista della riunione della BCE di giovedì, dove il presidente Mario Draghi darà agli investitori ulteriori dettagli sul programma di quantitative easing, che dovrebbe iniziare questo mese.

Il crollo dell’euro è avvenuto nonostante i dati positivi dell’eurozona pubblicati oggi:

  • l’indice PMI dei Servizi dell’eurozona è in aumento a 53,7 per il mese febbraio, da una lettura finale di 52,7 per il mese di gennaio.
  • l’indice delle vendite al dettaglio dell’eurozona è aumentato dell’1.1%, nettamente al di sopra delle aspettative del mercato.

L’indice del dollaro statunitense, che misura la forza del biglietto verde contro un paniere ponderato di sei principali valute, aumenta dello 0,6% ad un massimo di 11 anni a 96.02.

Negli Stati Uniti, l’Institute of Supply Management ha riferito che PMI non-manifatturiero è cresciuto a un ritmo più veloce del previsto a febbraio, aumentando le aspettative di un aumento dei tassi di interesse.
L’indice è salito a 56,9, da 56,7 di gennaio. Gli economisti si aspettavano che l’indice arrivasse solo a 56,5.

Nel corso della giornata, un report ha mostrato che il settore privato degli Stati Uniti ha aggiunto 212.000 posti di lavoro nel mese di febbraio, non all’altezza delle aspettative si un aumento di 220.000 posti.

Gli investitori puntano l’occhio ai Non Farm Payrolls in pubblicazione venerdì per ulteriori indicazioni riguardo lo stato di salute del mondo del lavoro statunitense e per cercare di prevedere quali saranno le prossime mosse si politica monetaria della Fed.

La sterlina va giù, con la coppia GBP/USD in calo dello 0,62% a 1,5266. La sterlina è scivolata dopo che il PMI dei servizi è cresciuto ad un ritmo più lento del previsto nel mese di febbraio.

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