Forex, EUR/USD: euro stabile dopo la caduta a 1.12, persi più di 160 pips

Nel mercato del forex, il cambio euro dollaro è stabile intorno al range 1.2, dopo la brusca caduta della moneta unica di più di 160 pips giovedì. EUR/USD ora è stabile anche dopo i dati di Stati Uniti e Germania.

Stabile il cambio euro dollaro (EUR/USD) nella giornata di venerdì; il cross si mantiene intorno al basso range a 1.12 durante la sessione europea.

L’euro ha subito una brutta caduta giovedì, in risposta agli ordini di beni durevoli degli Stati Uniti migliori del previsto.
Il dato è salito a 2,8%, mentre gli ordini per beni durevoli versione core arrivano allo 0,3%.

Rilascio dati economici - Venerdì
Un venerdì impegnato sul fronte dei rilasci. Nella zona euro, il momento clou di oggi si è avuto con il CPI preliminare della Germania: i mercati erano in attesa di un aumento di tutto rispetto a 0,6%, mente l’economia tedesca stupisce con uno 0.9%.

Gli Stati Uniti hanno pubblicato pochi minuti fa il PIL preliminare per il quarto trimestre del 2014 che supera la stima del 2.1% arrivando al 2.2%.

Il dato sul PIL statunitense rimane comunque inferiore alla stima iniziale al 2,6% nel mese di gennaio. Ancora attesa invece per l’indice delle vendite pendenti di case e per il sentiment dei consumatori UoM, che verranno pubblicati alle ore 16.00.

Era stata una settimana senza incidenti per EUR/USD, fino a giovedì.

L’euro è sceso in picchiata perdendo più di 160 pips a seguito dei forti dati degli Stati Uniti.

Gli ordini di beni durevoli hanno mostrato un ottimo guadagno del 2,8%, battendo facilmente la previsione dell’1,7%. I beni durevoli versione core rompono una serie di quattro versioni in negativo, assestandosi allo 0.3%, rimanendo comunque sotto all’aspettativa di mercato allo 0.6%.

La Grecia alimenta il sentiment negativo sull’euro
La Grecia e i suoi creditori internazionali hanno deciso di estendere l’accordo di salvataggio dopo che il piano delle riforme economiche presentato dalla Grecia è stato accettato martedì. In base a tale accordo, il governo greco ha promesso di continuare con i piani di privatizzazione e di raggiungere gli obiettivi di bilancio.

Tuttavia, l’estensione è una misura tampone e con le forti differenze che peristono tra la Grecia e il resto d’Europa, la crisi salvataggio è tutt’altro che finita. Se la Grecia e la Germania dovessero scontrarsi ancora - sollevando dei dubbi sul fatto che la Grecia possa rimanere nella zona euro - ci sono ampie possibilità di tornare a vedere l’euro perdere terreno.

Fed - a quando il rialzo dei tassi di interesse?
Janet Yellen, presidente della Federal Reserve, ha testimoniato dinanzi alle commissioni del Congresso martedì e mercoledì, ribandendo che sia «improbabile» che la Fed aumenti i tassi di interesse nei prossimi mesi, date le condizioni economiche attuali.

Le sue osservazioni sembrano essere destinate a reprimere la crescente speculazione su un rialzo dei tassi a volte a metà del 2015, che ha contribuito a migliorare le prestazioni del dollaro contro le principali valute rivali. La Yellen ha commentato che la continua crescita economica dovrebbe portare ad un calo del tasso di disoccupazione, ma i salari e l’inflazione devono crescere prima che la Fed possa rialzare i tassi di interesse.

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