Febbre del Nilo: nuovi casi in Lombardia. Potenziata la lotta alle zanzare

La febbre del Nilo continua a far paura in Italia, soprattutto per la crescita dei casi di contagio in Lombardia, dove i sindaci potenziano la lotta alle zanzare.

Febbre del Nilo: nuovi casi in Lombardia. Potenziata la lotta alle zanzare

La febbre del Nilo continua a far paura in Italia e crescono i contagi tra i cittadini della Regione Lombardia, dove la lotta alle zanzare sembra essere sempre più serrata. A parlare della malattia è Giulio Gallera, assessore al Welfare della Regione Lombardia, che spiega la situazione dopo l’incremento di questa malattia in alcuni comuni italiani.

Alcuni casi sospetti sono stati infatti registrati in provincia di Como, l’ultimo a Carugo, dove un anziano di 71 anni è stato ricoverato dopo aver presentato sintomi molto simili a quelli della West Nile. I medici e le autorità rassicurano che non ci sono rischi di contagio diffuso, ma che i comuni devono attivare delle opere di prevenzione e di informazione per i cittadini.
I sintomi della febbre del Nilo sono infatti molti simili a quelli di una normale influenza e nella maggior parte dei casi la persona non ha neanche sintomi di alcun genere.

Il 20% dei casi, come viene spiegato anche dal sito del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell’Istituto superiore di sanità presenta invece sintomi leggeri quali: febbre, nausea, vomito e mal di testa che possono durare un paio di giorni. Una serie di sintomi che risultano molto simili a quelli di una banale influenza.
Sintomi gravi si presentano invece solo nell’1% dei casi (1 ogni 150) e possono portare a convulsioni, paralisi e coma nel peggiore dei casi. Solo un caso su 1000 invece ha invece effetti neurologici permanenti, ma si tratta solitamente di persone molto debilitate.

La Regione ha però deciso di combattere le zanzare per riuscire a risolvere il problema dalla radice, dal momento che il virus può essere trasmesso solo per la puntura dell’insetto e non tramite il contagio da persone che sono state infettate.
Gallera ha spiegato il modo di agire al presentarsi di casi sospetti:

Al verificarsi di un caso umano anche sospetto di West Nile o di altra patologia trasmessa da zanzare viene attivata l’inchiesta epidemiologica per acquisire informazioni precise relativamente alla zona di esposizione. È importante arrivare ad una diagnosi certa del virus inviando i campioni ai laboratori di riferimento il San Matteo Pavia e l’ASST FBF-Sacco Milano.

Dopo l’arrivo di questi dati si passa ad effettuare dei processi di disinfestazione della zona interessata dal contagio. Dopo questa opera di “bonifica” si passa a vedere gli effetti dell’operazione da parte dei Dipartimenti di Igiene e Prevenzione Sanitaria e Veterinario

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