Forex, AUD e NZD in ribasso contro il super dollaro: fino a dove arriveranno?

Il dollaro australiano e quello neozelandese sono in costante caduta dal giorno delle elezioni USA e dopo i dati di ieri si rinnovano i loro target ribassisti: vediamo fino a dove.

Il cambio dollaro australiano-dollaro USA è crollato da quota 0,774 fino ai minimi di lunedì a 0,731, prima di tentare un ritracciamento nei due giorni successivi.

Tutte le valute hanno ridimensionato il proprio valore nei confronti del biglietto verde, a cominciare dall’euro, con la sicurezza che il prossimo mese la Fed rialzerà i tassi di interesse.

L’ulteriore sprint messo in piedi durante la giornata di ieri, con i dati sorprendenti sui beni durevoli americani, ha poi provocato un ulteriore shock al mercato, portando cambi come dollaro neozelandese-dollaro USA a corposi movimenti ribassisti.

A differenza di AUD/USD, infatti, il cross neozelandese è stato ieri più sensibile al market mover d’oltre oceano e durante la nottata ha segnato i nuovi minimi post-Trump a 0,696, quando il 9 novembre aveva iniziato la giornata a quota 0,736.

Alla luce anche dei contenuti dei verbali Fed di ieri, vediamo ora la situazione a medio termine per i cambi dollaro australiano-dolllaro USA e dollaro neozelandese-dollaro USA, con nuovi target ribassisti ad attenderli lungo la strada.

Forex, AUD/USD e NZD/USD proseguono il ribasso: durerà ancora molto?

Con l’indice spot del dollaro che segna nuovi record a quota 102 è inevitabile che la valuta più influente del mondo guadagni terreno nei confronti di tutte le altre.

In particolare nei confronti di valute come il dollaro australiano e quello neozelandese, a loro volta correlate positivamente all’andamento dei metalli preziosi, beni rifugio devastati dalla folle corsa del biglietto verde.

La Fed rialzerà i tassi di interesse nella riunione di dicembre e la sicurezza che ciò avverrà sta preventivamente portando il mercato a scontare l’evento.

Il cambio AUD/USD si ritrova così nuovamente proiettato al ribasso dopo il tentativo di ritracciamento di inizio settimana, come osservabile dal seguente grafico giornaliero:

La giornata di ieri ha tenuto la quotazione al di sotto della resistenza a 0,741, ora primo livello di interesse nell’eventuale ottica di un rialzo.

L’inerzia è tuttavia ampiamente ribassista e anzi, gli ultimi giorni di pausa hanno consentito una leggera ripresa dell’indicatore RSI al di sopra del livello di ipervenduto, correzione funzionale ad una ripresa del movimento dominante.

I primi target ribassisti sono quindi il ritorno al di sotto del livello 0,738 e il raggiungimento dei minimi di inizio settimana a 0,731. A quel punto sarà cruciale il test del supporto a 0,727, importante livello di sostegno nel mese di giugno.

Un abbattimento di quest’ultimo sarebbe la premessa ideale per il raggiungimento del target principale di medio periodo a 0,714, così da chiudere la figura ciclica iniziata a maggio.

Il cambio dollaro neozelandese-dollaro USA è invece già tornato sui livelli di minimo degli ultimi quattro mesi dopo il movimento di ieri, come osservabile dal seguente grafico D1:

Il supporto a 0,696 ha momentaneamente allontanato la quotazione ma rimane il primo importante obiettivo ribassista, al di là del quale il cambio è atteso da una fascia di massimi/minimi compresa tra 0,689 e 0,696, dove si deciderà il futuro del cross.

Il ribasso potrebbe infatti interrompersi qua o, in caso di abbattimento del livello sottostante, dirigersi verso il target più distante a 0,667, così da completare allo stesso modo di AUD/USD la figura di rialzo iniziata a maggio, ora che il dollaro USA ha ripreso vigore.

L’oscillatore MACD, nuovamente in direzione dei minimi annuali, rende chiara l’inerzia di NZD/USD, il cui test della prossima area sarà cruciale per la fine del suo 2016.

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