Cina: import e export deludono ancora, pesa la domanda interna

In Cina la bilancia commerciale delude ancora, importazioni in calo da 21 mesi consecutivi. Pesa la domanda interna debole.

Le importazioni e le esportazioni della Cina sono scese oltre il consensus degli analisti per il mese di giugno, peggiorando l’inizio già scoraggiante del terzo trimestre, sulla scia dell’indebolimento della domanda alimentato dalla Brexit - la decisione del Regno Unito di abbandonare l’Unione Europea.

L’import è sceso del 12,5 per cento rispetto all’anno precedente, la discesa più grande da febbraio, mostrando incertezza sulla domanda interna nonostante la raffica di misure per stimolare la crescita economica.
L’impegno del governo di ridurre l’eccesso di produzione potrebbe tradursi in un altro colpo per la domanda nei prossimi trimestri.

Le esportazioni sono diminuite del 4,4 per cento su base annua, come riferito dalla General Administration of Customs, che si aspetta che la pressione sulle spedizioni inizierà a diminuire dal mese di ottobre.

Il risultato è un surplus commerciale di $52.31 miliardi a luglio, il miglior risultato da gennaio, contro i $48.11 miliardi segnati a giugno.

Le importazioni della Cina sono in calo da ormai 21 mesi consecutivi, mentre le esportazioni sono diminuite 12 mesi su 13 mesi, contribuendo a trascinare la crescita economica della seconda economia più potente al mondo al ritmo più lento degli ultimi 25 anni.

«I segni di miglioramento dell’attività produttiva tra i principali partner commerciali della Cina fino ad oggi non sono riusciti a sostenere le esportazioni»,

scrive l’economista di Capital Economics Julian Evans-Pritchard in una nota.

«La crescita delle esportazioni del paese è destinata a rimanere sottotono per qualche tempo».

Il consensus del mercato aveva già previsto che la bilancia commerciale cinese sarebbe rimasta debole, ma si attendevano alcuni segnali di ripresa con le fabbriche in via di preparazione per la fine dell’ano, la stagione di punta per lo shopping.

Per le esportazioni di luglio ci si attendeva una discesa del 3,0 per cento, contro il calo del 4,8 per cento nel mese di giugno, mentre per le importazioni era previsto un calo del 7,0 per cento, contro il risultato di giugno a -8,4 per cento.
Le esportazioni cinesi deludono nonostante la resilienza delle spedizioni di acciaio e di prodotti petroliferi.

Le esportazioni verso gli Stati Uniti - il primo mercato per la Cina - sono scese del 2,0 per cento a luglio, mentre le spedizioni verso l’Unione Europea - il secondo mercato più grande per l’attività commerciale cinese - sono scese del 3,2 per cento.
Nonostante il calo delle esportazioni verso l’UE in realtà sia migliorato da giugno, gli economisti si aspettano che la Brexit possa pesare ulteriormente sull’export della Cina verso l’Europa nei prossimi mesi.

Sul fronte dell’import, le importazioni dagli Stati Uniti sono scese del 23,2 per cento nel mese di luglio su base annua, a fronte di un calo del 12,7 per cento a giugno.

Il calo di oltre il 6 per cento dello yuan cinese contro il dollaro USA nel corso dell’ultimo anno sembra aver fatto poco per difendere gli esportatori cinesi dal crollo della domanda globale e dalla debolezza dei prezzi delle materie prime.

Da gennaio a luglio, le esportazioni cinesi sono diminuite del 7,4 per cento, mentre le importazioni sono scese del 10,5 per cento, peggio de risultato dello scorso anno che vedeva un crollo dell’8 per cento.

L’economia cinese è cresciuta del 6,7 per cento nel secondo trimestre rispetto a un anno fa, oltre le attese, grazie alle spese del governo per le infrastrutture, il boom del mercato immobiliare e l’aumento della domanda per cemento, vetro e acciaio.

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