Criptovalute e blockchain alla Link University di Roma

La tecnologia blockchain invaderà ogni ambito della società, con riverberi straordinari sull’economia globale. Ecco perché è diventata argomento di studi alla Link Campus University di Roma

Criptovalute e blockchain alla Link University di Roma

Le grandi crisi generano l’esigenza di creare monete diverse da quelle che hanno corso legale. Monete accettate su base volontaria. Nel mondo esistono 6 mila tipi di monete alternative, e il Bitcoin ha finito per generare un mezzo di pagamento alternativo assimilabile a una moneta.

La blockchain è una tecnologia pervasiva, diventata famosa proprio grazie al Bitcoin ma capace di andare ben oltre. Rivoluzionerà ogni ambito della nostra vita: musica, settore energetico, burocrazia. È stata definita «il nuovo internet», perché è un registro di transazioni con possibilità di verifica ad ogni passaggio.

Ma sono ancora pochi gli esperti di questa tecnologia, che avrà grande impatto soprattutto sul settore finanziario. La lacuna è stata colmata dalla Link Campus University di Roma, che a partire dal 2019 inaugurerà il master in Blockchain ed Economia delle criptovalute, primo corso post laurea dedicato al settore in Europa.

Criptovalute, blockchain e primo master in Europa alla Link Universiry di Roma

La moneta che usiamo è detta moneta flat, o moneta a corso legale. Vuol dire mezzo di pagamento non coperto da riserve (per esempio riserve di oro o argento), e quindi privo di valore intrinseco.

La moneta attuale è moneta fiduciaria e possiede un valore perché esiste un’autorità statale che la garantisce. La stabilità della moneta legale è garantita dal controllo sull’emissione esercitato dalle banche centrali, per controllare gli effetti inflattivi dell’emissione in funzione dello sviluppo del Paese.

Infine il suo riconoscimento come strumento di pagamento è riconosciuto dalla legge. In periodo di crisi o di intensa evoluzione dell’economia nasce l’esigenza di utilizzare monete diverse da quelle a corso legale, per rispondere a una serie di problemi come la gestione sbagliata da parte delle banche centrali, l’alta inflazione, una carenza di liquidità, guerre o il crollo del potere d’acquisto.

Sistemi indipendenti di valuta alternativa sono stati creati molte volte. Lo WIR creato in Svizzera in aiuto alle piccole imprese durante la crisi di Wall Street del 1929, il Toreke nato in Belgio per finanziare progetti ambientali e sociali. Oggi in Italia si è diffuso lo Scec, che ha la funzione di contribuire all’economia locale e rafforzare il senso di comunità.

Cooperazione e indipendenza dal potere d’acquisto in euro lo rendono accessibile ai gruppi sociali più svantaggiati, contribuendo alla riduzione della povertà e dell’emarginazione sociale.
A Milano c’è il Lombard, promosso da diverse istituzioni, in Sicilia il Turi, a Napoli il Napo, in Sardegna il Sardex e a Brescia, da 17 anni, il BexB, un progetto che accomuna 2700 imprese italiane.

Dopo lo scoppio della crisi economica del 2007 innescata dai mutui subprime e il crollo di Lehman Brothers, oltre alle monete citate ha visto la luce un altro mezzo di pagamento alternativo assimilabile a una moneta, crescendo con rapidità e diffondendosi a livello mondiale: il Bitcoin. Tale protocollo oltre a essere un sistema di pagamento è un’idea rivoluzionaria di grande potenzialità, uno strumento utile e utilizzabile in molti ambiti, una soluzione a molti problemi contingenti.

Nell’agosto del 2008 fu registrato il nome del dominio bitcoin.org e nell’ottobre dello stesso anno fu pubblicato il documento dal titolo “Bitcoin P2P e cash paper”, in cui si presentava al pubblico questa nuova criptovaluta. A novembre venne registrato il progetto Bitcoin su SourceForge.net e l’autore si firmò con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto. In giapponese “Satoshi” significa “un pensiero chiaro, veloce e saggio”. “Naka” significa “medium o relazione”, “Moto” può significare “origine” o “fondamento”.

Resta comunque ignoto se dietro lo pseudonimo ci sia una sola persona o un gruppo di persone. Il Bitcoin opera al’interno delle regole del protocollo e si basa sull’idea di scarsità unitamente a un’offerta di moneta che deve essere fissa e dichiarata anticipatamente. La produzione di Bitcoin è definita da un algoritmo a rendimenti marginali decrescenti nel tempo.

Il totale della crypto tende al limite di 21 milioni. La disponibilità di monete cresce con serie geometrica ogni 4 anni. Ad oggi è stata generata una quantità di Bitcoin pari all’82,2%. Gli scambi tramite protocollo Bitcoin avvengono da portafoglio a portafoglio. Ad ogni transazione il computer trasmette ai nodi più vicini (peer) la notizia. A transazione avvenuta ogni nodo (peer) effettua 20 controlli per verificare che la transazione è valida.

Un “miner” o “minatore”, che è un nodo (peer) della rete, raccoglie le informazioni e le organizza in blocchi. Oggi, il mining è diventato redditizio solo per chi investe in una piattaforma hardware e software specializzata. Un blocco contiene 2 o trecento operazioni. Il miner trasmette il blocco alla rete e ogni utente ne verificherà la validità aggiungendolo alla copia locale della Blockchain, che è un registro pubblico delle transazioni in Bitcoin. La blockchain riporta in ogni momento tutti i movimenti tra portafogli fin dalla nascita del Bitcoin.

Quest’ultima tecnologia è infatti un registro unico e condiviso fra tutti gli utenti, rivestendo un ruolo centrale nel garantire la trasparenza, la sicurezza e la non falsificabilità dei pagamenti. Incorpora l’archivio storico di tutte le transazioni in Bitcoin, associando le transazioni ai rispettivi utenti che le hanno eseguite. Questo sistema garantisce scambi molto sicuri, trasparenti ed efficienti. Il Bitcoin è quotato sui New Liberty Standards dal 2009, al tasso di cambio con il dollaro USA di 1,309.03 Bitcoin per dollaro.

La prima grande piazza per lo scambio di Bitcoin, Mt.Gox, venne fondata il 17 luglio 2010 da Jed McCaleb25. Il cambio in quella data era 0,08 $ per Bitcoin. La blockchain, che potremmo tradurre come ’catena di blocchi’, è una tecnologia complessa e pervasiva, diventata famosa con i Bitcoin ma capace di rivoluzionare ogni aspetto della nostra quotidianità.

Bitcoin e blockchain determinerebbero l’abolizione degli intermediari - le banche, che aumentano i costi di transazione - permettendo lo svolgimento di operazioni criptate completamente anonime e archiviando tutte le transazioni in un registro pubblico distribuito in rete.

Idealismo? Finalismo utopico? La risposta finora è stata che le grandi banche d’affari si sono unite in un progetto della svizzera UBS per creare una nuova forma di denaro digitale. Blockchain e criptovalute vanno verso un futuro ormai prossimo in cui “ICO, Smart Contract e start-up legate al Fintech domineranno il mercato del lavoro” (Scenari Economici).

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