Eur/Usd al test della trendline di medio termine

Ufficio Studi Money.it

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L’euro lascia spazio alla ripresa del biglietto verde che continua a rafforzarsi. Studiamo il movimento della major e l’impostazione tecnica di breve termine.

Valori
Ultimo prezzo 1,1995
Variazione -1,0%
Max (52 settimane) 1,2325
Min (52 settimane) 1,1175
Indicatori
MM200 1,1993
RSI 14 35,007
MACD -0,0023
Performance
1 settimana -1,44%
1 mese -1,29%
3 mesi -0,77%

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La moneta unica arretra e conferma il momento di debolezza avviato il 26 maggio. La Major si porta quindi alla prova del supporto dinamico a quota 1,1990 sostenuta dal passaggio della SMA(200), media mobile di lungo termine e dal livello statico. Importante la tenuta della zona di prezzo per non vedere un ulteriore discesa del cambio.

Il quadro tecnico di riferimento

Il contesto tecnico di medio termine risulta ancora positivo per l’euro che, dopo la violazione della trendline di lungo periodo, rimane fuori dalla fase di deprezzamento.

Il 2018 e il 2019 sono stati anni di svalutazione per la moneta dell’eurozona, che non ha mai trovato le energie per una ripresa. La base di consolidamento, che si è venuta a formare tra l’inizio di aprile 2020 e la fine di maggio 2020, ha invece avviato un’inversione della tendenza. Durante il periodo di pandemia da Covid19 l’euro ha beneficiato della debolezza del dollaro ed ha avviato una ripresa di parte dei punti persi.

Con la barra del 28 maggio 2020 si è quindi definita la rottura della fase di compressione ed è partita la corsa che ha guidato l’euro fino rottura della trendline di lungo periodo e al test della resistenza statica in area 1,19, toccata durante i mesi estivi.

Tra l’inizio di agosto e la fine di settembre 2020 la major è poi rimasta ingabbiata nella banda di oscillazione laterale, tra un minimo a quota 1,750 e un massimo in area 1,19. Da quella fase è uscita solo dopo il breakout provvisorio del minimo della zona laterale con una candela di allungo ribassista registrata il 22 settembre.

Da quel momento il trend si è fatto incerto ed ha perso direzionalità alternando fasi di breve salita a repentini ritracciamenti. Il cambio è arrivato infine a testare due volte il supporto in zona 1,1625, livello di passaggio anche della trendline dinamica di lungo periodo, per poi ripartire in una corsa che ha distinto la tendenza fino al 6 gennaio 2021.

In quella fase si è infine avviata un nuova inversione che ha condotto il prezzo alla base di consolidamento in area 1,1710, area da cui è nato un rimbalzo che ha distinto la tendenza fino ad oggi.

Lo scenario operativo di breve periodo

L’euro perde terreno e continua la progressiva discesa impostata a fine maggio 2021. Ad oggi la moneta unica non sembra avere le forze per contrastare il vigore del dollaro, anche se questi ritracciamenti così profondi più volte sono stati anticipatori di una ripartenza del movimento nel corso dell’ultimo anno. Un cambio di tendenza in ottica long, però si potrebbe pensare solo sopra la zona dei 1,2170.

Ad oggi il prezzo si trova sotto la EMA(21), media mobile esponenziale di breve periodo e all’incrocio della media mobile semplice a 200 periodi, la SMA(200). L’indicatore Supertrend è negativo, mentre la volatilità, rappresentata dall’ATR(14), si trova in leggera crescita negli ultimi giorni. L’RSI(14) infine si avvia verso la fase di ipervenduto.

Una posizione a rialzo sarebbe plausibile solo sopra la resistenza a quota 1,2172 con un entry in zona 1,22. Uno Stop Loss si potrebbe posizionare in area 1,2122. Il Primo Target si potrebbe collocare a 1,2260 mentre il Secondo Target a quota 1,2340.

Una posizione short sarebbe ipotizzabile alla rottura del supporto in area 1,19 con un entry a quota 1,1880. Uno Stop Loss si potrebbe collocare in zona 1,1990. Il Primo Target si potrebbe inserire a 1,1730 mentre il Secondo Target in area 1,16.

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