Eur/Usd rompe la resistenza e allunga

Ufficio Studi Money.it

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L’euro accelera e rompe il livello di resistenza in area 1,22 riprendendo il trend di breve periodo. Analizziamo il contesto operativo e l’impostazione tecnica di medio termine.

Valori
Ultimo prezzo 1,2222
Variazione +0,53%
Max (52 settimane) 1,2325
Min (52 settimane) 1,0899
Indicatori
MM200 1,1958
RSI 14 65,52
MACD 0,0007
Performance
1 settimana +0,68%
1 mese +0,98%
3 mesi +1,0%

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La moneta del Vecchio Continente riprende le energie contro il biglietto verde e rompe l’area statica che non aveva ancora testato. Il trend positivo quindi riparte, lasciandosi alle spalle il movimento short avviato il 7 gennaio 2021 e terminato sulla base di consolidamento in zona 1,17. Importante la tenuta del prezzo attuale, per non vedere la tendenza ritornare nella fase laterale, che ha caratterizzato l’ultima settimana di mercato.

Il quadro tecnico di riferimento

Il quadro tecnico di medio periodo risulta positivo per la moneta unica che, dopo il breakout della trendline di lungo termine, sembra uscita dalla fase di deprezzamento partita nel 2008.

Il 2018 e il 2019 sono stati anni di svalutazione per l’euro, che non ha mai trovato le energie per una ripresa. La base di consolidamento, che si è venuta a formare tra l’inizio di aprile 2020 e la fine di maggio 2020, ha invece avviato un cambio di direzione della tendenza. Durante il periodo di crisi sanitaria da Covid19 l’euro ha beneficiato della debolezza del dollaro ed ha avviato una rimonta di parte dei punti persi.

Con la barra del 28 maggio 2020 si è quindi definita la violazione della fase di compressione ed è partito il rally che ha guidato l’euro fino alla rottura della trendline di lungo periodo e al test della resistenza statica in area 1,19, toccata durante i mesi estivi.

Tra l’inizio di agosto e la fine di settembre 2020 la major è poi rimasta ingabbiata nella banda di oscillazione laterale, tra un minimo a quota 1,750 e un massimo in area 1,19. Da quella fase è uscita solo dopo il breakout provvisorio del minimo della banda laterale con una candela di allungo ribassista registrata il 22 settembre.

Da quel momento il trend si è fatto incerto ed ha perso direzionalità alternando fasi di breve salita a repentini ritracciamenti. Il cambio è arrivato infine a testare due volte il supporto in zona 1,1625, livello di passaggio anche della trendline dinamica di lungo periodo, per poi ripartire in una corsa che ha distinto la tendenza fino al 6 gennaio 2021.

Da quella data è infine partita un nuova inversione che ha condotto il prezzo alla base di consolidamento in area 1,1710. Da quel livello è infine partito un rimbalzo che dura fino ad oggi.

Lo scenario operativo di breve periodo

L’euro accelera e rompe la resistenza a quota 1,22, primo ostacolo rialzista. In caso di prosecuzione del trend di breve periodo il prossimo obiettivo si potrebbe collocare in area 1,2350. Un cambio di tendenza in ottica ribassista, con una rivalutazione del biglietto verde, si potrebbe pensare sotto la zona dell’1,2044.

Attualmente il prezzo si trova sopra la EMA(21), media mobile esponenziale di breve periodo e la media mobile semplice a 200 periodi, la SMA(200). L’indicatore Supertrend è positivo, mentre la volatilità, rappresentata dall’ATR(14), si trova in linea con i valori espressi nell’ultima settimana L’RSI(14) infine si presenta in zona neutrale, ma in crescita.

Un posizione a rialzo sarebbe plausibile solo sopra il massimo della barra di ieri a quota 1,2234 con un entry in zona 1,2250. Uno Stop Loss si potrebbe posizionare in area 1,2140. Il Primo Target si potrebbe collocare a 1,2350 mentre il Secondo Target a quota 1,2450.

Una posizione short sarebbe plausibile alla rottura del supporto in area 1,2050 con un entry a quota 1,2032. Uno Stop Loss si potrebbe collocare in zona 1,2120. Il Primo Target si potrebbe inserire a 1,19 mentre il Secondo Target in area 1,1830.

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