Lo sgambetto della Carfagna a Salvini per non votare subito

Alcuni senatori di Forza Italia riconducibili all’area di Mara Carfagna hanno ritirato le loro firme per il referendum sul taglio dei parlamentari stoppando l’iter, con Matteo Salvini che adesso vede allontanarsi l’ipotesi si elezioni anticipate.

Lo sgambetto della Carfagna a Salvini per non votare subito

Chissà come deve averla presa Matteo Salvini la notizia che, proprio mentre si stavano espletando le ultime operazioni di rito, sono venute a mancare 8 firme di altrettanti senatori sulle 64 in totale necessarie per richiedere un referendum confermativo sulla riforma del taglio dei parlamentari.

Alla levata referendaria nelle scorse settimane avevano risposto presente senatori provenienti da tutti i partiti tranne Lega e Fratelli d’Italia, ma in molti hanno descritto Salvini più che attivo nello spingere i forzisti ad aderire.

Il motivo è presto spiegato: indire un referendum andrebbe a ritardare l’entrata in vigore della sforbiciata a deputati e senatori di qualche mese aumentando le chance di elezioni anticipate, visto che si voterebbe con l’attuale sistema di voto salvando così 345 posti in più in Parlamento.

A fare marcia indietro all’ultimo momento sarebbero stati però alcuni senatori forzisti considerati vicini a Mara Carfagna, sempre più autonoma nelle scelte e che così facendo ha in qualche modo blindato la durata di questa legislatura, anche se la Lega a questo punto potrebbe fornire direttamente i senatori mancanti per il referendum.

Lo sgambetto della Carfagna a Salvini

Visto il periodo dell’Epifania, a Palazzo Madama diversi senatori devono aver ricevuto l’illuminazione dei concreti rischi di un voto nei prossimi mesi con annessi alti rischi di dire addio alla bambagia romana dopo solo due anni dalle ultime elezioni.

Certo votare con il Rosatellum andrebbe ad aumentare le chance di una rielezione, ma per partiti come Forza Italia o il Movimento 5 Stelle anche in questo caso la scure dei seggi sarebbe netta e impietosa.

Matteo Salvini è stato descritto come il deus ex machina di questo referendum, anche se non ci sono senatori del Carroccio in un elenco dei firmatari dove invece abbondano esponenti di Forza Italia, partito da sempre contrario alla riforma.

Per richiedere un referendum confermativo al taglio dei parlamentari occorrono 64 firme di senatori da depositare entro il 13 gennaio. Il numero era stato raggiunto ma adesso in 8 avrebbero fatto marcia indietro.

Tra chi ha cambiato idea ci sarebbero quattro senatori di Forza Italia descritti molto vicini a Mara Carfagna, da tempo in rotta con Silvio Berlusconi e che a breve potrebbe staccarsi per dare vita a un proprio movimento oppure aderire a Italia Viva di Matteo Renzi.

Una mossa questa che al momento allontana delle elezioni anticipate dove il centrodestra uscirebbe sicuro vincitore, ma che vedrebbero fortemente ridimensionata la rappresentanza moderata in favore di quella sovranista.

Per ovviare a questo possibile sgambetto della Carfagna, Salvini adesso sarebbe pronto a far esporre in prima persona dei senatori della Lega per arrivare alle 64 firme, ma la distanza politica tra i due esponenti del centrodestra sembrerebbe al momento essere siderale.

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