Euroscettici, tutti contro l’Europa: Catalogna guarda con attenzione alla Brexit

Il presidente della Catalogna si esprime all’avvicinarsi del referendum inglese per la Brexit, rivendicando interesse e attenzione anche per la comunità indipendentista spagnola.

Il presidente della Catalogna Puigdemont si è espresso con la CNBC riguardo l’ormai prossimo referendum per la Brexit.

Nel pieno rispetto della volontà che verrà manifestata dagli inglesi, il leader della comunità indipendentista spagnola ha sfruttato l’occasione per esprimersi riguardo le analogie e le differenze tra le due situazioni.

In un periodo di grande difficoltà per l’Unione Europea, con le nuove evoluzioni del caso Grecia, continuano quindi ad incedere su più fronte gli euroscettici.

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L’ormai prossimo referendum inglese sulla Brexit sarà attentamente seguito dalla regione spagnola della Catalogna, secondo le parole del suo presidente.

L’interesse è di percepire ogni tipo di reazione legata alla vicenda e di declinare la situazione del Regno Unito nei termini di interesse della Catalogna e delle sue ambizioni indipendentiste.

“Il popolo britannico ha il diritto di decidere se vogliono continuare a far parte della Comunità Europea. ”

Le parole di rispetto e di sostegno alla Brexit pronunciate da Carles Puigdemont alla CNBC si sono accompagnate anche ad altri pensieri rivolti alla situazione interna.

In particolare ha espresso il disappunto per il paradosso descritto dal comportamento dell’Unione Europea, la quale sembra mostrare ogni tipo di sforzo per far restare al suo interno il Regno Unito, quando allo stesso tempo minaccia la Catalogna di mandarla via dall’UE se si dovesse dichiarare indipendente.

Puigdemont ha succeduto Artur Mas a gennaio nella presidenza della Catalogna, la storica regione nel nord-est della Spagna da sempre fautrice di indipendentismo.

Le voci politiche interne alla regione, seppur tutte favorevoli ad una indipendenza sostenibile e pacifica dalla Spagna, sono divise riguardo la soluzione che si dovrebbe optare nei confronti dell’Unione Europea.

Il gruppo “Junta pel Si”, ovvero “Uniti per il Si”, raccoglie esponenti del centro-destra e del centro sinistra e si esprime a favore di una permanenza della regione nell’UE. Al contrario altre voci politiche dell’estrema sinistra sostengono il contrario.

Fin dal suo insediamento, il presidente Carles Puigdemont ha portato avanti il programma di indipendenza della Catalogna, attirando verso di se l’ostilità delle altre zone della Spagna, in particolare dal governo di Madrid e dal primo ministro Mariano Rajoy, che l’ha definita una “provocazione”.

Dal canto suo l’Unione Europea ha affermato di non offrire alcun tipo di garanzia sulla permanenza di una Catalogna indipendente al suo interno, al fine di non incoraggiare ulteriori movimenti indipendentisti altrove.

Puigdemont ha inoltre affermato:

“Non conosco la situazione interna al Regno Unito e le conseguenze che la Brexit potrebbe causare loro. Ma immagino che la notizia creerebbe non pochi problemi all’Unione Europea, che vedrebbe nell’abbandono del Regno Unito una grossa perdita. Ma è giusto rispettare la volontà dei cittadini inglesi e trovare gli accordi migliori nel rispetto delle intenzioni di tutti. ”

Il referendum per la Brexit è previsto per il prossimo 23 giugno, appena tre giorni prima delle elezioni nazionali in Spagna, con la situazione politica spagnola che vedrebbe tornare di estrema attualità le volontà indipendentiste della Catalogna, anche se con poche speranze all’orizzonte:

“La mia impressione è che tutto rimarrà uguale. Anche se ci dovesse essere un nuovo governo, la sensazione è che si continuerà a non trovare nessuna soluzione per la Catalogna. Sembra che manchi la volontà di portare avanti la questione.”

Fonte: CNBC

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