Borsa Italiana, focus Atlantia: titolo in recupero in attesa Cda e indiscrezioni (smentite) ingresso CDP

Oggi il Cda di Atlantia, osservata speciale in Borsa. La controllata Aspi ha ribadito l’impegno per la ricostruzione, ma per il Governo non basta. Diverse ipotesi per la nazionalizzazione: Anas o CDP, con quest’ultima smentita dal Mef

Borsa Italiana, focus Atlantia: titolo in recupero in attesa Cda e indiscrezioni (smentite) ingresso CDP

Osservato speciale della giornata odierna a Piazza Affari è il titolo Atlantia, con le quotazioni che al momento della scrittura salgono di oltre un punto percentuale portandosi al di sopra di area 19 euro. Oggi infatti si riunisce il Cda straordinario, convocato dopo quello tenutosi ieri della controllata Autostrade per l’Italia (Aspi), convocato per fare il punto della situazione dopo il crollo del ponte Morandi a Genova.

Autostrade per l’Italia ieri ha praticamente confermato quanto già emerso nella conferenza stampa tenuta in occasione dei funerali di Stato delle vittime del crollo . La concessionaria ha ribadito l’impegno ad investire 500 milioni di euro per la ricostruzione dell’infrastruttura, oltre ad offrire garanzie ai famigliari delle vittime e a coloro che hanno subito perdite a causa del disastro.


Fonte: S&P Global Ratings

Su quest’ultimo punto è intervenuto ieri lo stesso premier Giuseppe Conte, che ha detto di ritenere “non sufficienti” gli stanziamenti previsti da Aspi per la ricostruzione e di aspettarsi un contributo “almeno quattro volte superiore”.

Nel frattempo il Governo studia il “come” attuare la revoca delle concessioni ad Aspi, quindi ad Atlantia. Le ipotesi circolate sulla stampa nazionale in questi giorni sono molte, le più praticabili appaiono due: l’assegnazione delle tratte autostradali oggi di competenze di Aspi al gestore pubblico Anas, oppure l’ingresso nel capitale di Aspi della Cassa Depositi e Prestiti.

Analizziamo nel dettaglio entrambe le proposte.

Ipotesi subentro Anas

L’ipotesi del subentro di Anas nella gestione dei tratti autostradali ad oggi di competenza di Autostrade per l’Italia appare la più semplice. L’Anas infatti è uno storico operatore pubblico che già gestisce oltre 26mila kilometri di autostrade nel Paese.

Il Corriere della Sera riporta un interessante precedente risalente al 1977, quando lo Stato revocò al concessionario Sara la gestione dell’attuale Strada dei Parchi (la A24 Roma-Teramo e la A25 Torano-Pescara) affidandola all’Anas.

Ipotesi Cassa Depositi e Prestiti

Stamattina alcuni organi di stampa hanno diffuso voci circa un coinvolgimento della Cassa Depositi e Prestiti (Cdp)in quella che viene definita la statalizzazione di Autostrade per l’Italia. Il Messaggero parla di una quota fra il 5-10%. Secondo il Sole 24Ore il progetto dovrebbe prevedere che la CDP si prenda la concessione autostradale di Aspi, lasciando ad Atlantia le attività all’estero e gli aeroporti.

Il Ministero dell’Economia e della Finanza ha già smentito che sia stata presa in considerazione questa ipotesi.

Analizzando il bilancio di Autostrade per l’Italia emerge un aspetto fondamentale: la CDP è un grande creditore della concessionaria. Come ricordato da S&P Global Ratings in un report fatto circolare stamane, “la perdita della concessione farebbe scattare per la holding Atlantia l’obbligo di rimborso di 8,5 miliardi di bond ai creditori”.

La suggestione CDP inoltre si fonda sul fatto che all’interno della cassaforte controllata dal Tesoro ci sono già fondi infrastrutturali, già investiti indirettamente in varie tratte autostradali (Brennero, Brescia-Padova, Autovie Venete, Camionale della Cisa). Il fondo F2i ne è un esempio. Il coinvolgimento di un fondo infrastrutturale controllato da CDP potrebbe dunque essere una “soluzione mediata” al problema.

Aumenta il fronte dei contrari alla nazionalizzazione, anche fra la maggioranza di Governo

Nel frattempo nella disputa su come affrontare la vicenda, il fronte dei contrari alla nazionalizzazione delle concessioni infrastrutturali sta aumentando, e non solo nelle opposizioni. La stampa nazionale infatti sottolinea come gran parte della Lega sia contraria al ritorno allo stato delle infrastrutture, citando, in particolare, il governatore del Veneto, Luca Zaia.

A tal proposito sembra che il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, stia lavorando ad una soluzione di compromesso, che prevede la revisione dei punti cardine della concessione, in particolare sui temi della durata e delle penali. Fra le opposizioni, si è detto contrario alla soluzione proposta dal Governo gialloverde il Governatore della Liguria Giovanni Toti (Forza Italia).

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